Los Angeles, 12 gennaio 2026 – “Hamnet” si è aggiudicato il premio come miglior film drammatico ai Golden Globe 2026, conquistando il favore della giuria in una serata di grande festa al Beverly Hilton di Los Angeles. Sul palco, la regista Chloe Zhao, già celebre per “Nomadland”, ha portato con sé il cast, insieme a Steven Spielberg, che ha seguito il progetto come produttore. Un riconoscimento che, per molti, conferma quanto il cinema d’autore sia ancora il cuore pulsante della stagione dei premi.
“Hamnet” vince una sfida a colpi di emozioni
La vittoria di “Hamnet”, tratto liberamente dal romanzo di Maggie O’Farrell, non era affatto scontata. In gara c’erano film come “Frankenstein”, “Un semplice incidente”, “The Secret Agent”, “Sentimental Value” e “Sinners”. Ma a spuntarla è stato il racconto intimo e potente di Zhao. Sul palco, la regista ha voluto ringraziare tutti: “Abbiamo creduto in questa storia fin dall’inizio. Parla di perdita, ma anche di speranza”, ha detto davanti a una platea emozionata.
Al suo fianco, Steven Spielberg – in camicia bianca e con un sorriso misurato – ha sottolineato lo sforzo di squadra: “Portare ‘Hamnet’ sullo schermo è stata una sfida. Ma Chloe ha trovato la chiave giusta”. Il pubblico ha risposto con lunghi applausi, mentre sui social si moltiplicavano immagini e commenti in diretta.
Premi e sorprese: la serata non è stata solo “Hamnet”
Non solo “Hamnet” ha brillato. A trionfare nella categoria miglior film comico o musicale è stato “Una battaglia dietro l’altra” di Paul Thomas Anderson. Il regista, visibilmente commosso, ha detto: “Questo premio arriva dopo mesi duri e qualche dubbio”. Sul palco con parte del cast, ha scherzato: “Non pensavo davvero di vincere, forse è merito della colonna sonora”.
Tra gli attori, il brasiliano Wagner Moura ha conquistato il premio come miglior attore protagonista in un film drammatico per “The Secret Agent”. Moura, emozionato, ha dedicato il riconoscimento “a chi ancora crede nel potere delle storie”. La statuetta per la miglior attrice protagonista è andata a Jessie Buckley per “Hamnet”. L’attrice irlandese, con un abito scuro e la voce incerta, ha ammesso: “Non me lo aspettavo. È stato un percorso difficile, ma ne è valsa la pena”.
Una stagione dei premi segnata dalle difficoltà
Questa edizione dei Golden Globe arriva in un momento complicato per il cinema. Dopo mesi di scioperi e ritardi nelle produzioni, la serata di Los Angeles ha rappresentato solo un primo passo verso la normalità. Molti addetti ai lavori hanno notato come la selezione dei film rifletta le sfide degli ultimi tempi: meno blockbuster e più storie intime, racconti personali.
Secondo gli esperti americani, la vittoria di “Hamnet” potrebbe influenzare la corsa agli Oscar. Chloe Zhao, già premiata dall’Academy nel 2021, si conferma una delle voci più ascoltate del cinema di oggi. Spielberg, dal canto suo, ha ribadito l’importanza di puntare su progetti originali: “Il pubblico vuole autenticità. E noi dobbiamo dargliela”.
Reazioni e cosa aspettarsi
Il trionfo di “Hamnet” ha fatto rapidamente il giro dei media internazionali. Sui social, fan e addetti ai lavori hanno commentato a caldo la scelta della giuria. Molti hanno elogiato la performance di Jessie Buckley e la regia di Zhao, mentre altri si sono detti sorpresi per l’assenza di “Frankenstein” tra i premi principali.
In sala stampa, le domande si sono concentrate sul futuro dei vincitori. Wagner Moura ha confessato: “Non so cosa succederà, ma questo premio mi spinge a continuare”. Paul Thomas Anderson ha preferito scherzare: “Domani si torna al lavoro”.
La stagione dei premi continua ora verso i BAFTA e gli Oscar. Ma per una notte, sotto le luci del Beverly Hilton, è stato il cinema d’autore a dominare la scena. E i nomi di Chloe Zhao e Jessie Buckley restano impressi come protagonisti di questo inizio 2026.










