Foggia, 16 gennaio 2026 – Alessandro Moretti, 34 anni, nipote del boss della mafia foggiana Rocco Moretti, è stato freddato ieri sera in un agguato in via Sant’Antonio, a Foggia. L’uomo è stato colpito da diversi colpi d’arma da fuoco mentre era in sella a uno scooter. Trasportato d’urgenza agli Ospedali Riuniti, è morto poco dopo il ricovero. La polizia, intervenuta sul posto intorno alle 20.30, punta su un regolamento di conti legato agli scontri interni della criminalità organizzata locale.
Agguato in pieno centro: la dinamica e le prime verifiche
La sparatoria è scoppiata in una zona residenziale, non lontano dal centro città. I residenti hanno sentito almeno quattro spari, poi il rumore dello scooter che cadeva sull’asfalto. “Abbiamo visto un uomo a terra, c’era sangue ovunque”, racconta una donna che abita al civico 17. In pochi minuti sono arrivati gli agenti della Squadra Mobile e i soccorritori del 118. Moretti era ancora cosciente all’arrivo dei medici, ma le sue condizioni erano critiche. In ospedale è scattata una corsa contro il tempo, purtroppo senza esito.
Gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere della zona. Nessuna pista è scartata, ma l’ipotesi mafiosa resta la più probabile. “Cerchiamo di ricostruire dove fosse e con chi fosse nelle ore prima dell’agguato”, ha detto un funzionario della Questura. Sul posto sono stati trovati bossoli calibro 9×21, compatibili con una pistola semiautomatica.
Chi era Alessandro Moretti: “sassolin” e i suoi precedenti
Chiamato “sassolin” negli ambienti criminali, Alessandro era figlio del fratello minore di Rocco Moretti, uno dei capi storici della “Società foggiana”. Aveva diversi precedenti penali ed era uno dei pochi della famiglia ancora libero. Negli ultimi mesi, spiegano gli inquirenti, la pressione della polizia aveva portato a diversi arresti e sequestri contro il clan.
Secondo Il Corriere del Mezzogiorno, Moretti giocava ancora un ruolo importante negli affari della famiglia. “Era tra i pochi a gestire i loro affari”, confida un investigatore che segue la mafia foggiana da anni.
Clan in crisi e rischio faida: il momento delicato della “Società foggiana”
L’omicidio arriva in un periodo complicato per la mafia foggiana. La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari segnala una fase di grande disgregazione e difficoltà economiche per i clan. Il boss Rocco Moretti, 75 anni, detenuto al 41 bis a Terni, ha subito sequestri per oltre 2,5 milioni di euro. È uno dei fondatori della “Società foggiana”, che dagli anni ’80 domina estorsioni, traffico di droga e armi in provincia.
Gli investigatori temono che l’uccisione del nipote possa riaccendere vecchie rivalità. “C’è il rischio che si apra una nuova stagione di violenza”, ammette un dirigente della polizia. In passato, fatti simili hanno scatenato una serie di vendette incrociate.
Foggia sotto choc: reazioni e risposta delle istituzioni
La notizia ha fatto rapidamente il giro della città. In via Sant’Antonio, ieri sera, decine di persone si sono radunate dietro il nastro della polizia. C’è chi scuote la testa, chi preferisce tacere. “Qui ormai non ci si stupisce più di niente”, dice un anziano del quartiere.
Il sindaco Maria Aida Episcopo ha espresso preoccupazione per l’aumento della violenza: “La città non può restare prigioniera della mafia”. La Prefettura ha già convocato per domani un comitato per l’ordine pubblico.
Le indagini vanno avanti senza sosta. La polizia cerca i responsabili e vuole capire il motivo preciso dell’agguato che ha riportato Foggia sotto i riflettori della criminalità organizzata.










