New York, 16 gennaio 2026 – Dopo quasi quarant’anni, il celebre “Ragazzo con canestro di frutta” di Caravaggio lascia finalmente la Galleria Borghese di Roma e arriva a New York. Da oggi è il pezzo forte di una mostra alla Morgan Library & Museum, che resterà aperta fino al 19 aprile. L’evento è stato organizzato con il supporto della Fondazione per l’arte e la cultura italiana (Fiac), guidata da Alain Elkann e Daniele Bodini, da tempo impegnata a portare i capolavori italiani nei musei americani.
Caravaggio, il pittore che ha cambiato la storia dell’arte
Il quadro, realizzato nel 1595, segna una vera svolta nell’arte occidentale. Non è solo un ritratto o un’allegoria come si vedeva fino ad allora. Caravaggio – all’anagrafe Michelangelo Merisi – mette al centro un giovane che porge un cesto di frutta, con dettagli quasi fotografici, come le foglie d’uva scalfite dagli insetti. “Guardare questo dipinto nel suo tempo significa capire la rivoluzione che porta con sé”, spiega il curatore della mostra, John Marciari. Per lui, si tratta del primo grande capolavoro di Caravaggio, un’opera che rompe con i canoni rinascimentali e apre la strada al naturalismo barocco.
Un percorso tra influenze e novità
La mostra di New York non si limita a esporre il quadro. Marciari ha voluto raccontare anche da dove viene e cosa ha influenzato Caravaggio. Accanto al “Ragazzo con canestro di frutta” ci sono altre dodici opere che aiutano a capire il contesto e l’eredità del pittore. Si parte dalla “Ragazza con le ciliegie”, attribuita a Marco d’Oggiorno e risalente al 1495, proveniente dal Metropolitan Museum: un soggetto simile, ma ancora legato a modelli più antichi. Tra le opere in mostra anche il “Ragazzo che beve” di Annibale Carracci (1583), mai esposto prima al pubblico, e “Le quattro stagioni in una testa” di Arcimboldo, prestito dalla National Gallery di Washington. “È stato dipinto nel 1590, proprio mentre Caravaggio era a Milano: sicuramente l’ha visto”, osserva Marciari.
Un capolavoro che torna dopo decenni
Non è la prima volta che il “Ragazzo con canestro di frutta” arriva negli Stati Uniti. L’ultima esposizione risale al 1988, quando fu protagonista al Metropolitan Museum. Da allora è rimasto nella collezione della Galleria Borghese, il cuore dell’arte romana. Il direttore della Morgan Library, Colin Bailey, ricorda come J.P. Morgan fosse un grande appassionato dell’Italia e della sua arte. “Portare qui questo dipinto significa restituire al pubblico americano un momento cruciale della pittura europea”, ha detto Bailey durante la presentazione.
Scipione Borghese, il collezionista che ha fatto la storia
La mostra si chiude con un ritratto di Scipione Borghese realizzato da Gian Lorenzo Bernini: il cardinale, nipote di Papa Paolo V, fu il secondo proprietario del dipinto e l’artefice della straordinaria collezione che oggi ancora anima la Galleria Borghese. Il “Ragazzo con canestro di frutta” entrò nella collezione nel 1607 e da allora è diventato uno dei simboli della galleria romana.
Un ponte tra Italia e Stati Uniti
L’iniziativa della Fiac conferma la volontà di rafforzare i legami culturali tra Italia e Stati Uniti. Elkann e Bodini hanno sottolineato come queste collaborazioni servano a far conoscere meglio il patrimonio artistico italiano all’estero e ad avvicinare nuovi pubblici ai grandi maestri del passato. “È un’occasione per scoprire Caravaggio fuori dagli schemi abituali”, ha confidato Elkann all’inaugurazione.
La mostra alla Morgan Library promette di essere uno degli eventi più attesi della stagione newyorkese. Aperta fino al 19 aprile, offre una rara opportunità di vedere da vicino uno dei capolavori più studiati e discussi della pittura italiana. E forse di capire quel sottile gioco tra realtà e invenzione che rende Caravaggio un artista senza tempo.










