Milano, 21 gennaio 2026 – La Borsa di Milano chiude in rosso: il Ftse Mib scende dell’1,08%, fermandosi a 44.707 punti. È il terzo giorno di fila con il segno meno per il listino milanese, in linea con le altre grandi piazze europee, tutte in calo. Il clima sui mercati resta incerto, con molti investitori che preferiscono mettere in cassaforte i guadagni.
Ftse Mib in rosso, ma Amplifon e Campari tengono
Nel dettaglio, pochi titoli hanno resistito alla pressione. Amplifon ha messo a segno un bel +5%, spinta da acquisti tecnici e da un settore della salute che sembra ancora attirare interesse. Bene anche Campari, che ha guadagnato il 3,7%, grazie a voci su possibili acquisizioni nel mondo delle bevande. “Gli investitori cercano ancora società solide, che hanno mostrato di reggere nei trimestri scorsi”, spiega un analista di una grande banca milanese.
Tim e Buzzi i peggiori della giornata, soffrono i bancari
A fondo classifica spiccano invece Tim, che ha perso il 2,85%, e Buzzi Unicem, giù del 2,8%. Per Tim, a pesare sono state le incertezze sul dossier rete e sulle prospettive di ricavi nel 2026. “Il mercato resta prudente su utility e telecomunicazioni”, confida un gestore interpellato nel pomeriggio.
A trascinare il listino verso il basso sono stati soprattutto i titoli bancari, in calo dello 0,9%. Non è andata meglio agli altri comparti finanziari: le assicurazioni hanno lasciato sul terreno l’1,4%, mentre il settore farmaceutico ha ceduto lo 0,5%. Tra i farmaceutici, spicca il calo di Astrazeneca (-2,7%), penalizzata da prese di beneficio dopo i recenti rialzi.
Europa in affanno, Wall Street chiude in rosso
Non va meglio nel resto d’Europa. Londra perde lo 0,7%, Parigi lo 0,6%, Francoforte l’1,07%, Madrid l’1,3%. L’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 scivola dello 0,7%. Gli investitori, dicono diverse società di gestione, hanno preferito ridurre l’esposizione su asset più rischiosi in attesa di dati macro importanti dagli Stati Uniti e dalla Cina.
Nel pomeriggio, anche Wall Street ha chiuso in rosso. Il mercato resta sulle spine, con tutti gli occhi puntati sulle prossime mosse della Federal Reserve e sulle tensioni geopolitiche che continuano a pesare sull’umore degli investitori. “C’è molta cautela, soprattutto dopo i rally recenti”, ammette un trader della City.
Moda e farmaceutici ancora sotto pressione
Tra i settori più penalizzati in Europa c’è la moda. Il gigante francese Lvmh ha lasciato sul terreno il 2,2%, confermando la debolezza già emersa nelle ultime settimane. Gli esperti spiegano il calo con prese di beneficio e timori per la domanda globale nel settore del lusso.
Nel farmaceutico, oltre ad Astrazeneca, molti titoli hanno registrato vendite diffuse. “Il settore resta sotto osservazione dopo i forti guadagni del 2025”, dice una fonte vicina a un fondo specializzato.
Settimana di attesa sui dati macro
Gli occhi degli operatori sono ora puntati sui prossimi dati macroeconomici in arrivo tra mercoledì e giovedì: inflazione in Europa e vendite al dettaglio negli Stati Uniti. Il mercato resta prudente. “Serve qualche segnale più chiaro dalle banche centrali”, sottolinea un gestore milanese poco prima della chiusura.
A Piazza Affari, l’attenzione resta alta su titoli come Tim e sul settore bancario, mentre si aspettano sviluppi anche dalle trimestrali. La volatilità, avvertono gli esperti, potrebbe restare alta per diversi giorni ancora.









