Roma, 22 gennaio 2026 – A novembre 2025 la produzione nelle costruzioni in Italia è calata dell’1,2% rispetto a ottobre, comunica oggi l’Istat. Il dato arriva dopo due mesi di crescita e segue una revisione al rialzo delle stime di ottobre. Il settore delle costruzioni mostra così un andamento altalenante, ma tiene una tendenza positiva su base trimestrale e annuale.
Istat: novembre in calo, ma il trimestre tiene
Nel dettaglio, l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni ha segnato un calo a novembre, interrompendo la serie di aumenti registrata a settembre e ottobre. L’Istat spiega che la flessione arriva “anche dopo la significativa revisione al rialzo del dato di ottobre”, suggerendo che il quadro generale resta comunque positivo. Nella media del trimestre settembre-novembre 2025, infatti, la produzione è cresciuta dell’1,3% rispetto ai tre mesi precedenti.
Guardando con più calma al trimestre, la dinamica resta dunque solida. “Su base trimestrale la crescita è ancora robusta”, spiegano dall’Istat, sottolineando come il settore abbia resistito alle oscillazioni mensili.
Crescita su base annua: +3,2% a novembre
Dal confronto con novembre 2024, sia l’indice grezzo sia quello corretto per gli effetti di calendario segnano un aumento del 3,2%. Il numero di giorni lavorativi è lo stesso (20 sia nel 2024 che nel 2025), un dettaglio che permette una lettura più precisa dell’andamento reale.
Nei primi undici mesi del 2025, l’indice corretto per gli effetti di calendario è salito del 4,8%, mentre l’indice grezzo ha messo a segno un +3,9%. Numeri che confermano la buona salute del settore edilizio nell’anno appena passato, nonostante qualche inevitabile battuta d’arresto.
Oscillazioni fisiologiche e prospettive
Gli analisti dell’Istat sottolineano che il calo di novembre va visto come parte di normali oscillazioni che caratterizzano il settore. “La flessione mensile – spiegano – segue due mesi di crescita e non cambia il trend positivo iniziato all’inizio del 2025”. Il comparto risente spesso di fattori stagionali e di variabili legate al clima e agli investimenti, pubblici e privati.
Solo guardando a periodi più lunghi si vede la solidità della ripresa. Dal gennaio scorso, infatti, la crescita su base annua è costante. “L’indice corretto per gli effetti di calendario – si legge nella nota – mostra un aumento continuo da gennaio 2025”.
Reazioni e attese per il 2026
Nel settore si respira un cauto ottimismo. Alcuni operatori dicono che “il dato mensile va preso con cautela”, mentre altri sottolineano come “la domanda resti sostenuta grazie agli incentivi e ai progetti infrastrutturali in corso”. Fonti vicine all’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili, parlano di “segnali incoraggianti anche per i prossimi mesi”, pur ricordando che le sfide non mancano.
Gli occhi restano puntati sulle politiche di sostegno agli investimenti e sull’andamento dei prezzi delle materie prime. Il prossimo aggiornamento dell’Istat, previsto per fine febbraio, darà un quadro più chiaro sull’avvio del 2026.
In sintesi, il settore delle costruzioni chiude il 2025 con una crescita solida su base annuale e trimestrale, nonostante il passo indietro di novembre. Ora gli operatori aspettano conferme nei primi mesi del nuovo anno, tra speranze di stabilità e nuove incognite legate al quadro economico generale.










