Milano, 12 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno segnato una giornata fiacca, incertezza alle stelle per lo scontro tra Donald Trump e la Federal Reserve e le tensioni che si intensificano in Iran. Sullo sfondo, l’inchiesta penale che coinvolge Jerome Powell, presidente della Fed, ha spinto al rialzo l’oro e l’argento, mentre il dollaro ha mostrato segni di cedimento contro le altre valute di riferimento.
Mercati in calo, utility sotto tiro
L’indice Stoxx 600 ha chiuso in calo dello 0,2%, con gli investitori che hanno preferito tenersi a distanza. A Londra il Ftse 100 è rimasto praticamente fermo (+0,01%), così come il Dax di Francoforte (+0,05%). Male invece Parigi, che ha perso lo 0,3%, e Madrid, giù dell’1%. A Piazza Affari a pesare sono state soprattutto le utility, in calo dell’1,1%. Dietro c’è il nuovo aumento del prezzo del gas: il future Ttf di Amsterdam è schizzato del 3,7%, a 29,43 euro per megawattora. “Il settore soffre tra tensioni geopolitiche e prospettive di domanda che non rassicurano”, ha detto un analista di una grande banca milanese.
Finanziari e energia in difficoltà
Il settore finanziario ha perso lo 0,6%, con le banche che hanno lasciato sul terreno lo 0,7% e le assicurazioni lo 0,5%. “La volatilità sui mercati obbligazionari e i timori per la stabilità globale stanno pesando sui prezzi”, ha ammesso un gestore londinese. L’energia ha tenuto meglio, con un -0,2% in linea con il petrolio: il Wti ha perso lo 0,3%, a 58,98 dollari al barile, mentre il Brent ha chiuso a 63,20 dollari (-0,2%). Unica nota positiva la farmaceutica, che ha guadagnato lo 0,1%, spinta dal balzo del titolo Abivax (+20%) sulle voci di un possibile acquisto.
Oro e argento volano, dollaro in affanno
In un clima così incerto, gli investitori hanno cercato rifugio nei beni più sicuri. L’oro ha guadagnato il 2,6%, toccando 4.590 dollari l’oncia. L’argento è salito ancora di più, +7,8%, a 84,23 dollari. “La situazione negli Stati Uniti e le tensioni in Medio Oriente spingono gli investitori verso gli asset rifugio”, spiega un trader della City. Sul fronte valute, l’euro si è rafforzato a 1,1683 sul dollaro, che ha perso terreno anche contro la sterlina (1,3453) e il franco svizzero (1,2549).
Spread stabile, rendimenti immobili
I rendimenti dei titoli di Stato europei sono rimasti praticamente fermi. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi si è confermato a 63 punti base: il decennale italiano ha reso il 3,48%, quello tedesco il 2,85%. “Nonostante la volatilità in Borsa, i titoli di Stato restano abbastanza stabili”, osserva un economista romano.
Tra Federal Reserve e tensioni geopolitiche, il futuro è incerto
Gli occhi degli operatori sono puntati sulle prossime mosse della Federal Reserve, mentre resta alta la tensione per quello che succede in Iran. L’indagine su Powell – secondo fonti giudiziarie Usa – potrebbe influenzare le decisioni future sulla politica monetaria. Solo allora si capirà se il momento di debolezza dei mercati europei continuerà o se tornerà la prudenza.
Nel frattempo, in attesa di segnali chiari da Washington e Teheran, gli investitori restano cauti. Ma nei grandi uffici di Milano e Francoforte si respira una certa attesa: “Il quadro è fragile – confida un operatore – ma per ora non si vedono segnali netti di inversione”.










