Pechino, 7 gennaio 2026 – Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha chiesto alla Cina di farsi carico di un ruolo più concreto nella mediazione delle questioni più delicate legate alla penisola coreana, con particolare attenzione al nodo delle armi nucleari della Corea del Nord. La richiesta è arrivata lunedì, durante un incontro a Pechino con il presidente cinese Xi Jinping, nel corso della visita di Stato di quattro giorni che Lee sta svolgendo in Cina. A confermare i dettagli è stato lo stesso Lee, parlando oggi a Shanghai davanti ai giornalisti che lo accompagnano.
Seul punta su Pechino: “Serve una mediazione concreta”
Durante un pranzo con la stampa, Lee ha spiegato di aver chiesto a Pechino di avere un ruolo attivo nella mediazione sulle questioni che riguardano la penisola coreana. Ha sottolineato come la presenza e l’influenza della Cina siano viste da Seul come “decisive” per garantire stabilità nella regione. Il presidente sudcoreano ha raccontato che il confronto con Xi Jinping si è concentrato soprattutto sulla necessità di “trovare una via diplomatica” per gestire la tensione crescente dovuta al programma nucleare nordcoreano. “Abbiamo bisogno di una Cina che si muova con decisione, capace di dialogare con tutte le parti coinvolte”, ha detto Lee, lasciando intendere che senza un ruolo diretto di Pechino sarà difficile andare avanti.
Xi Jinping frena: “Pazienza con Pyongyang”
Secondo l’agenzia sudcoreana Yonhap, Xi Jinping avrebbe invitato Seul a mantenere la calma e a mostrare “pazienza” verso Pyongyang. Le fonti cinesi riferiscono che Xi ha ribadito come la questione nucleare nordcoreana richieda “tempi lunghi e dialogo continuo”, evitando escalation che potrebbero mettere a rischio la sicurezza dell’intera regione. “La stabilità della penisola coreana è nell’interesse di tutti”, ha sottolineato Xi durante il bilaterale, assicurando che Pechino continuerà a lavorare per favorire il dialogo.
Tensioni in aumento e la via diplomatica
La visita di Lee arriva in un momento di crescente tensione tra le due Coree. Negli ultimi mesi, la Corea del Nord ha intensificato i test missilistici e le dichiarazioni ostili nei confronti di Seul e Washington. Fonti diplomatiche sudcoreane spiegano che il governo di Lee considera “prioritario” rafforzare i canali con Pechino per evitare un peggioramento della situazione. “La Cina ha una posizione unica per parlare con Pyongyang”, ha ricordato un funzionario del ministero degli Esteri sudcoreano, sottolineando il ruolo di Pechino come principale partner economico e politico di Pyongyang.
Reazioni dall’estero e scenari futuri
La richiesta di mediazione cinese è stata accolta con interesse anche dagli Stati Uniti, che nelle ultime settimane hanno intensificato i contatti con Pechino proprio sul dossier nordcoreano. Fonti della Casa Bianca definiscono la Cina un “interlocutore indispensabile” per contenere le ambizioni nucleari di Kim Jong-un. Restano però forti dubbi sulla reale volontà di Pyongyang di tornare al tavolo dei negoziati. “Il rischio di nuove provocazioni è ancora alto”, ha ammesso un diplomatico occidentale a Pechino.
Lee: “Serve responsabilità condivisa”
Parlando con i giornalisti a Shanghai, Lee ha insistito sull’importanza di una “responsabilità condivisa” tra tutti i principali attori della regione. “Non possiamo permetterci passi falsi”, ha detto, aggiungendo che ogni mossa dovrà essere coordinata con gli alleati e con la stessa Cina. Solo così, ha lasciato intendere, si potrà sperare in una soluzione stabile e duratura per la penisola coreana.
Cosa succederà nelle prossime ore
La visita di Lee in Cina proseguirà fino a giovedì, con altri incontri in programma a Shanghai e Shenzhen. Dal suo entourage trapela che il presidente vuole rafforzare la cooperazione economica con Pechino, ma anche tenere alta l’attenzione sulla sicurezza regionale. In attesa di segnali concreti da Pyongyang, la comunità internazionale segue con attenzione le mosse della diplomazia asiatica. Per ora, la parola d’ordine resta una sola: pazienza.









