Los Angeles, 9 gennaio 2026 – Mickey Rourke, ex divo di Hollywood noto per film come “Nove Settimane e Mezzo” e “The Wrestler”, ha preso una posizione netta contro la raccolta fondi lanciata dalla sua manager per aiutarlo a saldare gli affitti arretrati. La notizia, diffusa ieri e subito ripresa dai media di tutto il mondo, aveva acceso dubbi sulle reali condizioni economiche dell’attore, oggi 71enne. Ma lui non ci sta: “È umiliante, non ho bisogno di carità”, ha detto in un video pubblicato sui social.
Rourke boccia la beneficenza: “Preferirei spararmi”
Nel breve video, Mickey Rourke appare chiaramente infastidito. Parla senza giri di parole, con quel tono diretto che lo contraddistingue da sempre: “Sono frustrato e confuso. Io non accetto beneficenza. Preferirei spararmi”, ha detto, senza lasciare spazio a dubbi. La raccolta fondi era stata avviata da Liya-Joelle Jones, la sua manager e responsabile delle finanze, che aveva creato una pagina su GoFundMe per raccogliere decine di migliaia di dollari. L’obiettivo? Coprire i debiti accumulati dall’attore con il padrone di casa a Los Angeles.
Secondo la Jones, la situazione era così grave da costringere lo staff a trasferire Rourke in un hotel. “La casa dove viveva era inabitabile, senza acqua corrente e piena di muffa”, ha raccontato la manager all’Hollywood Reporter. “Abbiamo affittato un nuovo appartamento per lui a Koreatown. Tutti i suoi vestiti sono finiti in un magazzino”. Una versione dettagliata, che però Rourke ha smentito con forza.
La manager: “Abbiamo raccolto quasi centomila dollari”
La raccolta fondi, partita pochi giorni fa, avrebbe già raggiunto quasi centomila dollari. A confermarlo è la stessa Jones, che ha aggiunto: “Se lui non li vuole, può restituirli”. La manager ha descritto un quadro difficile: “Siamo stati costretti a spostarlo in un albergo. La situazione non era più sostenibile”. Ma la risposta di Rourke è stata chiara e decisa. L’attore ha precisato di non aver mai dato il suo ok all’iniziativa e di non sentirsi in condizioni tali da dover chiedere aiuto ai fan o al pubblico.
Questa vicenda ha acceso i riflettori sulle difficoltà che possono colpire anche le star più famose. Rourke, dopo il successo mondiale degli anni Ottanta e Novanta, ha attraversato una fase complicata, sia sul piano personale che professionale. Il ritorno in auge con “The Wrestler” nel 2008 gli aveva regalato una candidatura all’Oscar e un nuovo pubblico, ma secondo alcune fonti il suo stile di vita è rimasto turbolento.
Hollywood divisa sul caso Rourke
La notizia della colletta ha scatenato reazioni contrastanti nel mondo del cinema. Alcuni colleghi hanno mostrato solidarietà verso Rourke, altri hanno preferito non esprimersi. Sui social, i fan si sono spaccati tra chi appoggia la scelta della manager e chi difende la dignità dell’attore. “Non è giusto mettere così a nudo una persona”, ha scritto un utente su X (ex Twitter), mentre altri hanno sottolineato l’importanza di aiutare chi è in difficoltà, indipendentemente dalla fama.
Al momento non è chiaro se la raccolta fondi verrà chiusa o se i soldi già raccolti saranno restituiti. La Jones non ha fornito altri dettagli, limitandosi a ripetere che l’iniziativa era nata con le migliori intenzioni.
Rourke vuole rispetto e privacy
Nel video, Rourke ha sottolineato la sua voglia di mantenere intatta la propria dignità e riservatezza. “Non voglio essere visto come un caso umano”, ha detto a margine della clip. Una posizione che rispecchia il carattere riservato dell’attore, da sempre restio a parlare della sua vita privata. È evidente che, per lui, non è solo una questione di soldi: è soprattutto una questione di orgoglio.
La vicenda resta aperta. Eppure, in queste ore, tra le strade di Los Angeles e i corridoi degli studi cinematografici, si avverte un certo disagio. Non solo per le condizioni materiali di quell’ex “bad boy” di Hollywood, ma anche per il modo in cui la sua storia è finita ancora una volta sotto i riflettori.










