Milano, 19 gennaio 2026 – Il prezzo del gas naturale ha iniziato la giornata con un calo deciso sulla piazza di Amsterdam, il principale punto di riferimento europeo. Alle 9.30, secondo i dati del TTF (Title Transfer Facility), le quotazioni del gas sono scese del 6,7%, fermandosi a 34,40 euro al megawattora. Dietro questa flessione ci sono le aspettative sul clima delle prossime settimane e le tensioni geopolitiche che continuano a far sentire il loro peso sul mercato energetico europeo.
Gas in discesa ad Amsterdam: i numeri del mattino
La giornata è partita con prudenza tra gli operatori della Borsa del gas di Amsterdam, dove il TTF dà il polso dei prezzi in Europa. Il valore di 34,40 euro/MWh registrato nelle prime ore segna un calo netto rispetto alla settimana scorsa. “Il mercato sta reagendo a due fattori principali: le temperature più miti del previsto e l’instabilità internazionale”, spiega un analista di Refinitiv Energy raggiunto da alanews.it.
Clima più caldo e scorte piene: ecco perché i prezzi scendono
I dati di Gas Infrastructure Europe mostrano che gli stoccaggi di gas nei principali paesi Ue sono oltre l’80% della capacità totale. Un livello che dà un certo respiro agli esperti, soprattutto perché l’inverno finora è stato meno rigido di quanto si temeva. “Le previsioni meteo indicano temperature sopra la media nei prossimi dieci giorni”, conferma il meteorologo Luca Lombardi, “il che riduce la domanda di gas per il riscaldamento”.
Tensioni internazionali e mercato nervoso
Nonostante il calo, la cautela resta alta. Le tensioni in Medio Oriente e i dubbi sulle forniture dalla Russia tengono gli operatori sul chi vive. “Basta una cattiva notizia per far cambiare rotta ai prezzi”, ammette un trader della City di Londra. Particolare attenzione è rivolta al Mar Rosso, dove i recenti attacchi alle navi commerciali preoccupano chi controlla le rotte energetiche. “Il rischio di interruzioni non è mai da sottovalutare”, aggiunge la fonte.
Cosa cambia per famiglie e imprese italiane
Per le famiglie italiane, il calo del prezzo del gas potrebbe tradursi in bollette leggermente più leggere nelle prossime settimane, anche se con qualche ritardo dovuto ai tempi di aggiornamento tariffario. Nomisma Energia stima una riduzione del 3-4% nel primo trimestre 2026 rispetto ai mesi precedenti. “Molto dipenderà da come si muoveranno i mercati internazionali e dalle decisioni dell’Autorità per l’energia”, spiega Davide Tabarelli, presidente di Nomisma.
Che cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Gli esperti invitano alla prudenza. Se da un lato le scorte piene e il clima favorevole aiutano nel breve termine, dall’altro la volatilità resta alta. “Il mercato del gas è molto sensibile agli eventi esterni”, ricorda Silvia Merlo, economista dell’Università Bocconi. “Un’escalation geopolitica o un’ondata di freddo improvvisa potrebbero far risalire i prezzi”.
L’Italia e la sfida energetica europea
L’Italia, che negli ultimi anni ha diversificato le fonti di approvvigionamento puntando su Algeria, Azerbaijan e rigassificatori, oggi è meno esposta rispetto al passato. Tuttavia, resta dipendente dalle dinamiche internazionali. “Abbiamo fatto passi avanti sulla sicurezza energetica”, dice il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, “ma serve continuare a investire in rinnovabili e infrastrutture”.
In sintesi, la giornata parte con un segnale positivo dai mercati, ma la partita sul gas è tutt’altro che chiusa. Gli occhi degli operatori restano fissi sulle previsioni del tempo e sugli sviluppi geopolitici. Solo così si potrà capire se il trend al ribasso durerà o se si tratta di una pausa destinata a chiudersi presto.










