Roma, 19 gennaio 2026 – Chi compirà 63 anni e 5 mesi nel corso del 2026 e rispetta gli altri requisiti di legge potrà fare domanda per l’Ape sociale all’INPS. La conferma arriva direttamente dall’Istituto nazionale di previdenza, che con una nota ha spiegato le modalità operative dopo la proroga della misura inserita nell’ultima legge di bilancio. Non solo si allunga di un altro anno la possibilità di accesso, ma arrivano anche più risorse economiche, garantite fino al 2031.
Ape sociale 2026: chi può chiedere l’accesso e le scadenze da segnare
L’INPS ha fissato tre scadenze per presentare le domande: entro il 31 marzo 2026, il 15 luglio 2026 e, in ogni caso, non oltre il 30 novembre 2026. La misura è pensata per chi si trova in situazioni di particolare difficoltà sul lavoro. Possono richiedere l’Ape sociale i lavoratori con almeno 30 anni di contributi che sono disoccupati dopo un licenziamento, anche collettivo, oppure dopo dimissioni per giusta causa o una risoluzione consensuale secondo la legge 604/1966. Vale anche per chi ha terminato un contratto a tempo determinato, ma in questo caso bisogna aver lavorato almeno 18 mesi come dipendente negli ultimi 36 mesi prima della fine del contratto.
Attenzione: non basta aver perso il lavoro. Serve aver esaurito la prestazione di disoccupazione spettante, come la NASpI, prima di poter presentare domanda.
Caregiver e invalidi: chi altro può accedere
L’Ape sociale tutela anche i caregiver, cioè chi assiste familiari con disabilità grave. Possono fare domanda i lavoratori che da almeno sei mesi si occupano del coniuge o di un parente di primo grado convivente con handicap grave. C’è poi la possibilità anche per chi assiste un parente o affine di secondo grado convivente, ma solo se i genitori o il coniuge della persona disabile hanno più di 70 anni, sono invalidi o sono deceduti.
Un’altra categoria è quella dei lavoratori con una capacità lavorativa ridotta almeno del 74%, certificata dalle commissioni per l’invalidità civile. Anche in questo caso serve un minimo di 30 anni di contributi.
Lavori pesanti: regole e tempistiche specifiche
Particolare attenzione è riservata a chi svolge lavori gravosi: operai edili, infermieri, autisti di mezzi pesanti e altre categorie indicate dalla legge. Qui il requisito contributivo sale a 36 anni. Serve inoltre aver svolto almeno 7 anni negli ultimi 10 o 6 anni negli ultimi 7 in queste mansioni pesanti.
L’INPS ricorda che è di nuovo possibile chiedere la “Verifica delle condizioni di accesso all’Ape sociale”, un passaggio fondamentale per accertare di avere tutti i requisiti.
Come presentare la domanda: online o al Contact Center
Le domande si possono inviare tramite il sito ufficiale dell’INPS usando credenziali SPID livello 2, CNS, CIE 3.0 o eIDAS. In alternativa, si può chiamare il Contact Center Multicanale al numero verde 803 164 (da rete fissa) o al 06 164164 (da rete mobile). L’Istituto sottolinea che possono fare domanda anche chi ha maturato i requisiti negli anni scorsi ma non ha ancora presentato l’istanza, purché le condizioni restino valide.
Un dettaglio importante: chi, al momento della verifica, ha già tutti i requisiti deve presentare insieme anche la domanda di Ape sociale, per non perdere i ratei spettanti.
Più fondi e prospettive per il futuro
La proroga dell’Ape sociale per il 2026 arriva insieme a un aumento delle risorse complessive fino al 2031. Secondo fonti del Ministero del Lavoro, questa scelta vuole offrire una tutela più solida a chi è più in difficoltà in un mercato del lavoro ancora incerto. “L’obiettivo – spiegano dal Ministero – è dare un percorso protetto verso la pensione a chi si trova in situazioni di reale difficoltà”.
Ora resta da vedere quanti lavoratori decideranno di usufruire della misura nei prossimi mesi. L’INPS invita chi è interessato a consultare il sito ufficiale per tutte le informazioni aggiornate e a non aspettare l’ultimo momento per presentare la domanda.










