Roma, 17 gennaio 2026 – Dal 22 gennaio arriva nelle sale italiane “Sentimental Value”, l’ultimo film di Joachim Trier, già vincitore del Grand Prix a Cannes 2025 e candidato in cinque categorie agli European Film Awards. La pellicola, distribuita da Teodora e Lucky Red, rappresenta la Norvegia nella corsa agli Oscar e ha già conquistato un posto nelle shortlist dell’Academy Award per miglior film internazionale, fotografia e casting. Un traguardo che conferma il ruolo di spicco del regista norvegese nel cinema europeo di oggi.
Un dramma familiare tra tensioni e ricordi
Il film si ispira ai grandi del dramma scandinavo – da Strindberg a Ibsen, fino a Ingmar Bergman – e mette sotto la lente i legami familiari complicati. Al centro ci sono le sorelle Nora (Renate Reinsve) e Agnès (Thea Lilleaas), segnate dalla morte improvvisa della madre. La loro vita cambia con il ritorno del padre, Gustav (Stellan Skarsgård), regista affermato ma figura ingombrante, che propone a Nora di recitare in un film basato proprio sulla loro famiglia.
La scelta di girare nella vecchia casa di famiglia, carica di ricordi e tensioni, diventa subito cruciale. Nora, attrice teatrale di successo ma fragile, rifiuta: “Non me la sento”, dice al padre in una delle prime scene. Agnès, più riservata, osserva tutto da lontano senza prendere parte in modo diretto.
Ricordi che pesano e scontri generazionali
Durante una retrospettiva dedicata a Gustav in un festival a Lione – come ha spiegato la produzione – il regista incontra Rachel Kemp (Elle Fanning), giovane star di Hollywood affascinata dal suo lavoro. Rachel si propone per il ruolo di Nora, ma dopo qualche prova si ritira: “Questa storia è troppo personale, solo tu puoi raccontarla”, dice proprio a Nora.
Il rifiuto di Rachel riapre vecchie ferite. Nora deve fare i conti con il passato e le sue fragilità: attacchi di panico, insicurezze mai superate. Agnès sembra più solida, ma nasconde un disagio diverso, meno visibile ma altrettanto profondo. La casa dei Borg – il loro cognome – si trasforma in un teatro di confessioni e silenzi, tra vecchie foto ingiallite e copioni sparsi sul tavolo.
Trier racconta l’intimità umana
“Mi interessa un cinema che stia vicino all’intimità, che guardi il volto umano e racconti l’esperienza senza filtri”, ha spiegato Joachim Trier alla conferenza stampa di Roma. Il regista norvegese, già noto per “La persona peggiore del mondo”, ha raccontato di aver preso spunto dalle storie di famiglia dei suoi genitori e nonni: “Ho pensato a una casa come punto di partenza per una storia adulta e complessa”.
Trier ha anche parlato della struttura del film – che salta tra passato e presente e cambia punto di vista – pensata per restituire un racconto corale: “Muoversi avanti e indietro tra i personaggi aiuta a capire come il caos di Nora e il silenzio di Agnès raccontino qualcosa di umano, ciascuno a modo suo”.
Un cast solido e riconoscimenti di peso
Il film vanta un cast di alto livello: Stellan Skarsgård, fresco di Golden Globe, offre una prova intensa come Gustav. Accanto a lui, Renate Reinsve conferma il suo talento già visto in passato con Trier. La presenza di Elle Fanning porta un tocco internazionale a una produzione che resta però profondamente ancorata alla sensibilità nordica.
“Sentimental Value” ha già raccolto applausi nei principali festival europei. Oltre al Grand Prix a Cannes, ha ottenuto cinque candidature agli EFA: miglior film europeo, regia, sceneggiatura, attore e attrice protagonista. La scelta come rappresentante della Norvegia agli Oscar chiude un cerchio che vede ancora una volta il cinema scandinavo protagonista sulla scena mondiale.
Una storia universale di fragilità e riconciliazione
In fondo, Trier racconta qualcosa di universale: la fatica di fare i conti con la propria storia familiare, il peso dei ricordi che riaffiorano quando meno te lo aspetti. “Solo allora capisci che non puoi sfuggire a ciò che sei stato”, dice Nora in una battuta chiave. Un invito, forse, anche per chi guarda, a guardarsi dentro senza paura.










