Londra, 6 gennaio 2026 – Donald Trump non rappresenta una minaccia per l’Europa, ma resta un alleato affidabile. È questo il messaggio che arriva oggi da Downing Street, proprio mentre i leader occidentali discutono della difesa della Groenlandia. A pronunciarlo è stato un portavoce del premier britannico Keir Starmer, nel momento in cui a Parigi si chiudeva il vertice dei cosiddetti ‘Volenterosi’, convocato d’urgenza per rispondere alle tensioni crescenti nell’Artico.
Starmer: Trump è un alleato, non un pericolo
Nel consueto incontro con la stampa a Downing Street, il portavoce di Starmer ha risposto alle domande sulla posizione del governo britannico riguardo all’ex presidente Usa. “Il presidente Trump resta un alleato su cui possiamo contare, non una minaccia per l’Europa”, ha detto, cercando di smorzare i timori che si sono fatti strada tra i partner europei nelle ultime ore. Secondo quanto riferito, Starmer mantiene “buoni rapporti” con Trump e ha sottolineato come la cosiddetta relazione speciale tra Londra e Washington resti “fondamentale”.
Un legame diplomatico e militare che dura da decenni. “Gli Stati Uniti e il Regno Unito sono i più stretti alleati al mondo”, ha ricordato il portavoce, citando le collaborazioni storiche in ambito Nato e intelligence. Un richiamo importante, soprattutto in un momento delicato, quando diversi leader europei – tra cui il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Annalena Baerbock – avevano manifestato preoccupazioni sulle mosse americane riguardo alla sovranità della Groenlandia.
Vertice di Parigi: la difesa della Groenlandia al centro
Il vertice dei ‘Volenterosi’, convocato ieri sera a Parigi, ha visto la partecipazione di Francia, Germania, Italia e Regno Unito. Al centro dei colloqui c’è la crescente pressione internazionale sulla Groenlandia, territorio autonomo danese ricco di risorse naturali e strategico per le rotte artiche. Fonti diplomatiche riferiscono che la presenza americana nella zona – rafforzata negli ultimi mesi da esercitazioni militari congiunte – ha alimentato timori di possibili escalation.
Dal governo britannico però cercano di calmare gli animi. “Non c’è nessuna minaccia imminente”, ha ribadito il portavoce di Starmer, aggiungendo che “il dialogo con Washington è costante”. Una linea condivisa anche dal ministro degli Esteri David Lammy, che in una nota diffusa stamattina ha parlato di “cooperazione necessaria per garantire la stabilità nell’Artico”.
Le reazioni europee e cosa aspettarsi
Le parole di Downing Street arrivano dopo una giornata segnata da dichiarazioni contrastanti. A Bruxelles, fonti vicine alla Commissione europea hanno definito “prematuro” parlare di crisi diplomatica con gli Stati Uniti. Ma alcuni diplomatici francesi hanno lasciato intendere che la questione della Groenlandia potrebbe diventare un vero banco di prova per l’unità europea.
Nel frattempo, a Londra si guarda con attenzione alle prossime mosse degli americani. “La relazione speciale non è solo una formula vuota”, ha confidato un funzionario del Foreign Office. “Ci sono dossier aperti su sicurezza energetica, intelligence e difesa comune”. Solo il tempo dirà se le rassicurazioni britanniche basteranno a mettere pace.
Groenlandia, il cuore della questione globale
La Groenlandia, con i suoi vasti giacimenti minerari e la posizione strategica tra Nord America ed Europa, è tornata sotto i riflettori mondiali. Negli ultimi mesi, secondo i dati del ministero della Difesa danese, sono aumentati i voli di ricognizione e le attività navali nell’area. Gli Stati Uniti hanno ribadito più volte quanto la regione sia fondamentale per la sicurezza atlantica.
Gli analisti del Royal United Services Institute di Londra avvertono che “la partita artica sarà uno dei temi chiave del prossimo decennio”. Ma Londra, almeno per ora, preferisce mantenere un profilo basso. “Non vogliamo alimentare tensioni inutili”, ha spiegato una fonte vicina a Starmer.
Diplomazia e alleanze: una strada ancora tutta da scrivere
In attesa di sviluppi concreti sul dossier groenlandese, il governo britannico punta a mantenere solide le relazioni transatlantiche. La giornata si chiude con una certezza: per Downing Street, Donald Trump resta un interlocutore affidabile e la storica alleanza tra Regno Unito e Stati Uniti non è in discussione. Resta da vedere se questa linea riuscirà a rassicurare anche gli altri partner europei nei mesi a venire.










