Milano, 14 gennaio 2026 – Debora Hirsch, Luigi Voltolina e una nutrita schiera di grandi nomi della fotografia italiana e internazionale sono i protagonisti delle mostre d’arte che da questa settimana animano le principali città del Paese. Da Milano a Venezia, passando per Reggio Emilia, Lodi e Roma, il calendario si apre con progetti che mescolano memoria, ricerca e sperimentazione, offrendo al pubblico nuovi punti di vista sull’arte contemporanea.
Milano, Palazzo Citterio: alberi che scompaiono tra arte e tecnologia
Dal 15 gennaio al 15 aprile, Palazzo Citterio ospita “Vanishing Trees”, un’installazione pensata da Debora Hirsch e curata da Clelia Patella. L’artista, da tempo attenta ai temi ambientali, usa tecnologie generative per dare nuova vita alle immagini di tre alberi a rischio estinzione – il Ginkgo biloba, il Pterocarya fraxinifolia e la Torreya taxifolia – conservati nell’Orto Botanico di Brera. Le immagini scorrono su un grande schermo led nella hall, trasformando lo spazio in un luogo sospeso tra scienza e arte. “Ho voluto restituire una presenza viva a questi alberi, testimoni silenziosi di un mondo che rischia di sparire”, ha detto Hirsch durante l’allestimento. Il progetto invita a riflettere sulla fragilità della natura e sulla responsabilità di custodirne la memoria.
Palazzo Fagnani Ronzoni: novant’anni di fotografia italiana in mostra
Dal 16 gennaio al 28 febbraio, The Pool Nyc presenta il secondo capitolo di “I tempi dello sguardo. 90 anni di fotografia italiana in due atti” a Palazzo Fagnani Ronzoni. Ottanta opere firmate da ventotto maestri italiani e internazionali: da Mario Giacomelli a Piergiorgio Branzi, da Gianni Berengo Gardin a Nino Migliori, con nomi come Elliott Erwitt, Horst P. Horst e William Klein. Il percorso attraversa il Futurismo, il Neorealismo, le ricerche concettuali e “Viaggio in Italia”, progetto di Luigi Ghirri. “Abbiamo voluto raccontare la fotografia come specchio dei cambiamenti sociali e culturali del Paese”, spiegano i curatori. Le sale di Palazzo Fagnani Ronzoni diventano così un archivio visivo della memoria collettiva.
Venezia, Palazzetto Tito: la pittura istintiva di Luigi Voltolina
A Venezia, dal 16 gennaio al 15 febbraio, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica la mostra “Epifanie” a Luigi Voltolina, artista noto per una pittura rapida e gestuale, lontana dalla perfezione formale. L’esposizione, con ingresso libero a Palazzetto Tito, propone una selezione ampia di opere che raccontano la sua ricerca. “Non cerco la perfezione, ma la rivelazione”, ha confidato Voltolina durante la presentazione. Il gesto pittorico diventa uno strumento per scoprire, più che per rappresentare.
Reggio Emilia, Palazzo da Mosto: materia e potenzialità in dialogo
Dal 17 gennaio all’8 febbraio, Palazzo da Mosto ospita “Opus in fieri”, mostra bipersonale degli artisti reggiani Federico Branchetti e Fabio Iemmi, curata da Greta Martina. Al centro c’è il tema della potenzialità, quel momento che precede la forma definitiva dell’opera. Branchetti presenta lavori inediti del progetto “Liminale”, realizzati per l’occasione. Iemmi espone “Metacantieri – Vibrazioni sonore della materia”, con opere materiche e un’installazione che esplora il legame tra suono e materia. “È un dialogo tra ciò che è e ciò che potrebbe diventare”, spiega la curatrice.
Lodi, Palazzo Galeano: Linda Carrara e il viaggio lungo l’Adda
A Lodi, dal 17 gennaio al 12 marzo, la personale di Linda Carrara “Passeggiata (verso sud)” anima gli spazi di Platea Palazzo Galeano. Curata da Gaspare Luigi Marcone, la mostra ruota attorno a un trittico realizzato con acrilico su tela, nato da esplorazioni lungo il fiume Adda. Carrara definisce il suo lavoro come un “processo peripatetico”, dove il cammino fisico si intreccia con quello mentale e pittorico. “Per me l’arte è sempre stata una questione mentale prima ancora che tecnica”, racconta l’artista.
Roma, Fondazione Memmo: tempo e misura nell’arte contemporanea
A Roma, dal 14 gennaio, la Fondazione Memmo presenta “Affrettati Lentamente”, undicesimo capitolo del ciclo Conversation Piece curato da Marcello Smarrelli. Esposte opere di artisti italiani e stranieri che hanno scelto Roma come casa o luogo di ricerca: tra loro Alicja Kwade, vincitrice del Premio Roma 2025-26, Paul Maheke ed Enrique Ramírez, ospiti dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici; Prem Sahib, BSR Fellow alla British School at Rome; e Henry Taylor, noto per i suoi ritratti intensi. La domanda è semplice: esiste un tempo per l’opera d’arte? Gli artisti rispondono con linguaggi diversi, tra installazioni, pittura e performance.
Fino al 19 gennaio, infine, a Palazzo della Cancelleria si chiude “De Humana Mensura”, mostra di Linda Karshan curata da Laura Villani. Dopo le tappe alla Tate Modern e al British Museum, Karshan porta a Roma il suo dialogo con il Rinascimento e la “misura umana”, mettendo in scena il rapporto tra gesto artistico e ordine cosmico con opere da collezioni italiane e internazionali e una performance live nella Sala Vasari.
Le mostre di questa settimana disegnano un quadro variegato della scena artistica contemporanea, tra memoria storica, sperimentazioni tecnologiche e riflessioni sul presente.









