Home Spettacolo & TV Sordi: il genio che ha riflesso l’anima italiana
Spettacolo & TV

Sordi: il genio che ha riflesso l’anima italiana

Share
Sordi: il genio che ha riflesso l'anima italiana
Sordi: il genio che ha riflesso l'anima italiana
Share

Roma, 17 gennaio 2026 – Alberto Sordi parla ancora agli italiani, vent’anni dopo la sua scomparsa. È quanto è emerso ieri pomeriggio alla Villa Alberto Sordi, la storica casa romana dell’attore, oggi museo. Qui si è svolto il convegno “Alberto Sordi l’Arcitaliano. L’italiano medio ieri e oggi: l’attualità dei personaggi dell’indimenticabile attore romano”. L’evento, promosso dal senatore Maurizio Gasparri insieme alla Fondazione Italia Protagonista e alla Fondazione Museo Alberto Sordi, ha radunato registi, critici e amici di lunga data. Un momento per riflettere sull’eredità di Sordi e sul suo legame con il pubblico, celebrato anche con un annullo filatelico speciale dedicato all’attore.

Sordi, lo specchio degli italiani

Sordi ha fatto qualcosa di straordinario: ha saputo guardare gli italiani davvero da vicino, li ha portati sullo schermo e poi è successo qualcosa di unico, gli italiani hanno cominciato a imitare lui che imitava loro”, ha raccontato Enrico Vanzina, intervenuto al convegno condotto da Gigi Marzullo. Vanzina, regista e sceneggiatore, ha ricordato il legame personale della sua famiglia con Sordi: “Era un grande amico mio e di mio fratello Carlo, ma soprattutto era fraterno con mio padre Steno e mia madre Teresa. Tutto cominciò quando papà lo volle per un episodio di ‘Un giorno in pretura’. Da lì è partita un’epopea, con ‘Un americano a Roma’ e tanti altri film”.

Durante l’incontro, Vanzina ha raccontato diversi aneddoti, mettendo in luce la capacità di Sordi di leggere le persone. “Era fulminante nei giudizi – ha detto – riusciva a cogliere la realtà come nessun altro. Una volta gli chiesi cosa pensasse di Benigni e lui rispose che era come il matto che salta fuori dalla scatola: non credo ci sia definizione migliore”.

Il coraggio di essere se stessi

Per il regista Luca Verdone, il segreto di Sordi stava nel “coraggio di essere sempre se stesso, di prendere in giro, sbeffeggiare ma anche di essere eroico”. Verdone ha sottolineato come l’attore romano riuscisse a mostrare il lato umano e generoso della sua personalità senza filtri. “In questo era l’italiano più tipico e riconoscibile – ha detto – ma ha sempre rischiato, interpretando anche personaggi antipatici e sgradevoli che lui però riusciva a rendere simpatici”.

Secondo Verdone, Sordi è stato spesso definito “personaggio reazionario”, ma in realtà era “molto innovativo”, capace di rompere tabù e di dire sempre quello che pensava. “Era internazionale – ha ricordato – Jack Lemmon e Walter Matthau lo ammiravano tantissimo”.

Un’eredità che resiste

Nel suo intervento, Maurizio Gasparri ha espresso una certa amarezza per la battuta celebre di Nanni Moretti in “Ecce bombo” (“vi meritate Alberto Sordi”), ribaltandone il senso: “In realtà siamo stati fortunati a meritarci Alberto Sordi”. Gasparri ha messo l’accento sull’importanza della cultura popolare italiana e sulla capacità di Sordi di prendere in giro i luoghi comuni senza mai fare la morale. “Si è tenuto lontano dalle polemiche politiche – ha spiegato – ha fatto del bene alla città senza ostentarlo. Ha anticipato temi importanti: dalla crisi della sanità agli errori della giustizia”.

Gasparri ha concluso ricordando che i personaggi di Sordi sono ancora oggi studiati “per la loro ricchezza e umanità”.

La memoria collettiva che non svanisce

Alla fine del convegno, Vanzina ha condiviso un pensiero personale: “Quando Sordi è morto ho pensato che finiva un’epoca in cui gli italiani si prendevano in giro, si volevano bene, ridevano di se stessi. Ho temuto che si stesse perdendo una parte fondamentale della nostra memoria collettiva”. Eppure, per il regista romano, la forza di Sordi è tale che “non se n’è mai andato davvero”.

Nella sala della villa-museo, tra fotografie d’epoca e oggetti personali dell’attore, il pubblico si è soffermato a lungo. Qualcuno ha scattato una foto al francobollo commemorativo, altri si sono scambiati ricordi davanti al pianoforte dove Sordi amava suonare. Un segno chiaro che la sua presenza – tra cinema e vita quotidiana – resta un punto fermo nell’immaginario degli italiani.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

Smettere di Lavorare è un magazine che esplora stili di vita alternativi e indipendenza finanziaria con sezioni su News, Spettacolo & TV, Soldi & Risparmi, Ambiente, Trasferirsi all’estero e Lavorare all’estero.

Info & Comunicati

Per info e comunicati stampa inviare email a: info@smetteredilavorare.it

© 2025 proprietà Influencer Srls - Via Luca Bati 57 - Roma - P.IVA 14920521003

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.