Milano, 9 gennaio 2026 – Tre città italiane – Breuil-Cervinia, Genova e Assisi – sono entrate nella lista delle 52 destinazioni da non perdere nel 2026 stilata dal New York Times. Ogni anno, questa selezione guida i viaggiatori di tutto il mondo verso luoghi meno battuti o in piena rinascita. L’annuncio di ieri sera ha acceso i riflettori su realtà diverse tra loro, ma tutte accomunate da un nuovo entusiasmo turistico e culturale.
Cervinia, dal piccolo borgo al gioiello ai piedi del Cervino
Fino a qualche anno fa, Breuil-Cervinia era quasi sempre considerata la “cugina minore” di Zermatt, la celebre località svizzera sullo stesso massiccio del Cervino. Poi, dal 2023, qualcosa è cambiato davvero. L’apertura del Matterhorn Alpine Crossing – la funivia più alta d’Europa che collega direttamente Italia e Svizzera – ha dato il via a una vera trasformazione. Vecchi impianti sono stati sostituiti da seggiovie più veloci, si è investito un piano da 235 milioni di dollari e ora è più facile raggiungere il Plateau Rosa, il ghiacciaio sciabile tutto l’anno che unisce i due comprensori.
Non è solo questione di impianti. Il Valtur Cervinia Cristallo, storico albergo della zona, è stato completamente rinnovato e oggi si presenta come un resort a cinque stelle. E poi c’è il ristorante Wood, che ha appena conquistato una stella Michelin: una cucina che unisce sapori nordici e prodotti piemontesi, con tavoli che guardano le piste da sci e un’atmosfera intima. “Abbiamo voluto portare qui un’idea nuova di accoglienza”, dice lo chef, che preferisce restare anonimo ma sorride dietro il bancone. Il risultato? Un mix di turismo glamour, sci e buona cucina.
Genova torna a guardare il mare (e il suo pesto)
Dopo anni, Genova rientra nella top 52 del New York Times, prendendo il posto di Milano, presente nel 2025. La città ligure, un tempo potente repubblica marinara, sta vivendo una nuova stagione grazie anche al progetto Waterfront di Levante, firmato da Renzo Piano. I lavori sono quasi finiti: nuovi spazi pubblici, passeggiate lungomare, collegamenti più fluidi tra il centro storico e il porto antico. “Genova sta tornando a vivere il mare come un tempo”, racconta un residente incontrato ieri pomeriggio in via Garibaldi.
Nel cuore della città, i Palazzi dei Rolli – patrimonio UNESCO – stanno riaprendo sale chiuse da decenni. A marzo, il Palazzo Ducale ospiterà una mostra su Anthony van Dyck, il pittore fiammingo che nel Seicento ritrasse l’aristocrazia genovese. Ma non è solo arte. La nuova generazione di chef sta rivisitando piatti classici come le trofie al pesto e la focaccia. “La scena gastronomica di Genova è fresca come il suo nuovo lungomare”, scrive il Times. Un giudizio che piace anche ai genovesi: “C’è più voglia di provare cose nuove”, racconta Chiara, giovane cuoca in centro.
Assisi, 800 anni di San Francesco e festa grande
Il terzo nome italiano nella lista è Assisi, che nel 2026 celebra gli 800 anni dalla morte di San Francesco. La città umbra, patrimonio Unesco dal 2000, si prepara a un anno ricco di eventi. Il momento più atteso sarà tra il 22 febbraio e il 22 marzo, quando per la prima volta le spoglie del santo saranno esposte al pubblico. Un richiamo forte per pellegrini da tutto il mondo.
Ma Assisi non è solo spiritualità. Dal 6 al 9 maggio tornerà il Calendimaggio, festa antica che rievoca le rivalità medievali tra i due rioni con cortei, musica e spettacoli. “È un’occasione per ritrovare le nostre radici”, dice il sindaco Stefania Proietti. Le vie della città si preparano a ospitare visitatori e curiosi: gli alberghi sono quasi pieni per le date più importanti, i ristoranti offrono menù tipici umbri.
L’Italia tra le mete da segnare sul calendario del 2026
La lista del New York Times – una destinazione per ogni settimana dell’anno – spazia da una riserva di tigri in India a un festival per l’eclissi totale in Islanda. Alcune scelte sono legate a anniversari importanti: la Route 66 compie cento anni; l’East Sussex in Inghilterra celebra i 100 anni delle avventure di Winnie-the-Pooh; Bayreuth in Germania festeggia i 150 anni del festival wagneriano.
Per l’Italia, la presenza di Cervinia, Genova e Assisi è un riconoscimento per gli sforzi fatti negli ultimi anni per valorizzare territori spesso trascurati dal turismo internazionale. “Siamo orgogliosi di questa attenzione”, ha detto ieri sera il ministro del Turismo Daniela Santanchè. Ma camminando tra le strade di queste città, quello che colpisce è soprattutto la sensazione di una normalità ritrovata. “Qui si lavora ogni giorno per migliorare”, racconta un albergatore di Cervinia. Solo così si capisce davvero perché queste mete siano diventate tappe obbligate per il 2026.










