Davos, 20 gennaio 2026 – Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha deciso di non partecipare oggi al Forum economico mondiale di Davos, dove era previsto un suo intervento pubblico alle 14.30. La notizia, arrivata nelle prime ore di questa mattina da fonti diplomatiche di Kiev, arriva in un momento di forte tensione nel Paese, segnato da nuovi bombardamenti in corso in Ucraina. L’assenza di Zelensky, comunicata a poche ore dall’evento, ha sorpreso molti osservatori e delegati internazionali già presenti nella cittadina svizzera.
Zelensky resta a Kiev: la crisi interna non aspetta
Secondo funzionari del Ministero degli Esteri ucraino, la decisione di Zelensky è maturata nella notte, dopo vari confronti con lo Stato maggiore e il governo. “Il presidente rimane a Kiev per coordinare la risposta agli attacchi che stanno colpendo diverse regioni del Paese”, ha spiegato una fonte vicina alla presidenza. Nei giorni scorsi, la delegazione ucraina aveva annunciato con enfasi la presenza del capo dello Stato, sottolineando l’importanza di un confronto diretto con i leader occidentali.
A Davos, intanto, la notizia si è sparsa rapidamente tra i corridoi del World Economic Forum, dove sono presenti, tra gli altri, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, i vertici della Nato e dell’Unione europea. L’intervento di Zelensky era considerato uno dei momenti più attesi della giornata, soprattutto alla luce dell’escalation militare che sta interessando l’Ucraina dall’inizio del 2026.
Bombardamenti e emergenza: il motivo dell’assenza
Nelle ultime 48 ore, secondo fonti militari ucraine, le città di Kharkiv, Dnipro e alcuni sobborghi di Kiev sono stati colpiti da nuovi raid missilistici. Le autorità locali parlano di “danni alle infrastrutture civili” e di “decine di feriti”, anche se il bilancio ufficiale resta ancora incerto. In questo quadro, la presenza del presidente a Kiev è considerata “essenziale” per gestire l’emergenza e mantenere il controllo della situazione.
“Non era il momento di lasciare il Paese”, ha detto un consigliere presidenziale contattato da alanews.it. “La priorità resta la sicurezza dei cittadini e il coordinamento con i partner internazionali”. La scelta di Zelensky, seppur improvvisa, riflette la gravità della crisi e la necessità che le istituzioni ucraine restino saldamente al comando.
Davos reagisce: tra attesa e preoccupazione
L’assenza del presidente ucraino ha subito suscitato reazioni tra i partecipanti al Forum. Alcuni membri della delegazione statunitense hanno espresso “comprensione” per la scelta di Zelensky, sottolineando come “la situazione sul campo richieda la massima attenzione”. Anche i rappresentanti della Nato hanno ribadito il loro sostegno all’Ucraina, mentre dal quartier generale dell’Unione europea è arrivato un messaggio di “vicinanza e solidarietà”.
Nel pomeriggio, la delegazione ucraina dovrebbe comunque incontrare a porte chiuse i partner occidentali per aggiornare sulla situazione militare e sulle richieste di aiuto. Non è escluso che Zelensky possa intervenire in videocollegamento nelle prossime ore, anche se per ora non ci sono conferme ufficiali.
Un’assenza che pesa: cosa cambia sul piano diplomatico
La mancata presenza di Zelensky a Davos è un segnale chiaro della gravità della crisi in Ucraina. In un momento internazionale già teso, la scelta del presidente viene letta come una richiesta implicita di maggiore attenzione e sostegno da parte della comunità globale. “La guerra non si ferma davanti ai summit”, ha commentato un diplomatico europeo vicino al Congress Centre.
Per ora il Forum prosegue senza grandi cambiamenti, ma l’ombra del conflitto ucraino resta ben presente nei colloqui informali tra leader e funzionari. Solo nelle prossime ore si capirà se l’assenza di Zelensky influirà davvero sulle decisioni politiche e sugli aiuti a Kiev. Intanto, la capitale ucraina resta in allerta, con il presidente impegnato a gestire una delle fasi più delicate dall’inizio dell’offensiva.










