Bruxelles, 22 gennaio 2026 – Ieri la Commissione europea ha ricevuto la risposta ufficiale dell’Italia sulla procedura di infrazione aperta riguardo ai poteri del cosiddetto ‘Golden Power’, lo strumento che permette al governo di intervenire su operazioni societarie considerate strategiche per la sicurezza nazionale. A confermarlo è stato un portavoce dell’esecutivo comunitario, che ha aggiunto come la documentazione inviata da Roma sia ora al vaglio degli uffici competenti a Bruxelles.
Golden Power, la risposta italiana passa al setaccio di Bruxelles
La questione riguarda i poteri speciali che il governo italiano può esercitare in settori chiave come energia, telecomunicazioni, difesa e infrastrutture. Secondo la Commissione, alcune norme italiane rischiano di violare le regole del mercato unico europeo, limitando la libertà di investimento e la concorrenza. La procedura di infrazione è partita ufficialmente nel luglio 2023, dopo mesi di confronti tecnici tra Roma e Bruxelles.
Il portavoce ha spiegato che “ieri la Commissione ha ricevuto una risposta formale dall’Italia e ora la stiamo valutando”. Al momento, nessun dettaglio è stato reso noto sul contenuto del documento inviato dal governo. Fonti vicine al dossier riferiscono che il testo è stato preparato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio e il Ministero degli Esteri.
Procedura di infrazione, i punti caldi e le contestazioni
Il nodo del contendere riguarda soprattutto l’allargamento dei poteri di veto e di condizionamento che il governo può usare su acquisizioni e partecipazioni societarie, sia da parte di investitori stranieri che europei. Bruxelles sostiene che alcune norme introdotte negli ultimi anni – in particolare durante l’emergenza Covid – siano troppo ampie e poco bilanciate rispetto agli obiettivi di sicurezza nazionale.
Dal canto suo, il governo italiano ha sempre difeso la legittimità del Golden Power, sottolineando come sia stato rafforzato seguendo le indicazioni europee per proteggere gli asset strategici. “Abbiamo agito per garantire la sicurezza economica del Paese”, aveva spiegato nei mesi scorsi il ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Ma la Commissione resta convinta che alcune norme italiane superino i limiti imposti dal diritto europeo.
Cosa rischia l’Italia: tempi e scenari possibili
Ora che la Commissione ha ricevuto la risposta italiana, partirà una valutazione tecnica che potrebbe durare alcune settimane. Se le spiegazioni di Roma non saranno ritenute sufficienti, Bruxelles potrà inviare un parere motivato, il passo successivo della procedura, chiedendo modifiche precise alla legge italiana.
Se l’Italia non dovesse adeguarsi, si potrebbe arrivare a un ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Un’ipotesi che il governo vuole evitare, soprattutto considerando le tensioni già emerse su altri dossier Ue. “Siamo pronti a un dialogo costruttivo con la Commissione”, ha assicurato il sottosegretario agli Affari europei, Raffaele Fitto, durante una recente audizione parlamentare.
Golden Power, uno strumento sempre sotto i riflettori
Il tema del Golden Power resta al centro del dibattito politico ed economico italiano. Negli ultimi anni lo strumento è stato usato spesso: dalla difesa delle reti 5G alle operazioni su società come Snam ed Eni, fino ai recenti casi nel settore tecnologico. Secondo dati della Presidenza del Consiglio, solo nel 2025 sono arrivate oltre 300 notifiche di operazioni potenzialmente rilevanti.
Le associazioni degli imprenditori chiedono regole più chiare e tempi certi per le autorizzazioni, preoccupate che un uso troppo ampio dei poteri speciali possa frenare gli investimenti esteri. Dall’altra parte, sindacati e alcune forze politiche di maggioranza difendono la necessità di proteggere gli interessi nazionali in un mondo sempre più competitivo.
Prossimi passi: attesa per la decisione europea
Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri tra funzionari italiani e rappresentanti della Commissione europea. L’esito della valutazione sulla risposta italiana sarà decisivo per capire se si potrà trovare un accordo o se la questione passerà a un livello più formale.
Per ora a Bruxelles prevale la prudenza. “Stiamo analizzando con attenzione la posizione dell’Italia”, ha ribadito il portavoce della Commissione. Solo dopo questa fase si capirà se il caso Golden Power si chiuderà con un’intesa o finirà davanti ai giudici europei.










