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Il genio di Gaudì: come ha plasmato l’anima di Barcellona

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Il genio di Gaudì: come ha plasmato l'anima di Barcellona
Il genio di Gaudì: come ha plasmato l'anima di Barcellona
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Barcellona, 21 gennaio 2026 – Questa mattina, sotto il cielo terso di Barcellona, una lastra di pietra pesante decine di tonnellate è stata sollevata lentamente da una gru, fino a inserirsi con precisione nella Torre di Gesù Cristo della Sagrada Familia. Un’operazione delicata, seguita in silenzio da operai e tecnici, che segna un passo importante verso la conclusione della struttura più alta del tempio: entro giugno la torre toccherà i 172,5 metri, in tempo per il centenario della morte di Antoni Gaudí.

Il conto alla rovescia per il centenario

Nel labirinto del cantiere, ogni giorno lavorano oltre 200 persone, tra artigiani e maestranze specializzate, guidate da un gruppo di 20 architetti sotto la direzione di Jordi Faulí. “È sempre il momento più teso”, ha detto uno dei responsabili mentre il pannello veniva fissato sul braccio orizzontale della Croce. “Sai come va, ma vedere tutta quella massa sollevata è quasi un miracolo”. In questi giorni sono stati sistemati i quattro bracci orizzontali della grande croce che corona la torre. Rimane solo l’ultimo, quello in cima, che ospiterà l’Agnus Dei, la scultura realizzata dall’artista italiano Andrea Mastrovito.

Quando sarà finita, la croce – a cinque punte, rivestita in ceramica bianca smaltata e vetro – rifletterà la luce del sole di giorno e brillerà di notte. Un dettaglio che Gaudí aveva già previsto nei suoi storici ‘Albums del Temple’, le raccolte di disegni e appunti lasciate al cantiere.

Gaudí e la lunga storia incompiuta

Gaudí non ha mai visto tutto questo. Il 7 giugno 1926, mentre attraversava la Gran Via nell’Eixample, fu investito da un tram. Portato all’ospedale Santa Creu, rifiutò cure private. Solo il giorno dopo si scoprì che quel vecchio con abiti logori era il più grande architetto di Spagna. Quando morì, a 73 anni, della Sagrada Familia erano finite solo la cripta, l’abside e una torre della facciata della Natività. Il resto era ancora un progetto, una visione: un tempio espiatorio, una gigantesca enciclopedia scolpita del cattolicesimo.

La basilica era stata commissionata 43 anni prima dai giuseppini. All’inizio il progetto era nelle mani di Francisco del Villar, che nel 1882 aveva disegnato una chiesa in stile neogotico. Dopo il suo abbandono, fu l’industriale Eusebi Güell – committente di molte opere di Gaudí – a proporre l’architetto per la sua originalità e per i valori condivisi: ordine sociale, cattolicesimo profondo, identità catalana.

Tra passato e futuro, un cantiere unico

Nato nella Masseria del “caldararo”, Gaudí ha coltivato fin da bambino una curiosità senza fine per piante e animali. Lui stesso chiamava la natura “il Grande Libro”. Da qui, e dal sapere artigiano di famiglia, è nato un linguaggio architettonico senza pari: forme che ricordano il mare, strutture vegetali, geometrie complesse tradotte in colonne inclinate e superfici curve.

Gaudí era lontano dal modernismo e dal razionalismo funzionalista di Le Corbusier o Gropius. Ha creato uno stile tutto suo. “Gaudí ci ha lasciato la strada – dice Jordi Faulí – ma non la mappa: abbiamo dovuto imparare la grammatica prima di poter scrivere le frasi”. Molti modelli e documenti originali andarono persi durante la Guerra Civile spagnola, quando un gruppo di anarchici incendiò parte della basilica.

La Sagrada Familia oggi: simbolo e sfida

Oggi il cantiere va avanti grazie ai turisti: sono circa 4 milioni all’anno a visitare la basilica, e i loro biglietti coprono completamente i costi. Ma la Sagrada Familia resta un tema controverso, tra critici e cittadini. È il simbolo delle grandi ambizioni e delle contraddizioni di Barcellona, un’eredità che continua a trasformarsi.

A giugno, quando l’ultimo pannello sarà al suo posto sulla Torre di Gesù, i visitatori potranno salire con l’ascensore e poi a piedi fino in cima. Da lì si vede il Mediterraneo ai piedi. “Quella vista ti avvicina a Dio”, raccontano i tecnici che lavorano in quota.

Le sfide che restano sul tavolo

Ancora da completare c’è la facciata della Gloria e il grande sagrato urbano su Carrer de Mallorca, che però richiederebbe l’abbattimento di interi edifici residenziali. Una prospettiva che preoccupa i residenti, che ogni mese protestano contro il rischio di espropri, tra turismo di massa, traffico e mancanza di case.

Il centenario sarà comunque un traguardo importante per la Sagrada Familia e un omaggio a Gaudí. Sono in programma eventi culturali e una solenne funzione religiosa, a cui sarà presente anche il Papa. Il Vaticano ha già riconosciuto a Gaudí le virtù eroiche, primo passo verso la beatificazione. Cento anni dopo la sua morte, la sua opera continua a crescere sopra Barcellona – tra luce naturale e vetro smaltato – proprio come lui aveva immaginato.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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