Milano, 15 gennaio 2026 – Un video postato sui social da Liu Marino, creator italo-cinese, ha acceso la discussione sulla qualità dei servizi aeroportuali a Milano in vista delle prossime Olimpiadi invernali. Nel filmato, girato lo scorso weekend all’aeroporto di Malpensa, Marino racconta la sua esperienza: tre ore di fila ai controlli, niente cibo né acqua, problemi nel ritirare i bagagli e lunghe attese per i mezzi pubblici. Il video, che ha superato le 100mila visualizzazioni, ha raccolto centinaia di commenti, tra appoggi e critiche.
Tre ore in fila e servizi sotto tono
«Non venite a Milano… figuriamoci con le Olimpiadi», comincia Marino nel suo video, mostrando la lunga coda davanti alla dogana di Malpensa. Arrivato alle 7.20 di mattina, dopo appena venti minuti era già in fila. «La fila più lunga che abbia mai fatto», racconta. «Dopo tre ore sono arrivato allo sportello. Non potevo nemmeno andare in bagno. Faceva caldo, e non c’era né da mangiare né da bere». Le immagini mostrano passeggeri fermi, valigie a terra, volti stanchi.
Ma la situazione non migliora dopo i controlli. Marino descrive la confusione per recuperare i bagagli: «Non sai nemmeno da quale nastro escono», dice, mostrando l’area affollata. Poi la fila per il bus, resa ancora più lunga dallo sciopero dei mezzi pubblici in corso quella mattina. «Una giornata da dimenticare», conclude il creator.
Social in fermento: solidarietà e polemiche
Il video ha raccolto centinaia di commenti in poche ore. Molti utenti si sono mostrati solidali: «Pura e triste verità, una storia che noi italiani viviamo ogni giorno», scrive uno. Un altro dice: «Ho fatto un’esperienza meno traumatica in Kenya, senza aria condizionata». Non sono mancati però i critici: «Come se fosse l’unico aeroporto con ore di fila al controllo passaporti. Negli USA è sempre così», risponde un altro.
Il caso è diventato virale, riaccendendo il dibattito sulla capacità di Milano di gestire grandi flussi turistici in vista delle Olimpiadi 2026. Alcuni osservatori ricordano come disagi simili si vedano anche in altri grandi aeroporti europei, soprattutto dopo l’arrivo delle nuove regole europee sui controlli.
Cause e responsabilità: nuove regole e personale ridotto
Di fronte alle polemiche, Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, ha fatto chiarezza con una nota. «Sea non si occupa dei controlli passaporti, che spettano alla polizia di frontiera», si legge. Dal 12 ottobre scorso è attivo il nuovo Entry/Exit System (EES), introdotto dall’Unione Europea e obbligatorio in tutti gli aeroporti Schengen. La procedura, più lenta e complessa per chi arriva da fuori Schengen, ha rallentato il passaggio.
Secondo Sea e anche ACI Europe, il problema riguarda tutti i principali aeroporti europei. La polizia di frontiera sta gestendo il nuovo sistema con organici non aumentati, una criticità che rischia di farsi sentire ancora di più con i grandi eventi internazionali alle porte.
Olimpiadi 2026: promesse di rinforzi sul campo
Il Governo, riferisce Sea, ha promesso di aumentare il numero degli agenti a Malpensa per rendere più veloci i controlli durante le Olimpiadi. «Sea lavora costantemente con istituzioni e autorità per migliorare il servizio e gestire al meglio i flussi di passeggeri», si legge nella nota.
Il tempo però stringe. Con l’appuntamento olimpico ormai vicino, la città è sotto la lente di cittadini e osservatori internazionali. E mentre sui social continua il confronto tra chi denuncia disagi e chi chiede pazienza, resta la domanda: Milano sarà pronta ad accogliere il mondo?










