Madrid, 15 gennaio 2026 – L’Italia e il suo antico legame con la penisola iberica saranno protagonisti del calendario culturale del Museo del Prado per il 2026. Dal 26 maggio al 20 settembre, la mostra “A la manera de Italia. España y el Mediterráneo (1320-1420)” si annuncia come uno degli eventi artistici più importanti dell’anno in Europa. Un’occasione per riscoprire il Medioevo mediterraneo come un crocevia di scambi, viaggi e contaminazioni culturali.
Il Mediterraneo, crocevia di arte e culture
“Senza l’Italia è difficile capire il panorama artistico della Spagna tardo-medievale”, ha detto ieri Miguel Falomir, direttore del Prado, durante la presentazione della nuova stagione espositiva. Falomir ha sottolineato come il passaggio di artisti e opere tra le due sponde del Mediterraneo abbia portato innovazioni estetiche e tecniche che hanno lasciato un’impronta “profonda e duratura” nei regni iberici. Un’eredità ripresa e trasformata da maestri locali, che hanno creato versioni originali e spesso sorprendenti dei modelli italiani.
Il Mediterraneo, ha aggiunto Falomir, appare così come “uno spazio con frontiere aperte”, attraversato da scambi artistici alimentati da rotte commerciali e diplomatiche. Un mondo segnato dal dialogo tra cultura gotica e influenze islamiche, dalla raffinatezza delle opere di lusso e da un gusto per il nuovo che conquistava le élite dell’epoca.
Oltre cento opere inedite in arrivo a Madrid
La mostra riunirà più di cento opere – tra dipinti, sculture, tessuti, oreficerie e manoscritti – provenienti da 56 istituzioni internazionali. Molti pezzi sono poco conosciuti o mai esposti prima. Joan Molina Figueras, responsabile della collezione di pittura europea del Prado fino al 1500 e curatore della mostra, ha spiegato che l’obiettivo è mostrare “l’impatto decisivo del Trecento italiano sull’arte spagnola”.
Accanto ai nomi di Ambrogio Lorenzetti, Gherardo Starnina, Barnaba da Modena, Andrea di Petrucci e Geri Lupi, ci saranno artisti iberici come Ferrer e Arnau Bassa, i fratelli Serra e Miquel Alcaniz. Un dialogo ideale tra maestri italiani e spagnoli che attraversa due secoli di storia dell’arte.
Le Tre Regine: donne e potere nel cuore del Prado
Nel programma 2026 trova spazio anche “Le Tre Regine”, progetto inserito in “El Prado en femenino”. Il percorso è dedicato a tre sovrane – Isabel de Farnesio, Cristina di Svezia e Mariana d’Austria – che hanno segnato profondamente la nascita e l’identità stessa del Prado.
Il fulcro sarà la prima grande mostra monografica su Mariana d’Austria, in programma dal 1 dicembre 2026 al 28 marzo 2027. Ritratti, sculture, incisioni, medaglie e manoscritti ricostruiranno la sua immagine politica e simbolica. Accanto a lei, un percorso dedicato a Cristina di Svezia – nel quattrocentesimo anniversario della nascita – metterà in luce il suo ruolo di mecenate e il legame con Roma e l’arte classica italiana. Mentre Isabella Farnese, duchessa di Parma e Piacenza e regina consorte di Filippo V di Borbone, emergerà come una figura chiave per l’ingresso sistematico dell’arte italiana nelle collezioni reali spagnole.
“Queste regine non sono state figure marginali, ma vere protagoniste di una visione culturale europea”, ha sottolineato Falomir. Il progetto vuole ridare loro il ruolo politico che meritano.
Nuovi orizzonti culturali: dal Rinascimento tedesco a Rilke
Il calendario del Prado per il 2026 si apre anche a nuove rotte culturali. Tra gli eventi spicca la mostra “Rilke e l’arte spagnola” (dal 17 novembre 2026 al 7 marzo 2027), che indagherà l’influenza di artisti come Velázquez, El Greco e Goya sul poeta tedesco.
Un programma ricco e variegato, che conferma la volontà del Prado di raccontare la storia dell’arte europea come un intreccio di incontri, viaggi e scambi. E che, ancora una volta, mette in luce il ruolo centrale dell’Italia come ponte tra culture diverse.










