Tokyo, 19 gennaio 2026 – La Borsa di Tokyo ha iniziato la settimana in rosso. L’indice Nikkei ha perso l’1,03%, chiudendo questa mattina a 53.383,16 punti, con un calo di 553 punti. Gli analisti locali vedono in questa discesa il riflesso dell’attesa per i dati sulla crescita economica della Cina nel quarto trimestre e delle nuove tensioni diplomatiche tra Unione europea e Stati Uniti.
Nikkei parte male tra attese e tensioni internazionali
Il mercato giapponese ha aperto in negativo poco dopo le 9 del mattino, in un clima di incertezza globale. Gli operatori spiegano che domina la prudenza, soprattutto in attesa dei dati sul PIL cinese, attesi a breve. “Tutti guardano a Pechino: la crescita cinese resta un punto fermo per tutta l’Asia”, ha detto un trader della Nomura Securities raggiunto al telefono all’alba.
A pesare sull’umore degli investitori ci sono anche le nuove tensioni tra Bruxelles e Washington. Le recenti dichiarazioni dell’amministrazione Trump, che ha ipotizzato una possibile “annessione” della Groenlandia, hanno riacceso lo scontro diplomatico tra Stati Uniti e Unione europea. Fonti diplomatiche giapponesi parlano di “preoccupazione” anche a Tokyo per questa situazione.
Yen più forte su dollaro ed euro
Sul fronte delle valute, lo yen ha continuato a rafforzarsi sia contro il dollaro che contro l’euro. All’apertura, la moneta giapponese viaggiava a 157,60 sul dollaro e a 183,20 sull’euro. Secondo gli operatori, questo movimento riflette la ricerca di asset più sicuri in un momento di volatilità globale. “Lo yen è considerato un rifugio nei momenti di incertezza”, spiega un analista della Mizuho Bank.
Ma un yen più forte pesa sulle grandi aziende esportatrici giapponesi, da Toyota a Sony, che vedono ridursi la competitività dei loro prodotti all’estero. È proprio questo, dicono alcuni osservatori, a spiegare la reazione nervosa del mercato nipponico.
Tutti gli occhi puntati sui dati dalla Cina
Oggi è il giorno in cui si aspettano i numeri ufficiali sulla crescita cinese. Le stime preliminari diffuse dai media locali parlano di un possibile rallentamento rispetto ai trimestri precedenti. Una notizia che preoccupa non solo Tokyo, ma anche le altre piazze asiatiche. Hong Kong e Shanghai hanno aperto infatti in calo.
“Se la Cina frena, tutta la regione ne soffre”, confida un gestore di fondi a Marunouchi. La dipendenza dell’economia giapponese dalla domanda cinese, soprattutto nei settori dell’auto e dell’elettronica, è un dato di fatto.
Tensioni diplomatiche e mercati in attesa
Le tensioni tra Stati Uniti e Unione europea, riaccese dalle parole di Trump sulla Groenlandia, aggiungono un ulteriore elemento di instabilità. Bruxelles ha già definito “inaccettabili” le minacce americane. A Tokyo, il tema è seguito con attenzione. “Ogni scossa geopolitica si ripercuote sui mercati”, ha detto un funzionario del Ministero delle Finanze giapponese.
In questo clima di incertezza, gli investitori restano cauti. Le prossime ore saranno decisive per capire se i dati dalla Cina riusciranno a tranquillizzare i mercati o se prevarrà la prudenza. Per ora, il Nikkei chiude la prima giornata della settimana con il segno meno, con lo sguardo fisso su Pechino e sulle cancellerie occidentali.










