Ravenna, 14 gennaio 2026 – Due scosse di terremoto hanno fatto tremare questa mattina la provincia di Ravenna, mettendo in allarme la popolazione e spingendo centinaia di persone a uscire di casa. La prima, alle 9.27, ha raggiunto una magnitudo di 4.3 con epicentro a circa sette chilometri da Russi, a 23 chilometri di profondità. Solo due minuti dopo, alle 9.29, è arrivata una seconda scossa, di magnitudo 4.1, questa volta a otto chilometri da Faenza, sempre nel Ravennate. La sala sismica dell’Ingv di Roma ha confermato che non ci sono danni a persone o cose, ma la paura si è fatta sentire in tutta la zona.
Tensione in strada, cittadini in allarme
Appena si sono sentite le scosse, molte famiglie sono scese in strada, specialmente a Russi, Faenza e nelle frazioni vicine. In piazza del Popolo a Ravenna, poco dopo le 9.30, si sono radunati gruppi di cittadini in cerca di informazioni e rassicurazioni. “Ho sentito il letto vibrare, poi il lampadario ha oscillato per qualche secondo”, ha raccontato una donna di via Maggiore. Scene simili anche davanti alle scuole, dove insegnanti e studenti sono stati fatti uscire come precauzione. I vigili del fuoco di Forlì-Cesena hanno ricevuto decine di telefonate, soprattutto per chiedere chiarimenti o segnalare piccoli oggetti caduti.
Treni fermi e controlli su ponti e binari
Le scosse hanno causato problemi anche ai treni. Trenitalia ha sospeso temporaneamente il traffico su alcune tratte della linea Adriatica, in particolare tra Ravenna e Faenza, per controllare binari e ponti. “Abbiamo messo in moto tutte le procedure per garantire la sicurezza dei passeggeri”, ha spiegato un portavoce dell’azienda. Intorno alle 11, dopo i controlli, i treni hanno ripreso a circolare lentamente. Nessun danno serio alle infrastrutture, ma in questi casi la prudenza è d’obbligo.
La macchina dei soccorsi si mette in moto
Le autorità sono subito scese in campo. “A Bologna è attiva la Centrale operativa regionale nella sede dell’Agenzia di sicurezza territoriale e protezione civile”, ha scritto sui social il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale. Il coordinamento è affidato al direttore Massimo Camprini. Squadre di operatori sono già sul posto per i primi controlli. “Anche i Comuni hanno avviato le procedure di emergenza – ha aggiunto de Pascale – facendo uscire gli studenti dalle scuole e aprendo i Centri operativi comunali nelle zone colpite”. I controlli vanno avanti anche nel corso della giornata: “C’è stato tanto spavento, ma finora nessun danno a persone o edifici”, ha concluso il presidente.
Terremoti in zona: non una novità
Il territorio del Ravennate non è nuovo a scosse di questa forza. Negli ultimi dieci anni, secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ci sono stati almeno altri tre terremoti sopra magnitudo 4 nella stessa area. “È una zona con attività sismica moderata, legata ai movimenti dell’Appennino settentrionale”, spiega il sismologo Marco Bianchi dell’Ingv. Gli esperti comunque mettono in guardia: “Dopo scosse così possono arrivare repliche di minore intensità nelle ore o nei giorni a seguire”.
Giornata di tensione, ma nessun danno
Nel primo pomeriggio la situazione è stabile. I tecnici comunali e i vigili del fuoco non hanno trovato problemi strutturali negli edifici pubblici o privati. Le scuole domani resteranno aperte, salvo nuove disposizioni. “Abbiamo avuto paura, ma per fortuna non è successo nulla di grave”, racconta un commerciante nel centro di Faenza. La gente resta comunque attenta, con la memoria fresca dei recenti terremoti che hanno colpito altre zone dell’Emilia-Romagna.
Invito alla calma e monitoraggio costante
Le autorità regionali chiedono ai cittadini di affidarsi solo alle fonti ufficiali per le informazioni e di evitare di diffondere notizie non verificate. Il monitoraggio continua senza sosta. “Siamo pronti a intervenire se serve”, ha detto il direttore Camprini dalla sede della Protezione civile regionale. Per ora la Romagna tira un sospiro di sollievo, ma resta con gli occhi aperti.










