Siena, 18 gennaio 2026 – Il 14 gennaio scorso, all’interno di un bagno dell’Istituto tecnico Sarrocchi di Siena, è stata trovata una nuova “lista degli stupri”. La scoperta ha scosso studenti, insegnanti e istituzioni, riaccendendo la discussione su sicurezza e rispetto nelle scuole. Un fatto che segue casi simili emersi recentemente in città come Roma, Modena e Lucca.
La scoperta che ha fatto esplodere l’indignazione
A riferire la notizia è stata la dirigente scolastica, Cecilia Martinelli, che ha ricevuto la segnalazione mercoledì scorso. “Non appena abbiamo saputo, abbiamo chiuso subito quel bagno”, ha detto la preside, visibilmente turbata. La lista, scritta su una parete del bagno maschile, riportava i nomi di diverse studentesse dell’istituto. Un atto che Martinelli ha definito senza mezzi termini “vergognoso”. Il problema? Identificare i responsabili in una scuola con quasi duemila tra studenti e personale non è affatto semplice.
“Il nostro istituto è come un paese in miniatura”, ha spiegato. “Qui convivono tante realtà diverse, ma questo episodio non rispecchia gli studenti del Sarrocchi, che sono ragazzi maturi e responsabili”. Intanto, sono partite tutte le indagini per capire chi ha scritto quella lista e per prendere provvedimenti.
Un fenomeno che torna a farsi vedere
Quello di Siena non è un caso isolato. Negli ultimi mesi, scritte simili sono state trovate nei bagni di scuole superiori a Modena, Lucca e Roma. C’è il timore che si tratti di un brutto gioco di emulazione tra studenti. Le autorità scolastiche e locali sono preoccupate per questa escalation, che colpisce duramente la dignità delle ragazze coinvolte.
Stando alle prime ricostruzioni, la lista sarebbe stata compilata da uno o più studenti con accesso al bagno maschile. La presenza di tanti nomi veri ha reso ancora più grave la situazione, spingendo la scuola a intervenire con fermezza. “Individuare chi c’è dietro non sarà facile”, ha ammesso Martinelli, “ma stiamo lavorando a fondo per scoprirlo”.
La voce delle istituzioni: zero tolleranza
La sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, ha voluto esprimere la sua vicinanza alle studentesse colpite. “Sono profondamente toccata, non solo come sindaca ma anche come donna e insegnante”, ha detto. Per la prima cittadina, si tratta di un gesto “gravissimo e offensivo” che va oltre la scuola: “Qui si toccano valori fondamentali come il rispetto e la dignità umana”.
Fabio ha ringraziato la preside per aver reagito subito e ha invitato tutta la comunità scolastica a non sottovalutare l’accaduto. “Nessuna parola o ‘scherzo’ che usi termini legati alla violenza sessuale può essere accettato o minimizzato – ha ribadito – soprattutto se si usano nomi e persone reali”. Per la sindaca, la scuola deve diventare il primo baluardo contro ogni forma di violenza.
La risposta degli studenti: non vogliono restare in silenzio
Ieri pomeriggio, durante un’assemblea prevista su altri temi, l’episodio è stato inevitabilmente al centro del dibattito tra gli studenti del Sarrocchi. Secondo quanto riportato dalla Nazione, molti ragazzi hanno espresso “disappunto e rammarico” per quanto successo. Un segnale chiaro che la comunità studentesca non intende girarsi dall’altra parte.
“La cosa che mi fa sperare – ha concluso la preside Martinelli – è che gli studenti hanno preso posizione. Se qualcuno conosce i responsabili, deve farli isolare dal gruppo e, idealmente, far emergere i loro nomi”. Un appello netto a non coprire chi compie gesti che feriscono la dignità degli altri.
Ricostruire il rispetto, passo dopo passo
Mentre proseguono le indagini per scoprire chi ha scritto la lista degli stupri, resta alta l’attenzione su un problema che mette in discussione il clima di rispetto nelle scuole italiane. La dirigente ha ribadito l’impegno dell’istituto a promuovere valori di responsabilità e convivenza civile. “Il nostro resta un istituto di eccellenza”, ha detto Martinelli. Ma episodi come questo – ammettono molti tra i corridoi del Sarrocchi – lasciano ferite difficili da sanare.










