Roma, 18 gennaio 2026 – Guido Scorza, membro del Collegio del Garante per la Privacy, ha annunciato le sue dimissioni sabato sera con un video pubblicato sui suoi profili social. La decisione arriva dopo che la Procura di Roma ha iscritto Scorza e gli altri membri dell’Autorità nel registro degli indagati per peculato e corruzione. L’inchiesta prende spunto da alcuni servizi trasmessi da Report, la trasmissione di Sigfrido Ranucci su Rai 3.
La Procura di Roma entra nel vivo delle indagini
Nelle ultime ore è emerso che la Procura capitolina sta indagando su presunte irregolarità nelle spese di rappresentanza del Collegio del Garante. Giovedì mattina, poco dopo le 9, la Guardia di Finanza ha fatto irruzione negli uffici dell’Autorità in piazza Venezia per controlli e per prendere documenti. Sono stati ascoltati vari funzionari e sono stati acquisiti atti sulle spese degli ultimi mesi.
Gli investigatori si concentrano su alcune spese ritenute sospette. Tra queste, l’acquisto di carne pregiata da parte del presidente dell’Authority, Pasquale Stanzione, che sarebbe stata addebitata al bilancio dell’ente. Un dettaglio che ha scatenato reazioni anche tra i dipendenti: “Non ne sapevamo nulla, qui si respira un clima di forte tensione”, racconta un funzionario che ha chiesto di restare anonimo.
Il caso Meta e la multa mai inflitta
Un altro nodo dell’inchiesta riguarda la mancata applicazione di una sanzione da circa 40 milioni di euro a carico di Meta, la società di Mark Zuckerberg. Secondo i magistrati, il Collegio non avrebbe multato il colosso americano per il lancio in Italia dei primi smart glasses Ray-Ban Stories, che non rispettavano le norme sulla privacy.
Il caso era già stato portato alla luce da Report in una puntata dell’autunno scorso. Il programma aveva mostrato documenti e raccolto testimonianze di esperti, sollevando dubbi sulla trasparenza delle procedure adottate dal Garante. “Abbiamo chiesto chiarimenti più volte, ma non abbiamo mai avuto risposte ufficiali”, aveva detto un consulente legale intervistato dalla trasmissione.
Le dimissioni di Scorza e le prime reazioni
Nel video diffuso sabato sera, Guido Scorza ha spiegato di aver scelto di lasciare l’incarico “per rispetto dell’istituzione e per poter chiarire la mia posizione senza ombre”. La notizia ha sorpreso gli ambienti istituzionali: “Non ce lo aspettavamo, ma era nell’aria dopo le ultime notizie”, ha ammesso un dirigente del Garante contattato telefonicamente in serata.
Le dimissioni arrivano in un momento delicato per l’Autorità, già sotto pressione per le polemiche nate dai servizi televisivi e dalle prime indiscrezioni sull’inchiesta. Il presidente Stanzione, intercettato davanti alla sede dell’Authority, ha commentato con una dichiarazione secca: “Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura. Collaboreremo con gli inquirenti per fare chiarezza su ogni punto”.
Cosa succederà adesso
La Procura di Roma, guidata dal procuratore Francesco Lo Voi, continua con gli accertamenti. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi interrogatori e altre acquisizioni di documenti. Fonti vicine all’indagine non escludono che possano emergere nuovi elementi importanti.
Nel frattempo, il Collegio del Garante dovrà affrontare una fase di passaggio. La legge stabilisce che il posto lasciato da Scorza venga coperto con una nuova nomina da parte del Parlamento. Una procedura che potrebbe allungare i tempi e alimentare ulteriori tensioni sulla gestione dell’ente.
L’inchiesta, partita da una segnalazione interna e rilanciata dall’inchiesta giornalistica, mette sotto i riflettori la questione della trasparenza nelle Autorità indipendenti. Un tema caldo, che secondo molti osservatori potrebbe avere ripercussioni anche a livello internazionale, proprio mentre l’Italia si prepara a recepire le nuove norme europee sulla protezione dei dati.
La vicenda è ancora aperta. Nei prossimi giorni si capirà se dalle carte della Procura usciranno elementi in grado di stravolgere gli equilibri all’interno del Garante per la Privacy.










