Anguillara Sabazia, 19 gennaio 2026 – Federica Torzullo, 41 anni, è sparita da Anguillara Sabazia l’8 gennaio scorso. Dopo undici giorni di ricerche, le indagini hanno preso una piega inquietante: i carabinieri della stazione locale, con l’aiuto del Ris di Roma, hanno trovato tracce di sangue in più punti legati a lei e al marito, Claudio Carlomagno. Ora, il caso che ha scosso questa comunità alle porte di Roma ha un unico indagato: proprio il coniuge, accusato di omicidio.
Sangue in casa, in auto e nella cava: gli indizi che pesano
Il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori, ha parlato chiaro: le tracce ematiche sono state trovate praticamente ovunque. Dentro la casa di via della Mola Vecchia, sugli abiti da lavoro di Carlomagno, nella sua auto, in una cava e anche su un mezzo dell’azienda di famiglia. “Gli elementi raccolti sono gravi, precisi e concordanti. Abbiamo superato la soglia della gravità indiziaria nei confronti del marito di Federica”, ha detto Liguori nel pomeriggio.
La situazione si è fatta ancora più pesante negli ultimi giorni. I rilievi del Ris, svolti tra il 13 e il 17 gennaio, hanno permesso di isolare campioni biologici ora al vaglio dei laboratori. La presenza di sangue sugli abiti di lavoro di Carlomagno e nel cassone del camion ha subito fatto scattare i sospetti. “Aspettiamo i risultati degli esami tecnici”, ha spiegato una fonte vicina alle indagini.
Il marito nel mirino: la Procura non lascia dubbi
Claudio Carlomagno, 44 anni, operaio nell’azienda di famiglia che si occupa di movimento terra, è l’unico indagato per omicidio volontario. La sua posizione si è aggravata dopo il sequestro degli abiti da lavoro, trovati sporchi di sangue. “Le indagini vanno avanti per verificare le sue dichiarazioni e ricostruire nel dettaglio cosa è successo”, ha aggiunto il procuratore Liguori.
Secondo fonti vicine al caso, la coppia stava attraversando una fase di separazione. Federica avrebbe confidato ad alcune amiche di temere per la propria incolumità. Tuttavia, al momento non risultano denunce per maltrattamenti o minacce. “Lo stato delle indagini mostra un quadro che colpisce un soggetto con grave indizio di colpevolezza”, ha ricordato Liguori, sottolineando che la presunzione di innocenza resta fino a sentenza definitiva.
Telecamere e cellulari: gli ultimi dettagli che incastrano
Le telecamere fuori dalla villetta hanno fornito un pezzo importante del puzzle: dalle immagini, Federica non è mai uscita dall’abitazione dopo le 19.30 dell’8 gennaio. Il suo cellulare non si è mai mosso dalla zona di casa. Il mattino dopo, intorno alle 7.30, invece, si vede il marito lasciare la casa per andare al lavoro.
Dentro la casa non ci sono segni evidenti di lotta o effrazione. Mancano solo la borsa e il cellulare di Federica. E proprio il telefono ha insospettito gli investigatori: sarebbe stato localizzato vicino a una discarica non lontana dal paese, ma finora non è stato recuperato.
“L’ho visto lavare il camion”: la testimonianza che fa discutere
Un collega di Carlomagno ha raccontato ai carabinieri di averlo visto lavare con cura il cassone del camion aziendale la mattina dopo la sparizione della moglie. “Mi è sembrato strano – ha detto – perché non lo faceva mai così presto”. Un dettaglio che si aggiunge al quadro già complicato degli accertamenti.
Nel frattempo, i carabinieri continuano a battere la zona tra Anguillara Sabazia e Bracciano. Le ricerche si sono concentrate anche sulla cava usata dall’azienda di famiglia, dove sono state trovate altre tracce di sangue su un mezzo meccanico.
La comunità in apprensione, Federica resta scomparsa
Sono passati undici giorni dalla scomparsa di Federica Torzullo, ma lei è ancora introvabile. Amici e parenti si sono radunati più volte davanti alla villetta, chiedendo risposte. “Non molliamo”, ha detto la sorella ai giornalisti ieri pomeriggio.
La Procura invita alla prudenza: “Le indagini sono aperte e ogni elemento sarà valutato con cura”, ha ribadito Liguori. In paese cresce la tensione, mentre i carabinieri mantengono il presidio sulla casa e proseguono con gli accertamenti tecnici. Solo i risultati degli esami sul sangue potranno svelare cosa è davvero successo l’8 gennaio in quella villetta di via della Mola Vecchia.










