Milano, 7 gennaio 2026 – Le Borse europee partono la settimana in modo incerto, con una debolezza diffusa e mercati che viaggiano a rilento, senza una direzione chiara. Al centro delle preoccupazioni c’è ancora il quadro geopolitico internazionale, con l’attenzione puntata sull’instabilità in Venezuela dopo l’intervento militare degli Stati Uniti e la caduta di Nicolás Maduro. Secondo gli esperti di Piazza Affari, questo episodio ha tenuto alta la tensione sui mercati.
Petrolio in discesa, energia sotto pressione
Il prezzo del petrolio continua a scendere: il WTI è scivolato sotto i 57 dollari al barile, mentre il Brent resta poco sopra i 60. Questa flessione ha pesato sull’indice dell’energia, che ha perso il 3% nella seduta di oggi. Nella notte, Donald Trump ha annunciato dalla Casa Bianca la consegna agli Stati Uniti di una quota tra i 30 e i 50 milioni di barili provenienti da Caracas. “Stiamo lavorando per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”, ha dichiarato il presidente americano. Ma la notizia non è stata sufficiente a tranquillizzare gli investitori.
Listini europei divisi: Francoforte resiste, Milano arretra
L’indice Stoxx 600, che monitora le principali piazze europee, si muove intorno alla parità. A sostenere il mercato sono soprattutto i settori immobiliare e industriale, che tengono meglio. Francoforte si distingue con un rialzo dello 0,65%, mentre Milano perde lo 0,16%. Perdite più contenute a Madrid (-0,12%) e Londra (-0,55%), mentre Parigi resta praticamente stabile (+0,03%). “Il clima è cauto, in attesa degli sviluppi geopolitici”, commenta un trader di una grande banca milanese.
Occhi puntati sugli Usa: lavoro e industria sotto la lente
Gli operatori guardano con attenzione agli Stati Uniti, dove nel pomeriggio arriveranno diversi dati economici importanti. In particolare, la variazione Adp degli occupati nel settore privato, attesa in crescita di 48 mila unità dopo il calo di novembre, e i dati Jolts sull’offerta di lavoro, previsti in aumento a 7,726 milioni. In arrivo anche l’indice Ism dei servizi di dicembre e gli ordini di fabbrica e beni durevoli di ottobre. Intanto, i future su Wall Street restano deboli in attesa di questi numeri.
Materie prime: gas in ripresa, metalli in calo
Sul fronte delle materie prime, il gas naturale mette a segno un recupero superiore al 3%, sfiorando i 29 euro al megawattora. Per i metalli preziosi, invece, la giornata è negativa: l’oro perde lo 0,3%, scendendo a 4.451 dollari l’oncia, mentre l’argento cala dello 0,33%, a 79,2 dollari l’oncia. “Il mercato resta prudente”, spiega un analista di settore intervistato da alanews.it.
Titoli di Stato e valute: rendimenti in calo, euro stabile
Anche i titoli di Stato europei mostrano segnali di debolezza. Il rendimento del Btp decennale italiano scende al 3,49%, poco sopra quello dell’Oat francese, che si ferma appena sotto il 3,51%. Il Bund tedesco a dieci anni si attesta al 2,8%, mentre il future sul Treasury Usa si posiziona al 4,14%. Lo spread tra Btp e Bund resta stabile a 69 punti base.
Sul mercato valutario, l’euro si mantiene stabile rispetto al dollaro, scambiato a 1,1688. Gli operatori restano in attesa, pronti a reagire ai prossimi segnali provenienti dall’economia e dalla politica internazionale.
In sintesi, la giornata chiude con una generale prudenza sulle Borse europee. Le tensioni internazionali e le attese per i dati Usa frenano gli acquisti. Solo Francoforte mostra qualche segnale di vivacità, mentre altrove domina la cautela.









