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Rinvio a giudizio per il prete-giornalista: accuse di violenza sessuale durante il Conclave

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Rinvio a giudizio per il prete-giornalista: accuse di violenza sessuale durante il Conclave
Rinvio a giudizio per il prete-giornalista: accuse di violenza sessuale durante il Conclave
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Roma, 17 gennaio 2026 – La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per un sacerdote spagnolo di 81 anni, noto anche come giornalista, accusato di violenza sessuale nei confronti di un collega quarantenne. I fatti contestati risalgono al periodo del Conclave per l’elezione di Papa Leone XIV, quando entrambi si trovavano nella capitale per seguire gli eventi vaticani. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, l’episodio sarebbe avvenuto nell’abitazione del sacerdote, nel cuore di Roma, dopo una serie di incontri apparentemente amichevoli.

Accuse precise e ricostruzione dei fatti

Gli inquirenti parlano di episodi “di minore gravità”, ma la vicenda ha comunque scosso il mondo del giornalismo e quello religioso. Il pm che segue il caso, secondo fonti interne al tribunale di piazzale Clodio, ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio nelle ultime ore. L’accusa si basa sulla denuncia dettagliata presentata dal collega di 40 anni, che avrebbe raccontato agli investigatori cosa è successo la sera del 23 maggio scorso. In quell’occasione, il sacerdote avrebbe tentato più volte un approccio sessuale non desiderato, respinto con fermezza dalla presunta vittima.

Un rapporto nato nei corridoi vaticani

I due si erano conosciuti durante l’ultimo ricovero di Papa Francesco, in un clima di attesa e tensione tra i cronisti accreditati alla Sala Stampa della Santa Sede. “Ci vedevamo spesso per lavoro, era un periodo intenso”, ha raccontato una collega che li ha incrociati più volte nei corridoi del Vaticano. L’amicizia è nata quasi per caso, tra un caffè e le lunghe attese fuori dal Policlinico Gemelli. Qualche settimana dopo, il sacerdote ha invitato il collega a casa per un aperitivo informale, che, secondo fonti vicine alla vittima, si sarebbe svolto senza problemi.

La serata del 23 maggio e la denuncia

Il secondo invito, però, avrebbe preso una piega diversa. Secondo la denuncia presentata alla Questura di via San Vitale, il sacerdote avrebbe insistito con avances esplicite, nonostante il netto rifiuto del collega. “Non mi aspettavo una cosa del genere”, avrebbe detto la presunta vittima agli agenti. Dopo aver lasciato l’appartamento, il quarantenne ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine. Gli investigatori hanno raccolto anche una serie di messaggi scambiati tra i due nei giorni seguenti: in alcuni, il sacerdote si sarebbe scusato per il comportamento di quella sera.

Le prove che pesano sulla Procura

Sono proprio le scuse inviate via messaggio ad aver avuto un ruolo importante nella scelta della Procura di chiedere il rinvio a giudizio. Gli inquirenti hanno ascoltato testimoni e raccolto i tabulati telefonici di entrambi. “Abbiamo ricostruito con precisione la sequenza degli incontri”, ha spiegato una fonte vicina all’indagine. Al momento, non emergono altri casi simili legati al sacerdote, che – secondo quanto trapelato – avrebbe ammesso solo una “condotta inopportuna”, negando però ogni intento violento.

Reazioni nel mondo del giornalismo e della Chiesa

La notizia ha scosso i cronisti che lavorano abitualmente in Vaticano. “Siamo rimasti sorpresi, nessuno se lo aspettava da lui”, ha commentato un collega spagnolo che lo conosce da anni. Anche nella comunità ecclesiastica romana si percepisce un certo imbarazzo: “Aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso”, ha detto un portavoce della diocesi, senza aggiungere altro.

Cosa succederà adesso

Ora la palla passa al giudice dell’udienza preliminare, che dovrà decidere se accettare la richiesta della Procura e mandare a processo l’81enne. L’udienza è prevista nelle prossime settimane al tribunale penale di Roma. Intanto, il sacerdote – ancora iscritto all’albo dei giornalisti stranieri accreditati in Vaticano – ha scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche. Il suo avvocato, contattato da alanews.it, ha espresso “totale fiducia nell’operato della magistratura”.

Il caso resta aperto e sotto la lente, per le implicazioni penali ma anche per quelle etiche che toccano due mondi – quello della stampa e quello della Chiesa – da sempre chiamati a confrontarsi con trasparenza e responsabilità.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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