San Francisco, 18 gennaio 2026 – OpenAI ha annunciato che presto su ChatGPT compariranno inserzioni pubblicitarie. L’annuncio, arrivato ieri sera sul sito ufficiale della società guidata da Sam Altman, riguarda per ora solo gli utenti statunitensi della versione gratuita e di quella “Go” del celebre chatbot. Una svolta importante per la piattaforma, lanciata nel novembre 2022 e diventata rapidamente uno degli strumenti di intelligenza artificiale più diffusi al mondo.
Pubblicità in arrivo su Free e Go, esclusi gli under 18
Secondo quanto spiegato da OpenAI, la fase di prova degli spot pubblicitari partirà “nelle prossime settimane” e coinvolgerà soltanto gli adulti connessi dagli Stati Uniti. Gli annunci appariranno sia sulla versione gratuita sia su ChatGPT Go, l’abbonamento economico lanciato nell’agosto 2025. Restano invece esclusi gli abbonamenti più avanzati: Plus, Pro, Business ed Enterprise continueranno a offrire un’esperienza senza pubblicità.
La società ha sottolineato che “durante la fase di test non mostreremo annunci agli utenti che hanno meno di 18 anni, o che lo dichiarano”. Inoltre, ha assicurato che “gli spot non compariranno vicino a contenuti delicati o regolamentati, come salute, salute mentale o politica”. Una scelta pensata per evitare polemiche e tutelare i più fragili.
Privacy e annunci personalizzati: le rassicurazioni di OpenAI
Al centro dell’annuncio c’è la questione della privacy degli utenti. OpenAI ha chiarito che “la pubblicità sarà separata dalle risposte di ChatGPT e queste non verranno influenzate dagli annunci”. Le conversazioni, si legge nel blog ufficiale, “rimangono private e non vengono mai condivise o vendute agli inserzionisti”.
Ciononostante, gli annunci saranno personalizzati in base ai dati raccolti mentre si usa la piattaforma, come succede già su tanti siti e social network. “Hai sempre il controllo su come vengono usati i tuoi dati. Puoi disattivare la personalizzazione e cancellare in qualsiasi momento le informazioni usate per gli annunci”, ha spiegato OpenAI. Un messaggio chiaro per tranquillizzare chi tiene particolarmente alla propria privacy.
Dietro la pubblicità, una necessità economica
Dietro questa scelta c’è anche una questione di soldi. Dal lancio nel 2022, il valore di OpenAI è salito fino a 500 miliardi di dollari, secondo alcune stime. Eppure, la società continua a spendere molto, soprattutto per sostenere i costi enormi della potenza di calcolo necessaria ai suoi servizi.
La concorrenza nel campo dell’intelligenza artificiale generativa è sempre più agguerrita. Google, Anthropic e la cinese Deepseek sono solo alcuni dei nomi che investono pesantemente per conquistare spazio sul mercato. “OpenAI ammette una cosa semplice ma fondamentale: la gara non è più solo sulla qualità del modello. Ora si tratta di monetizzare l’attenzione senza perdere la fiducia degli utenti”, ha detto all’AFP Jeremy Goldman, analista di Emarketer.
Verso la Borsa, ma con cautela
L’arrivo della pubblicità potrebbe essere un passo verso una futura quotazione in Borsa. Alcuni esperti ipotizzano che OpenAI possa arrivare a valere fino a mille miliardi di dollari se decidesse di sbarcare a Wall Street. Per ora, però, la priorità è trovare nuovi modi per fare soldi senza rovinare l’esperienza degli utenti.
Gli annunci non sono ancora attivi: l’azienda ha ribadito che è solo una fase di test e che ascolterà il parere degli utenti prima di allargare la novità ad altri Paesi o versioni del servizio. Nel frattempo, tutto il settore guarda con attenzione: la pubblicità su ChatGPT potrebbe aprire una nuova era per l’intelligenza artificiale, dove sarà fondamentale trovare il giusto equilibrio tra sostenibilità economica e tutela della privacy.










