Bolzano, 17 gennaio 2026 – Si sono chiuse ieri, sulle nevi dell’Alta Val Venosta, le riprese di “Bianco”, il nuovo film di Daniele Vicari con Alessandro Borghi nei panni dell’alpinista leggendario Walter Bonatti. Dopo tre mesi passati a sfidare i 3.000 e i 3.500 metri di quota, la troupe ha salutato la montagna con un ultimo ciak che, come racconta il regista, “ci ha lasciato solo la voglia di restare ancora lì”. Un’esperienza intensa, fatta di silenzi e vette, che ora prende forma sul grande schermo.
Tra le vette reali: la sfida tra Valle d’Aosta e Alto Adige
Le riprese si sono svolte proprio dove è nata la storia: tra Valle d’Aosta e Alto Adige, passando per Flambeaux, Fourche, Peuterey e ai piedi del Pilone Centrale del Frêney. “La montagna ci ha dato forza – spiega Vicari – e noi l’abbiamo rispettata fino in fondo”. Dopo settimane a girare in alta quota, la produzione si è spostata a Roma, dove in studio sono state ricostruite con tecnologie moderne le pareti e le cenge del Frêney. L’ultima parte è tornata in montagna, tra neve e vento, per restituire alle immagini tutta la loro verità.
La tragedia del Frêney: la storia vera dietro il film
“Bianco” racconta la spedizione del 1961 con protagonisti Walter Bonatti, Andrea Oggioni e Roberto Gallieni che tentarono di salire il Pilone Centrale del Frêney, ancora inviolato. Al bivacco della Fourche i tre italiani si uniscono a una cordata francese guidata da Pierre Mazeaud. È l’alba del 10 luglio 1961 e la scalata parte sotto buoni auspici. Ma presto una tempesta li blocca su stretti terrazzini rocciosi per quattro lunghi giorni e notti. Freddo, fame e paura: “È l’inizio della tragedia”, si legge nelle note di produzione.
Un cast internazionale per una storia di coraggio
Oltre ad Alessandro Borghi che interpreta Bonatti, nel cast troviamo Pierre Deladonchamps, Finnegan Oldfield, Marlon Joubert, Quentin Faure, Alessio Del Mastro e Jonas Bloquet. La sceneggiatura nasce dal libro “Frêney 1961 – La tempesta sul Monte Bianco” di Marco Albino Ferrari, che ha curato soggetto e script con Massimo Gaudioso, Francesca Manieri e lo stesso Vicari. Dietro la macchina da presa c’è Gherardo Gossi, le scenografie sono di Marta Maffucci, i costumi di Emmanuelle Youchnovski. Il suono è affidato ad Alessandro Palmerini, il montaggio a Benni Atria, le musiche a Luca D’Alberto.
Una produzione europea con il sostegno delle istituzioni
“Bianco” è una coproduzione tra Italia, Francia e Belgio. I produttori sono Mattia Guerra, Laurent Fumeron, Joseph Rouschop ed Eva Curia. Il film nasce dalla collaborazione tra Be Water Film, Rai Cinema, The Project Film Club e Tarantula, con il supporto del MIC-DGCA Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. Hanno dato una mano anche IDM Film & Music Commission Südtirol, Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste, Wallimage, Moncler, BCC Valdostana e il Club Alpino Italiano. I Comuni di Courmayeur e Chamonix hanno concesso il patrocinio, mentre Skyway Monte Bianco ha partecipato come partner location.
In attesa del debutto in sala
Il film arriverà presto nelle sale italiane grazie a 01 Distribution. La data ufficiale non è ancora stata annunciata, ma la produzione promette che “Bianco” sarà sugli schermi entro il 2026. “La montagna ci ha insegnato qualcosa che ci porteremo dentro – confida Vicari – come un carburante che spinge oltre i propri limiti”. Una storia di resistenza e amicizia, nata tra rocce e neve delle Alpi, pronta a emozionare il pubblico.










