Teheran, 18 gennaio 2026 – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha puntato il dito contro le “sanzioni disumane” imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati. Le ha definite uno dei “fattori principali” dietro le “difficoltà e le ristrettezze” che stanno colpendo la gente comune in Iran. Il suo messaggio, pubblicato ieri sera su X, arriva a poche ore dalle parole dell’ex presidente americano Donald Trump, che ha chiesto un cambio di leadership a Teheran. Un botta e risposta che riaccende la tensione tra i due Paesi, in un momento già complicato da forti pressioni sia interne che esterne.
Pezeshkian accusa: “Le sanzioni colpiscono il popolo”
Nel suo post, Pezeshkian ha rimarcato come “l’antica ostilità e le sanzioni disumane degli Stati Uniti e dei loro alleati” abbiano pesato molto sulla vita degli iraniani. “Attaccare la Guida suprema significa scatenare una guerra totale contro il popolo iraniano”, ha scritto, riferendosi all’ayatollah Ali Khamenei, fulcro del potere politico e religioso nel Paese. Il messaggio è stato rilanciato dai media di Stato e ha raccolto migliaia di commenti, tra chi sostiene il governo e chi lo critica.
Trump spinge per un cambio di regime, Teheran risponde con durezza
Solo poche ore prima, da New York, Donald Trump aveva detto che per l’Iran “è arrivato il momento di cambiare leadership”. Detto durante un comizio elettorale, ma con effetti immediati a Teheran. Fonti vicino al governo hanno bollato quelle parole come “un’ingerenza palese negli affari interni”. Nel tardo pomeriggio, alcune decine di manifestanti si sono radunati davanti all’ambasciata svizzera — che rappresenta gli interessi americani in Iran — con cartelli contro le sanzioni e slogan a favore della Guida suprema.
Sanzioni e crisi economica: la vita si fa dura
Secondo la Banca Centrale iraniana, l’inflazione ha superato il 45% nell’ultimo anno, mentre la disoccupazione tra i giovani è attorno al 27%. Le restrizioni americane, soprattutto dopo il ritiro dall’accordo sul nucleare nel 2018, hanno colpito duramente settori chiave come energia, finanza e importazioni di beni essenziali. “Le sanzioni hanno reso difficile anche comprare medicinali e attrezzature mediche”, ha detto all’agenzia Irna un funzionario del Ministero della Salute. Nei mercati di Teheran, i prezzi continuano a correre: una confezione di riso importato costa quasi il doppio rispetto a due anni fa.
La Guida suprema, una linea rossa invalicabile
Nel suo messaggio, Pezeshkian ha ribadito che ogni attacco contro la Guida suprema è una “linea rossa” per il regime. “Non è solo politica – ha detto un consigliere presidenziale a Mehr News – ma riguarda la stabilità stessa della Repubblica islamica”. Negli ultimi mesi, la leadership religiosa è stata criticata da alcune parti della società, soprattutto dai giovani delle grandi città. Ma, secondo esperti locali, il potere resta saldo attorno a Khamenei, almeno per ora.
Tensioni internazionali e umori nella capitale
Sul piano internazionale, il confronto tra Iran e Stati Uniti resta uno dei temi più delicati per la diplomazia mondiale. L’amministrazione Biden ha mantenuto gran parte delle sanzioni decise da Trump, anche se ha lasciato aperti alcuni canali di dialogo tramite l’Unione Europea. “Le condizioni non sono pronte per una svolta”, ha ammesso ieri un diplomatico europeo a Bruxelles. Intanto, nelle strade di Teheran si sente una crescente frustrazione. “Viviamo alla giornata – racconta Amir, 34 anni, commesso in un negozio di elettronica – ogni settimana qualcosa aumenta di prezzo”.
Il confronto tra Washington e Teheran sembra destinato a durare: da una parte la pressione internazionale, dall’altra la difesa a oltranza delle istituzioni iraniane. E in mezzo, milioni di persone alle prese con una vita che si fa ogni giorno più dura.










