Roma, 12 gennaio 2026 – Paolo Sorrentino, regista premio Oscar, ha presentato oggi a Roma il suo nuovo film, “La grazia”, che uscirà nelle sale italiane il 15 gennaio con PiperFilm. Nel foyer di un cinema del centro, insieme a lui, gli attori Toni Servillo, Anna Ferzetti e Miriam Mariglia. Sorrentino ha parlato di politica, nostalgia e delle scelte che segnano la vita pubblica e privata, rispondendo ai giornalisti con il suo consueto tono riflessivo.
“La grazia”: il Presidente alle prese con il dubbio
Al centro della storia c’è Mariano De Santis, interpretato da Toni Servillo (già premiato con la Coppa Volpi a Venezia per questo ruolo). È un Presidente della Repubblica agli ultimi giorni del mandato. Vedovo, cattolico e giurista, vive al Quirinale con la figlia Dorotea (Ferzetti), anche lei giurista. La trama gira attorno a due richieste di grazia, entrambe legate al tema dell’eutanasia. Ma dentro il Presidente c’è anche il dolore per la moglie scomparsa otto anni prima e un dubbio che lo tormenta. “Il film non è ispirato a Sergio Mattarella”, ha chiarito Sorrentino. “Se ci si pensa, anche Scalfaro aveva una figlia e la formazione giuridica, così come la fede cattolica, sono caratteristiche comuni a molti presidenti. Mariano De Santis è un personaggio completamente indipendente da riferimenti reali”.
Sorrentino: “Mi manca la politica di una volta”
Durante l’incontro con la stampa, Sorrentino ha parlato del suo rapporto con la politica. “Che nostalgia per i politici di una volta! Quelli che vedevano la politica come una vocazione, non solo come un’opportunità”, ha detto il regista. “Il mio rapporto con la politica? È un po’ in crisi, come capita a molti della mia generazione”. Un pensiero che ha trovato riscontro nella sala, dove si avvertiva un certo disincanto verso la politica di oggi.
Toni Servillo: “Un uomo diviso tra memoria e responsabilità”
Servillo, al settimo film con Sorrentino, ha raccontato di essere rimasto colpito subito dalla sceneggiatura, ricevuta prima delle riprese di “Parthenope”. “Sono stato subito affascinato dalla psicologia del mio personaggio”, ha spiegato l’attore napoletano. “È un uomo che dentro di sé vive un continuo dialogo tra tempo, memoria e responsabilità personale. Vedere tutto questo in un capo dello Stato mi è sembrata un’idea originale e efficace per aprire tanti interrogativi”. Sorrentino ha commentato così la scelta di Servillo: “Quello che mi ha sempre colpito in Toni è qualcosa di difficile da definire, ma riguarda la sua potenza. Una cosa che pochi attori hanno, non solo in Italia ma nel mondo”.
Il successo di Zalone? “Io sto bene così”
Non sono mancati riferimenti al presente del cinema. Alla domanda sul grande successo di “Buen Camino” di Checco Zalone, Sorrentino ha risposto con una battuta: “Sono felice così, non saprei gestire un successo così grande. Io preferisco stare un po’ più sottotono”. Un modo per sottolineare la distanza tra il suo cinema e quello più popolare, senza perdere una punta di ironia.
Anna Ferzetti: “Tra padre e figlia, un legame fatto di legge e affetto”
Anna Ferzetti, che nel film interpreta Dorotea De Santis, ha descritto il rapporto tra il suo personaggio e il padre come “molto particolare”. “Sono due persone simili, con un modo tutto loro di parlarsi e di dirsi ‘ti amo’… parlando di legge”, ha detto l’attrice. Un legame fatto di affetto trattenuto e dialoghi intensi che attraversa tutta la storia.
Un appello ai politici: “Andate a vedere ‘La grazia’”
Alla fine dell’incontro, Ferzetti ha lanciato un invito diretto: “Spero che molti politici vadano a vedere ‘La grazia’ e che riflettano”. Un auspicio condiviso anche da Sorrentino, che nel film mette in scena i dilemmi della coscienza pubblica e privata senza offrire risposte facili. In sala, tra applausi e qualche sorriso amaro, resta la sensazione di un cinema che vuole ancora farci pensare sul presente.










