Bologna, 17 gennaio 2026 – Alessandro Moreschini torna a farsi notare nella scena artistica bolognese con la mostra personale “L’ornamento non è più un delitto”. L’esposizione apre il 18 gennaio e rimarrà visibile fino al 22 marzo al Museo Civico Medievale. A curarla è Raffaele Quattrone. L’evento si inserisce nel calendario di Art City Bologna 2026, promosso dal Comune e sostenuto da BolognaFiere in occasione di Arte Fiera. L’inaugurazione è prevista per sabato 17 gennaio alle 17.30, con la presenza dell’artista e del curatore.
“L’ornamento non è un delitto”: un titolo che fa riflettere
Il titolo della mostra non è casuale. A dirlo, nel 2020, fu il critico d’arte Renato Barilli in un testo su Lily van der Stokker e Moreschini. Quella frase, nata come una provocazione critica, diventa oggi il cuore del progetto. Qui, l’ornamento non è più visto come semplice decorazione, ma come un atto etico, un modo di prendersi cura del mondo che ci circonda. “L’ornamento – spiega Barilli – è responsabilità, non fuga”. Un’idea forte che risuona tra le mura del museo.
Un dialogo vivo tra passato e presente
La mostra si sviluppa tra le sale del Museo Civico Medievale, dove le opere di Moreschini si intrecciano con le architetture storiche e gli oggetti antichi. “Le sue creazioni – racconta Quattrone – crescono come un’edera visiva”, creando legami inaspettati con le superfici del museo. Non è un’aggiunta estranea, ma una scoperta di un museo dentro il museo, fatto di dettagli e piccoli richiami che invitano a guardare con calma.
Un invito a rallentare in un mondo veloce
In un’epoca in cui tutto corre e l’immaginazione spesso si affida al digitale, il lavoro di Moreschini è un gesto di resistenza. Nato a Castel San Pietro Terme nel 1966, l’artista invita a riscoprire il valore della manualità, il tempo lento della creazione, la forza del gesto ripetuto. “Non è una fuga dalla realtà – ha detto durante la presentazione – ma una responsabilità verso ciò che abbiamo intorno”.
Dalla critica al riconoscimento: la strada di Moreschini
Già alla fine degli anni Novanta, Renato Barilli aveva visto in Moreschini un talento originale, inserendolo nella collettiva “Officina Italia”. Da allora, l’artista ha continuato a lavorare tra ricerca personale e dialogo con la tradizione decorativa. Oggi, questa mostra a Bologna segna un momento importante: “Moreschini – sottolinea Quattrone – ci ricorda che l’ornamento può essere cura, attenzione, un gesto politico”.
Art City Bologna: il sostegno delle istituzioni
La mostra fa parte del ricco programma di Art City Bologna 2026, che accompagna la nuova edizione di Arte Fiera con una serie di eventi sparsi per la città. Il Comune di Bologna e BolognaFiere sostengono con convinzione questo progetto, confermando l’attenzione verso artisti capaci di dialogare con il patrimonio storico e culturale locale. “Siamo felici – commenta l’assessore alla Cultura Matteo Lepore – di ospitare una riflessione così attuale sul ruolo dell’ornamento e della manualità”.
Inaugurazione e visita: tutti i dettagli
L’appuntamento è per sabato 17 gennaio alle 17.30 nelle sale del Museo Civico Medievale, in via Manzoni 4. La mostra resta aperta fino al 22 marzo, con orari consultabili sul sito del museo. Sono attesi appassionati, studenti e semplici curiosi. “Speriamo – confida Moreschini – che questa esposizione diventi uno spazio di incontro e ascolto reciproco”.
Un invito a fermarsi, osservare e lasciarsi sorprendere dai dettagli. Perché, come dice Barilli, l’ornamento non è più un delitto: è un modo per prendersi cura del mondo che ci circonda.










