Bologna, 20 gennaio 2026 – Tentativi di entrare in anticipo alle domande degli esami di Medicina e la diffusione di false notizie sulla regolarità delle prove: sono questi i due fronti caldi della denuncia presentata nei giorni scorsi dal Cineca, il consorzio interuniversitario che organizza i test per conto del Ministero dell’Università e della Ricerca. La segnalazione, inviata alla Procura e alla polizia postale di Bologna, arriva dopo settimane di tensione attorno al nuovo sistema di selezione per Medicina, introdotto quest’anno con la formula del “semestre aperto”.
Hacker in azione e fake news: la denuncia del Cineca
Da quanto emerge da fonti vicine al consorzio, nei giorni subito prima delle prove – svoltesi tra il 10 e il 15 gennaio in tutta Italia – il Cineca ha ricevuto contatti sospetti da chi cercava di ottenere in anticipo le domande dei test. “Ci sono arrivate richieste strane, anche attraverso canali informatici non ufficiali”, ha raccontato un tecnico del consorzio, che ha preferito restare anonimo. In almeno due casi, secondo la denuncia, si è trattato di tentativi di phishing: messaggi mascherati da comunicazioni ufficiali, con l’obiettivo di ingannare i dipendenti e rubare informazioni riservate.
I tecnici del Cineca, però, non si sono fatti fregare. “Abbiamo subito capito che qualcosa non andava e abbiamo avvisato le autorità”, ha aggiunto la stessa fonte. La polizia postale di Bologna, che ha preso in carico la segnalazione, sta ora esaminando i log dei server e le tracce digitali lasciate dagli hacker. Al momento non è chiaro se dietro ci sia un’organizzazione ben strutturata o singoli individui.
Studi legali nel mirino: “Fake news sugli esami”
Il secondo filone della denuncia riguarda invece la diffusione di notizie false da parte di alcuni studi legali. Nei giorni delle prove, sui social e in alcune chat frequentate da studenti e famiglie, sono girate voci su presunte irregolarità nella gestione dei test. In particolare, alcuni messaggi – attribuiti a professionisti del settore legale – mettevano in dubbio la validità delle prove e invitavano a ricorsi collettivi.
“Abbiamo visto una vera campagna di disinformazione che rischia di minare la fiducia nel sistema”, ha spiegato un portavoce del Cineca. Secondo la denuncia, molte di queste informazioni erano infondate e hanno solo creato confusione tra i candidati. Il consorzio ha chiesto agli inquirenti di scoprire chi c’è dietro quei messaggi e di valutare eventuali responsabilità penali.
Il quadro generale: semestre aperto e tensioni alle stelle
L’introduzione del semestre aperto per l’accesso a Medicina – una delle novità più importanti dell’anno accademico 2025/2026 – aveva già fatto discutere nei mesi scorsi. Il nuovo sistema prevede più sessioni di test distribuite in sei mesi, con la possibilità per gli studenti di tentare più volte l’ammissione. L’idea era di rendere il percorso più flessibile, ma ha anche aumentato la pressione sulle strutture che gestiscono la parte informatica.
“Quando si moltiplicano le finestre d’esame, cresce anche il rischio di attacchi informatici”, ha ammesso un funzionario del Miur. Eppure, sempre secondo il Cineca, le misure di sicurezza sono state potenziate proprio per far fronte alle nuove modalità. “Abbiamo investito in sistemi di controllo avanzati”, ha spiegato il responsabile IT del consorzio.
Reazioni a caldo: studenti preoccupati, indagini in corso
Tra gli studenti, la notizia della denuncia ha scatenato reazioni diverse. Alcuni candidati, intervistati davanti alla sede dell’Università di Bologna in via Zamboni, si sono detti preoccupati per la regolarità delle prove. “Speriamo che venga tutto chiarito presto”, ha detto Martina, 19 anni, al suo secondo tentativo. Altri hanno invece minimizzato: “Sono voci che girano ogni anno”, ha confidato Luca, che si è iscritto al test per la prima volta.
La Procura di Bologna non ha rilasciato commenti ufficiali sull’indagine in corso. Secondo fonti investigative, nelle prossime settimane verranno ascoltati i tecnici del Cineca e acquisiti i materiali digitali più importanti. L’obiettivo è capire se ci sono stati veri tentativi di violazione o se si tratta solo di tentativi falliti.
Per ora, il consorzio ribadisce la propria fiducia nelle autorità e invita studenti e famiglie a fidarsi solo dei canali ufficiali per ogni comunicazione sugli esami di Medicina.










