Bologna, 22 gennaio 2026 – Dal 17 gennaio al 15 marzo, Casa Morandi ospita a Bologna la mostra “Concetto Pozzati. Da e per Morandi”, un viaggio dentro la vita e l’arte di uno dei protagonisti più importanti dell’arte italiana del secondo dopoguerra. L’evento, curato da Maura Pozzati insieme all’Archivio Concetto Pozzati, fa parte del programma di Art City Bologna, in programma dal 5 all’8 febbraio. Un’occasione unica per scoprire il rapporto – a tratti teso, mai scontato – tra due grandi della scena artistica bolognese: Concetto Pozzati e Giorgio Morandi.
Un titolo che arriva da lontano
“Il titolo non è stato scelto da noi”, ha raccontato Maura Pozzati durante l’anteprima della mostra. “È lo stesso che mio padre usò per il suo primo omaggio a Morandi, nel lontano 1964, e che ora ritroviamo qui”. Nato nel 1935 e scomparso nel 2017, Concetto Pozzati non è stato solo un artista, ma anche assessore alla cultura di Bologna, insegnante all’Accademia di Belle Arti e un intellettuale sempre aperto al confronto. Spesso chiamato “il corsaro della pittura”, ha attraversato decenni di sperimentazioni, mescolando Surrealismo, Informale e Pop Art senza mai perdere di vista il segno come elemento fondamentale.
Morandi e Pozzati: un legame complesso
Pozzati ha scritto pagine importanti su Morandi, dalla presentazione della mostra “Morandi e il suo tempo” (1985-1986) fino a un ritratto inserito nel suo diario di pittore. Da questi scritti emerge un rapporto complicato, segnato da una certa distanza emotiva. “Un uomo difficile, che non ho mai amato e non amo, a differenza dell’immenso mondo che era la sua pittura”, annotava. Eppure, Morandi – amico del padre Mario e dello zio Severo Pozzati – è stato un punto di riferimento costante nella sua ricerca artistica.
La mostra: tra dialogo e sperimentazione
Si parte dall’opera “Da e per Giorgio Morandi” (1964), che segna una svolta verso una pittura più oggettuale e vicina alla sensibilità pop. Poi si passa al ciclo “Restaurazione” (1973), dove le immagini di Pozzati si intrecciano con incisioni di Morandi, dando vita a cortocircuiti visivi e concettuali. Nel 1974, Pozzati spinge oltre: oggetti, fotografie e testi si mescolano in un linguaggio ironico e quasi giocoso, che spinge chi guarda a riflettere sul senso stesso dell’arte.
Un omaggio agli oggetti di casa
A chiudere il percorso è la serie di carte “A casa mia” (2007-2008), un omaggio intimo agli oggetti di uso quotidiano, carichi di memoria e affetto familiare. “Ecco il Pozzati ladro e cleptomane”, ha spiegato Maura Pozzati, “che prende dalla storia dell’arte e ci mette dentro la sua voce; sceglie la sua pittura, la sua natura morta, la palette del maestro, e crea un ciclo divertente che apre una riflessione sull’arte: perché per Concetto Pozzati l’arte genera altra arte”.
L’eredità di un artista ancora viva
La mostra non racconta solo le tappe principali della carriera di Pozzati, ma invita anche a riflettere sul ruolo dell’artista come interprete e “ladro” della storia dell’arte. Un dialogo che guarda al passato – Morandi in testa – ma anche al presente e alle nuove generazioni. Casa Morandi diventa così un luogo vivo, dentro il cuore culturale di Bologna, città che Pozzati ha contribuito a plasmare sia come artista sia come amministratore.
Art City Bologna: la città si trasforma
La mostra è parte di Art City Bologna, che dal 5 all’8 febbraio trasformerà la città in un grande laboratorio d’arte contemporanea. Casa Morandi, in via Fondazza 36, sarà uno dei punti di riferimento: proprio qui, nelle stanze dove Giorgio Morandi ha vissuto e lavorato fino al 1964, le opere di Pozzati dialogano con quelle del maestro bolognese. Un’occasione per conoscere due personalità diverse, ma complementari, e due modi opposti – e insieme vicini – di fare pittura.
La mostra è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, chiusa il lunedì. Biglietti a partire da 8 euro. Info su www.mambo-bologna.org.










