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La spesa sanitaria delle famiglie: un raddoppio sorprendente in 40 anni

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La spesa sanitaria delle famiglie: un raddoppio sorprendente in 40 anni
La spesa sanitaria delle famiglie: un raddoppio sorprendente in 40 anni
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Roma, 21 gennaio 2026 – La spesa sanitaria privata delle famiglie italiane è più che raddoppiata dal 1978 a oggi. Oggi pesa in media per il 4,3% sui bilanci domestici, ma tra le famiglie con meno istruzione arriva a toccare il 6,8%. È quanto emerge dal 21° Rapporto Sanità del Crea, il Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità, presentato questa mattina nella sede del Cnel, a Roma. Un segnale chiaro di una pressione crescente sulle fasce più deboli della popolazione, che fa sorgere dubbi sulla tenuta del Servizio sanitario nazionale.

Spesa sanitaria privata alle stelle: i dati che preoccupano

Secondo il rapporto, la spesa privata complessiva ha raggiunto i 43,3 miliardi di euro, quasi un quarto di tutta la spesa sanitaria italiana. Ma l’aumento non è uguale per tutti: il 60% delle famiglie più povere sostiene oggi il 37,6% della spesa privata, contro il 27,6% del 1978. “Sono le famiglie meno abbienti a pagare il prezzo più alto”, ha detto Nereo Zamaro, presidente del Crea, durante la presentazione. “Così la sanità rischia di diventare un lusso, proprio per chi ne ha più bisogno”.

Nord e Sud: un divario che si allarga

Il rapporto evidenzia che la crescita della spesa sanitaria privata è stata più contenuta al Nord, dove è aumentata in linea con il reddito disponibile. Nel Centro e soprattutto nel Mezzogiorno, invece, è cresciuta molto più rapidamente. Questo ha costretto molte famiglie a tagliare altre spese. “Nel Sud e nelle Isole – si legge nel documento – la sanità fuori dal Ssn è vista come una spesa che non si può rimandare”. A confermarlo sono le storie raccolte tra i cittadini: “Ho dovuto rinunciare a cambiare l’auto per pagare le visite specialistiche di mio padre”, racconta Anna, 48 anni, di Bari.

Demografia e cambiamenti sociali dietro la crescita

Dietro questo aumento ci sono diversi fattori. Da una parte, l’invecchiamento della popolazione e la crescita delle malattie croniche. Dall’altra, i cambiamenti nelle famiglie e nella società. “Il sistema sanitario pubblico fatica a stare al passo con i nuovi bisogni”, ha spiegato Zamaro. “Se non cambiamo modo di fare, rischia di non riuscire più a rispondere a chi ne ha bisogno”. Il rapporto sottolinea anche come le lunghe liste d’attesa e la carenza di personale spingano sempre più persone verso il privato.

Allarme Crea: “Serve una svolta urgente”

Il Crea lancia un avvertimento netto: senza cambiamenti strutturali, il Servizio sanitario nazionale rischia di perdere la sua funzione di tutela per tutti. “Non basta aumentare i soldi”, ha detto Zamaro ai giornalisti al Cnel. “Bisogna ripensare l’organizzazione dei servizi e rafforzare la medicina di prossimità”. Secondo il rapporto, se non si interviene, la spesa privata continuerà a crescere, aumentando le disuguaglianze e peggiorando l’efficienza del sistema pubblico.

Reazioni: la preoccupazione delle associazioni dei consumatori

Le associazioni dei consumatori hanno accolto con preoccupazione i dati del Crea. “La sanità sta diventando un lusso per tanti italiani”, ha commentato Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori. “Chiediamo al governo di muoversi subito per garantire cure accessibili a tutti”. Il ministero della Salute ha risposto che “sono in corso nuovi progetti per rafforzare il Ssn e ridurre la spesa a carico delle famiglie”.

Uno sguardo al futuro

Mentre si attendono risposte concrete dalle istituzioni, resta il quadro tracciato dal rapporto: una spesa sanitaria privata in aumento, che pesa soprattutto sulle famiglie meno abbienti e nelle zone più fragili del Paese. Un trend che, secondo gli esperti, richiede attenzione immediata e idee nuove per non mettere a rischio uno dei pilastri del welfare italiano.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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