Washington, 21 gennaio 2026 – Domani Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti, incontrerà il presidente russo Vladimir Putin. L’annuncio è arrivato ieri sera in un’intervista alla CNBC, poi rilanciata dall’agenzia Reuters. “Dobbiamo vederci giovedì”, ha detto Witkoff, lasciando intendere che l’iniziativa arriva da Mosca. “Sono i russi a volere questo incontro. È un segnale importante da parte loro”, ha aggiunto, senza però entrare nei dettagli sulla sede.
Mosca spinge per il faccia a faccia
Secondo Witkoff, la richiesta arriva direttamente dal Cremlino. Un gesto che, nelle sue parole, “vale parecchio”, soprattutto ora che i rapporti tra Washington e Mosca sono tesi su diversi fronti. Poco dopo, anche il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha confermato – citato dall’agenzia Tass – la volontà di andare avanti con l’incontro già nelle prossime ore.
Dove si terrà? Il mistero resta
Non è stato ancora deciso il luogo dell’incontro tra Witkoff e Putin. Le fonti americane non hanno aggiunto nulla e dal Cremlino tengono il massimo riserbo. Secondo le prime indiscrezioni, il colloquio potrebbe svolgersi in un posto riservato, lontano dai riflettori internazionali. “Non è chiaro dove ci vedremo”, ha ammesso lo stesso Witkoff nell’intervista, lasciando intendere che si sta ancora trattando sull’organizzazione.
Il quadro: tensioni e dossier ancora aperti
L’appuntamento arriva in un momento molto delicato. Tra Stati Uniti e Russia restano questioni aperte come la crisi in Ucraina, la sicurezza energetica europea e le tensioni sul controllo degli armamenti nucleari. Negli ultimi mesi Washington ha più volte chiesto a Mosca un confronto diretto su questi temi, senza però ottenere risposte concrete. La richiesta russa di un incontro con un rappresentante americano viene vista dagli esperti come un possibile segnale di apertura o, almeno, di volontà di dialogo.
Washington resta cauta
A poche ore dall’annuncio, negli ambienti diplomatici statunitensi si respira prudenza. “Ogni confronto diretto è importante, ma bisogna capire con quali intenzioni si arriva al tavolo”, ha spiegato una fonte del Dipartimento di Stato, che ha preferito restare anonima. Anche gli analisti mostrano dubbi: “Potrebbe essere una mossa tattica di Mosca”, osserva il politologo Michael O’Hanlon della Brookings Institution. “Oppure un tentativo di alleggerire la pressione internazionale”.
Le parole di Witkoff: un segnale da non sottovalutare
Durante l’intervista alla CNBC, Witkoff ha sottolineato il valore simbolico della richiesta russa. “È una dichiarazione importante da parte loro”, ha ribadito, ricordando che dialogare è sempre meglio che far salire la tensione. Tuttavia, ha evitato di anticipare i temi che saranno discussi con Putin. “Vedremo cosa vorranno mettere sul tavolo”, ha detto.
Aspettando le prossime mosse
Nelle prossime ore sono attese nuove comunicazioni dalla Casa Bianca e dal Cremlino. L’incontro tra Steve Witkoff e Vladimir Putin potrebbe segnare il primo passo verso una ripresa del dialogo tra le due potenze. Ma per ora restano molti punti oscuri sul contenuto e sugli esiti di questo faccia a faccia. La diplomazia tace. Solo domani si capirà se davvero qualcosa si muove tra Washington e Mosca.









