Milano, 16 gennaio 2026 – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha fatto chiarezza questa mattina sul ruolo di Pietro Ciucci come unico commissario del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo ha detto rispondendo ai giornalisti durante un sopralluogo agli edifici Aler di via Feltrinelli, a Milano. Il tema era tornato d’attualità dopo alcune polemiche su un possibile conflitto d’interessi. Il ministro ha voluto tagliare corto, sottolineando che si tratta di un’iniziativa completamente pubblica.
Ciucci unico commissario: niente conflitti, parola del ministro
“Il commissario è uno solo, ed è Ciucci”, ha detto Salvini, fermandosi davanti ai cronisti poco dopo le 11.30. Si riferiva alla recente nomina di Pietro Ciucci come commissario straordinario per la costruzione del ponte, incarico che si aggiunge a quello di amministratore della società Stretto di Messina S.p.A.. Secondo il ministro, questa scelta serve a “accelerare e rispondere alle richieste della Corte dei Conti” e a garantire un coordinamento più efficace tra i vari enti coinvolti.
Salvini ha ribadito con forza che la doppia carica di Ciucci non crea problemi: “Chi è amministratore di una società pubblica e diventa anche commissario per un’opera pubblica come il Ponte sullo Stretto di Messina — che è pagata con soldi pubblici e gestita dal pubblico — non ha alcun conflitto. I privati non c’entrano nulla con questo progetto”. Un messaggio chiaro, per chiudere ogni dubbio.
Stretto di Messina, società 100% pubblica
Il ministro ha insistito più volte sulla natura “totalmente pubblica” della società che si occupa dell’opera. “Stretto di Messina è al 100% pubblica”, ha sottolineato Salvini. La società, che ha ripreso a lavorare dopo anni di stop e liquidazione, è controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero delle Infrastrutture. Nessun capitale privato, ha precisato il ministro, rispondendo così anche alle critiche arrivate da alcune forze politiche e associazioni ambientaliste.
Il progetto del Ponte sullo Stretto, rilanciato dal governo Meloni nel 2023, prevede un investimento di circa 12 miliardi di euro, tutti soldi pubblici, come confermato dallo stesso Salvini in Parlamento nei giorni scorsi. La società guidata da Ciucci seguirà tutto l’iter: dalla progettazione esecutiva fino all’affidamento dei lavori e al controllo dei cantieri.
Corte dei Conti e il nodo del coordinamento
La nomina di Ciucci come commissario straordinario arriva anche per rispondere alle richieste della Corte dei Conti, che aveva chiesto più chiarezza sui ruoli e sulle responsabilità operative. “L’ho scelto io proprio per accelerare e per rispondere a quelle richieste, oltre che per coordinare tutti gli enti coinvolti”, ha spiegato Salvini. Dietro questa decisione ci sono le continue interlocuzioni tra ministeri, enti locali e organismi tecnici, che stanno seguendo la ripresa del progetto.
Fonti del ministero spiegano che avere un solo commissario dovrebbe evitare rallentamenti burocratici e sovrapposizioni di competenze. L’obiettivo è chiaro: tempi certi e trasparenza nella gestione dei fondi.
Politica e polemiche: il clima attorno al ponte
La nomina di Ciucci ha fatto discutere in politica. Dal Partito Democratico sono arrivate richieste di audizioni in Parlamento per capire meglio i criteri della scelta. Alcuni deputati dell’opposizione parlano di una “concentrazione eccessiva di poteri”. Dall’altra parte, la Lega difende la decisione di Salvini: “Serve una guida forte per un’opera così complessa”, ha detto un esponente del Carroccio presente al sopralluogo milanese.
Intanto, i lavori preparatori sul versante calabrese e siciliano vanno avanti tra verifiche tecniche e incontri con le amministrazioni locali. Il cronoprogramma ufficiale prevede l’avvio dei cantieri principali entro la fine del 2026.
Il Ponte sullo Stretto resta nel mirino
Il Ponte sullo Stretto di Messina è uno dei progetti infrastrutturali più discussi in Italia negli ultimi decenni. La conferma che la società incaricata è pubblica al 100% e la nomina di un commissario unico sono gli ultimi capitoli di una storia che continua a far discutere. Salvini, intanto, non cambia registro: “I privati non c’entrano nulla col ponte”, ha ribadito anche oggi a Milano. E la partita resta aperta, tra attese e polemiche che non sembrano voler mollare.










