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Piano nazionale olio: un investimento da 500 milioni per il futuro del settore

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Piano nazionale olio: un investimento da 500 milioni per il futuro del settore
Piano nazionale olio: un investimento da 500 milioni per il futuro del settore
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Roma, 18 gennaio 2026 – L’Italia si prepara a lanciare il primo Piano nazionale olio quinquennale, con un investimento di quasi 500 milioni di euro per dare nuova linfa a uno dei simboli del made in Italy. Dopo l’ultimo incontro tecnico al Ministero dell’Agricoltura della scorsa settimana, che ha visto tutte le categorie del settore attorno allo stesso tavolo, sono stati messi a disposizione 15 giorni per raccogliere osservazioni e suggerimenti. “Se rispetteremo la scadenza, entro metà febbraio il piano sarà pronto per la Conferenza Stato-Regioni”, ha detto il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra.

L’Italia punta a un salto di qualità nell’olio

Il governo ha le idee chiare: “Vogliamo aumentare la produzione di almeno il 25%”, ha ribadito La Pietra. Ha ricordato però che gli ulivi sono coltivazioni a lungo termine, con risultati che si vedono dopo almeno tre anni. Questo piano nasce proprio dalla necessità di mettere ordine e dare obiettivi precisi a un settore che, dati alla mano, è una delle eccellenze dell’agroalimentare italiano. “Serveva un piano, ma anche un censimento chiaro delle risorse a disposizione”, ha aggiunto il sottosegretario.

Mezzi e fondi: come verranno spesi i 500 milioni

Il Piano olio nazionale vuole mettere insieme tutte le risorse, spesso sparse tra fondi europei, nazionali e regionali. Il totale è di quasi 500 milioni di euro in cinque anni: 300 milioni arriveranno dal programma ColtivaItalia (con 50 milioni per il 2026 e il 2027, e poi 200 milioni nel 2028), mentre l’Unione Europea contribuirà con 175 milioni in tutto, circa 35 milioni all’anno. “Il vero obiettivo è mettere in fila e coordinare finanziamenti che finora erano sparsi in mille rivoli”, ha spiegato La Pietra.

Uliveti abbandonati e malattie: le emergenze da affrontare subito

Non si tratta solo di soldi e produzioni. Il piano dedica un’attenzione particolare agli uliveti abbandonati e alle malattie, con un occhio di riguardo alla lotta contro la Xylella, il batterio che ha devastato molte coltivazioni nel Sud. Gli esperti del ministero sottolineano che sarà fondamentale intervenire sia per recuperare le terre lasciate a se stesse, sia per fermare la diffusione delle malattie, così da garantire un futuro sostenibile a tutto il settore.

Olivicoltura italiana: numeri in crescita e un export da record

In Italia ci sono circa un milione di ettari di oliveti specializzati. Per la campagna 2025/26 si prevede una produzione in crescita, con un raccolto che potrebbe arrivare a 300mila tonnellate di olio. A questo si aggiunge un export in forte espansione: nel 2024 le esportazioni sono cresciute di quasi il 43% rispetto all’anno prima. Numeri che confermano quanto l’olio italiano sia ancora un protagonista sui mercati internazionali.

Le reazioni dal settore e i prossimi passi

Tra chi lavora nel comparto si respira un cauto ottimismo. “Finalmente si vede una visione d’insieme”, ha commentato un produttore pugliese presente al tavolo ministeriale. C’è però chi chiede più attenzione per le piccole aziende e le realtà locali, spesso schiacciate dalla burocrazia e dalla dispersione degli aiuti. Nei prossimi giorni le associazioni di categoria presenteranno le loro osservazioni ufficiali. Se non ci saranno intoppi, il piano arriverà quindi alla Conferenza Stato-Regioni per l’approvazione finale.

Il cammino non è ancora finito, ma il messaggio è chiaro: l’Italia vuole rafforzare la sua leadership nell’olio extravergine, puntando su investimenti mirati e una strategia condivisa. “Era ora”, ha confidato un agronomo uscendo dal ministero. La vera sfida, però, comincerà solo quando si passerà ai fatti.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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