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Controlli intensificati nei locali italiani: come evitare problemi dopo Crans-Montana

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Controlli intensificati nei locali italiani: come evitare problemi dopo Crans-Montana
Controlli intensificati nei locali italiani: come evitare problemi dopo Crans-Montana
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Milano, 17 gennaio 2026 – Dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, che ha stroncato 40 vite e ferito più di 100 persone, l’Italia si muove con controlli straordinari nei locali pubblici. Dal Viminale fanno sapere che l’obiettivo è evitare che simili disastri possano ripetersi anche da noi. Al centro del dibattito torna la sicurezza nei luoghi di divertimento, rilanciata anche dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha chiesto il divieto di candele scintillanti e altri effetti pirotecnici all’interno dei locali chiusi.

La tragedia di Crans-Montana: quando i controlli mancano

La notte del 1° gennaio, al locale Le Constellation di Crans-Montana, una festa si è trasformata in un inferno. La polizia cantonale ha ricostruito che l’ultimo controllo di sicurezza risaliva al 2019. Da allora, nessuna verifica, nonostante la legge svizzera richieda ispezioni regolari. I proprietari, Jessica e Jacques Moretti, sono ora indagati per omicidio colposo e incendio per negligenza. Il nodo, dicono gli inquirenti, non è solo l’uso di effetti pirotecnici in un ambiente chiuso, ma soprattutto la mancanza di controlli periodici. “Le norme c’erano, ma non sono state messe in pratica”, ha ammesso un ufficiale della polizia locale.

L’onda d’urto in Italia: ispezioni a tappeto

La reazione nel nostro Paese è stata immediata. Da Nord a Sud, prefetture e sindaci hanno ordinato verifiche serrate in discoteche, hotel e locali notturni. A Sestriere, i Vigili del Fuoco hanno chiuso l’hotel Torre Rossa: l’impianto antincendio non era a norma e sono emerse diverse carenze strutturali. A Palermo, la polizia ha fatto chiudere il Dragon Club, una discoteca abusiva senza alcuna sicurezza. A Milano, il cocktail bar COA in via Lecco è stato sequestrato: mancava la licenza e l’unica via d’uscita era una scala a chiocciola dal piano interrato. “Non possiamo aspettare che succeda una tragedia”, ha detto il questore di Milano durante un sopralluogo.

Prevenzione e responsabilità: il sistema italiano

In Italia, il sistema di prevenzione incendi si basa su regole precise: certificazioni obbligatorie, piani di emergenza, requisiti tecnici e controlli regolari affidati ai Vigili del Fuoco. Nei locali aperti al pubblico, chi non rispetta le norme rischia la chiusura immediata e conseguenze penali. “Le nostre regole sono più severe di quelle svizzere”, ha detto Meloni in conferenza stampa. Ma, come dimostrano i sequestri recenti, ci sono ancora falle importanti. “Non basta avere leggi – sottolinea un dirigente dei Vigili del Fuoco – bisogna farle rispettare ogni giorno”.

La lezione da Crans-Montana: norme rispettate e controlli costanti

La tragedia in Svizzera ha riaperto la questione: cosa serve davvero per garantire la sicurezza nei locali? Gli esperti indicano due cose fondamentali: rispettare le norme esistenti e fare controlli costanti. “Dopo ogni incidente si parla di nuove regole – dice un rappresentante dell’Associazione Nazionale Locali da Ballo – ma la differenza la fanno quelli che davvero controllano”. Le ispezioni italiane stanno scoperchiando problemi seri: uscite di sicurezza bloccate, impianti antincendio fuori norma, mancanza di licenze.

Scintille vietate? Il dibattito sugli effetti pirotecnici

La proposta di bandire candele scintillanti e altri effetti pirotecnici nei locali chiusi ha diviso gli operatori. Alcuni ammettono che “lo show può diventare pericoloso”, altri temono che questo rovini l’atmosfera e l’appeal dei locali. Il governo sta valutando se inserire nuove norme nei prossimi decreti sicurezza. Intanto, le forze dell’ordine non mollano: solo nell’ultima settimana sono state sospese 18 attività tra Lombardia e Sicilia.

Sicurezza nei locali: la sfida resta aperta

La vicenda di Crans-Montana mostra che la sicurezza nei luoghi pubblici è una questione complessa, fatta di regole ma soprattutto di controlli veri e continui. In Italia, la guardia resta alta: “Non vogliamo altre tragedie”, conferma un funzionario della Prefettura di Torino. Ma solo con controlli regolari e gestori responsabili si potrà davvero cambiare qualcosa nelle notti italiane.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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