Roma, 12 gennaio 2026 – Una notte drammatica ha scosso la zona della stazione Termini. Poco dopo le 23 di ieri, un funzionario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, 57 anni, è stato aggredito in modo brutale in via Giolitti. L’uomo, italiano, ora lotta per la vita in terapia intensiva al policlinico Umberto I, con ferite gravissime. La polizia parla di lesioni e fratture multiple al volto. Le indagini sono aperte, ma restano molti punti da chiarire su come e perché sia successo.
Aggressione violenta a Termini: caccia ai responsabili
Gli agenti della Squadra mobile e della Polizia ferroviaria sono arrivati poco dopo la chiamata. Secondo le prime ricostruzioni, un gruppo di sette-otto persone si sarebbe avvicinato al funzionario, colpendolo più volte. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso tutto. “Stiamo passando al setaccio ogni singolo fotogramma per trovare tutti i colpevoli”, ha detto un investigatore sul posto all’alba.
Durante la notte, è stato fermato un giovane tunisino di circa vent’anni, già noto per reati legati alla droga. Il ragazzo è accusato di tentato omicidio. “Non era da solo”, ha precisato una fonte della questura. “Stiamo cercando gli altri membri del gruppo”. Intorno a Termini l’atmosfera è rimasta tesa per ore.
Rider aggredito a pochi passi: possibile legame con la prima aggressione
Non è passato nemmeno un’ora dal primo episodio quando un rider è stato aggredito in via Manin, a pochi passi dalla stazione. Anche lui è stato portato d’urgenza all’Umberto I, ma le sue condizioni sono meno gravi. “Ha riportato contusioni e qualche graffio, ma non è in pericolo di vita”, ha spiegato un infermiere del pronto soccorso. La polizia sta valutando se le due aggressioni siano collegate. “Potrebbe essere la stessa banda”, ha ammesso un dirigente della Polfer.
I residenti raccontano di aver sentito urla e confusione poco dopo le 23.30. “Ho visto due ragazzi scappare verso piazza dei Cinquecento”, racconta una donna che abita vicino a via Manin. “Poi sono arrivate le volanti e l’ambulanza”.
Maxi controlli e allarme sicurezza a Termini
Dopo gli episodi, la questura ha messo in campo un maxi servizio di controllo intorno alla stazione. La polizia ha presidiato le principali vie d’accesso per tutta la notte e fino al mattino. “Non possiamo lasciare che questa zona diventi terra di nessuno”, ha detto un funzionario del commissariato Esquilino.
Il tema della sicurezza a Termini torna così al centro della discussione in città. Solo nell’ultimo mese, secondo la Prefettura, ci sono stati almeno cinque casi di aggressioni o rapine ai danni di passanti e lavoratori notturni. “Serve un piano straordinario”, ha commentato il presidente del Municipio I, Lorenza Bonaccorsi, raggiunta da alanews.it.
Le condizioni del funzionario e la risposta delle istituzioni
Il funzionario aggredito resta in prognosi riservata. I medici dell’Umberto I parlano di “condizioni critiche” e sottolineano la gravità delle lesioni al volto. Questa mattina sono arrivati messaggi di solidarietà dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: “Siamo vicini alla famiglia e chiediamo che si faccia piena luce su quanto accaduto”.
Intanto, continuano le ricerche per trovare gli altri responsabili. Gli investigatori non escludono che nelle prossime ore emergano nuovi dettagli, anche grazie alle testimonianze e ai filmati raccolti.
La notte tra l’11 e il 12 gennaio resterà una ferita aperta per chi vive e lavora intorno a Termini. Ancora una volta, una zona sotto i riflettori per fatti che nessuno avrebbe voluto raccontare.










