Tel Aviv, 21 gennaio 2026 – Cinque persone, tra cui tre giornalisti palestinesi, sono state uccise ieri pomeriggio nel cuore della Striscia di Gaza, dopo che un’auto è stata colpita da un attacco dell’esercito israeliano. È successo intorno alle 15 vicino a Deir al-Balah. A confermare l’episodio è stato un portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), che ha parlato di “diversi sospettati” a bordo del veicolo. Secondo l’esercito, si sarebbe trattato di una risposta a una minaccia diretta: “I sospettati stavano usando un drone di Hamas e rappresentavano un pericolo per le nostre truppe”, ha detto il portavoce in una nota diffusa domenica sera.
Attacco nel centro di Gaza: cosa è successo davvero
Le vittime viaggiavano su una Toyota Corolla bianca, lungo la trafficata strada Salah al-Din che attraversa la Striscia da nord a sud. Testimoni locali raccontano che l’auto è stata colpita da un missile lanciato da un drone israeliano. Sul posto sono arrivati subito i soccorritori della Mezzaluna Rossa palestinese, che hanno trovato senza vita i tre reporter – identificati come Mohammed Abu Hatab, Sami Shehab e Yousef Lubbad – insieme ad altri due uomini. Le immagini diffuse dai media locali mostrano il veicolo completamente distrutto, con i finestrini rotti e le lamiere annerite.
La versione israeliana: un attacco per fermare una minaccia
L’Idf ha confermato di aver aperto il fuoco sul veicolo dopo aver individuato “diversi sospettati” che usavano un drone legato ad Hamas. “Abbiamo agito per neutralizzare una minaccia immediata alle nostre truppe”, ha spiegato il portavoce militare, aggiungendo che “i dettagli sono ancora al vaglio”. Al momento, non ci sono conferme ufficiali sulla presenza di giornalisti a bordo. L’esercito ha detto che si sta lavorando per chiarire l’identità delle vittime e le esatte circostanze dell’attacco.
Morte dei giornalisti: allarme e richieste di indagine
La notizia della morte dei tre reporter ha scatenato reazioni immediate tra le organizzazioni per la libertà di stampa. Il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) ha chiesto “un’indagine indipendente e trasparente”, sottolineando come la sicurezza di chi lavora nell’informazione sia “sempre più a rischio” nella Striscia di Gaza. “Non possiamo accettare che chi racconta la guerra diventi un bersaglio”, ha detto Sherif Mansour, coordinatore del CPJ per il Medio Oriente. Anche la Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) ha espresso “profonda preoccupazione” per l’accaduto.
Gaza, un territorio sempre più pericoloso per la stampa
Da quando è iniziato il conflitto tra Israele e Hamas, lo scorso ottobre, secondo l’ONU almeno 85 giornalisti sono stati uccisi nella Striscia di Gaza. Molti si trovavano in zone ad alto rischio, spesso vicino alle linee del fronte o a obiettivi militari. Le autorità israeliane ripetono che le operazioni colpiscono solo obiettivi legati ad Hamas, ma le organizzazioni umanitarie denunciano la difficoltà di distinguere tra civili e combattenti in un territorio così densamente popolato.
Indagini in corso: cosa sappiamo finora
Le autorità israeliane non hanno ancora fornito altri dettagli sull’attacco né chiarito se i giornalisti fossero a conoscenza del drone o coinvolti in attività diverse dalla copertura giornalistica. Fonti locali dicono che i tre reporter stavano documentando i movimenti delle truppe israeliane nella zona di Deir al-Balah. La Mezzaluna Rossa ha spiegato che i bombardamenti nelle aree vicine hanno rallentato le operazioni di recupero dei corpi.
La tensione resta altissima
La situazione nella Striscia è sempre più tesa. Nelle ultime 24 ore, secondo il Ministero della Sanità di Gaza, almeno 42 persone sono morte in diversi raid aerei condotti dall’aviazione israeliana. Le autorità locali hanno rilanciato l’appello alla comunità internazionale per garantire almeno condizioni minime di sicurezza ai civili e a chi lavora nell’informazione. In attesa di nuovi chiarimenti sull’attacco di ieri, cresce la pressione su Israele perché faccia piena luce sulle responsabilità e sulle modalità con cui si conducono le operazioni militari nella Striscia.









