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Eni e Repsol puntano a recuperare 6 miliardi di dollari dal Venezuela

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Eni e Repsol puntano a recuperare 6 miliardi di dollari dal Venezuela
Eni e Repsol puntano a recuperare 6 miliardi di dollari dal Venezuela
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Roma, 7 gennaio 2026 – Eni e la spagnola Repsol stanno cercando di recuperare quasi 6 miliardi di dollari di crediti che il Venezuela non ha ancora saldato, secondo quanto riporta il Financial Times, che cita fonti vicine alla vicenda. Il caso riguarda il giacimento di gas Perla, al largo delle coste venezuelane, ed è diventato un nodo complesso che riflette le crescenti tensioni tra Caracas e le compagnie energetiche straniere.

Il punto critico dei pagamenti bloccati tra Eni, Repsol e Venezuela

Per anni, spiegano addetti ai lavori, Eni e Repsol hanno fornito al Venezuela grandi quantità di gas e nafta, garantendo così l’energia al Paese. In cambio, fino a marzo scorso, ricevevano petrolio venezuelano come pagamento, un sistema che permetteva di aggirare le difficoltà legate alle valute e alle restrizioni finanziarie dovute alle sanzioni internazionali.

Ma tutto è cambiato bruscamente nella primavera del 2025. Il Financial Times racconta che gli Stati Uniti hanno tolto alle aziende straniere il permesso speciale di operare in Venezuela, lasciando fuori solo la compagnia americana Chevron. Da quel momento, spiega una fonte vicina alle trattative, “ricevere petrolio come pagamento avrebbe esposto Eni e Repsol al rischio di sanzioni”.

Sanzioni USA e il blocco dei crediti: la situazione si complica

La decisione di Washington ha messo in difficoltà le due società europee. Da marzo, infatti, Eni e Repsol continuano a fornire gas al mercato venezuelano, ma non hanno più ricevuto pagamenti, né in denaro né in petrolio. Il credito accumulato, stimato intorno ai 6 miliardi di dollari, è diventato un problema difficile da risolvere.

“Abbiamo seguito tutte le regole internazionali”, dice un dirigente di Eni che preferisce rimanere anonimo. “Il problema è che non possiamo accettare petrolio come pagamento e, allo stesso tempo, il Venezuela non ha abbastanza liquidità per saldare il debito”. Una situazione di stallo che rischia di durare, mentre Caracas cerca altre vie per onorare i suoi impegni.

Perla, un giacimento chiave e il ruolo di Eni e Repsol

Il giacimento Perla, sviluppato insieme da Eni e Repsol, è uno degli asset più importanti del Venezuela. Si trova nel Golfo del Venezuela, a circa 50 chilometri dalla costa nord-occidentale, e produce gas naturale destinato sia al consumo interno sia all’export. La produzione supera i 1,2 miliardi di piedi cubi standard al giorno, secondo i dati ufficiali.

La presenza delle due compagnie europee è fondamentale per la stabilità energetica venezuelana. “Senza il supporto tecnico e finanziario di Eni e Repsol – spiega un analista del settore – la produzione del giacimento Perla sarebbe a rischio”. Ma la crisi dei pagamenti mette a dura prova questa collaborazione.

Tra diplomazia e interessi, il futuro resta incerto

Al momento, non si vedono segnali di una svolta. Le trattative vanno avanti a porte chiuse, mentre la tensione tra Stati Uniti e Venezuela non accenna a diminuire. “Stiamo valutando tutte le opzioni”, confida una fonte interna a Repsol. “Ma senza un allentamento delle sanzioni o un nuovo accordo politico, sarà difficile sbloccare la situazione”.

Nel frattempo, il credito che Eni e Repsol hanno accumulato pesa sui loro bilanci. Gli esperti avvertono che questo caso potrebbe influenzare anche le strategie future delle due compagnie in America Latina. Un equilibrio fragile, insomma, dove la diplomazia e gli interessi economici si intrecciano ogni giorno.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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