Roma, 6 gennaio 2026 – Domenica 4 gennaio torna in tutta Italia l’appuntamento con #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che permette di entrare gratis nei musei, parchi archeologici, castelli, complessi monumentali, ville e giardini statali. Come sempre, l’evento si svolge la prima domenica del mese e anche stavolta promette di portare migliaia di visitatori in ogni angolo del Paese.
Musei gratis, numeri che parlano chiaro
Nell’ultima edizione, quella del 7 dicembre, il Ministero ha registrato 247.108 ingressi in tutta Italia. Un segnale forte che conferma quanto gli italiani siano sempre più attratti dal loro patrimonio culturale, soprattutto in inverno, quando le città d’arte si animano di turisti e gente del posto. “È un dato importante – ha spiegato un funzionario del Ministero della Cultura – perché dimostra che la voglia di cultura non cala, nemmeno fuori stagione”.
A Roma, come da tradizione, si aspetta tanta gente al Colosseo, ai Fori Imperiali e alla Galleria Borghese. A Firenze, l’attenzione è tutta per gli Uffizi e Palazzo Pitti. Venezia non resta a guardare: la Galleria dell’Accademia e il Museo Archeologico sono tra i luoghi più ambiti. Ma non solo le grandi città vedono crescere i visitatori; anche piccoli centri e siti meno noti registrano un boom di presenze.
Come partecipare
Le visite seguono gli orari abituali di apertura dei musei. In alcuni casi, specie nei luoghi più frequentati, serve la prenotazione online per gestire al meglio i flussi e garantire la sicurezza. Tutte le info aggiornate, compresa la lista completa dei musei aperti, si trovano sul sito ufficiale del Ministero (cultura.gov.it/domenicalmuseo) e sull’app “Musei italiani”.
“Abbiamo fatto il possibile per rendere tutto più semplice”, dice un addetto alla biglietteria della Pinacoteca di Brera. “Chi arriva senza prenotare rischia di dover aspettare, ma cerchiamo di far entrare tutti”. In alcuni musei, già all’alba si formano le prime file. “Meglio arrivare presto”, suggerisce una guida del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Un’occasione per scoprire tesori nascosti
La giornata gratuita non è solo un’occasione per ammirare i grandi capolavori, ma anche per scoprire collezioni meno conosciute o siti fuori dai percorsi più battuti. A Mantova, per esempio, il Palazzo Ducale apre le sue sale affrescate senza biglietto; a Taranto, il Museo Archeologico Nazionale racconta la storia della Magna Grecia con reperti unici. “La #domenicalmuseo ci permette di far conoscere il territorio anche a chi ci vive”, sottolinea un operatore culturale pugliese.
Secondo le prime stime, anche questa volta si prevede una grande partecipazione. “Molte famiglie scelgono di passare la domenica tra arte e storia”, racconta una visitatrice in fila alla Reggia di Caserta. “È diventata una tradizione per noi”.
Tra entusiasmo e qualche difficoltà
L’iniziativa piace sia agli addetti ai lavori sia al pubblico. “In giornate come questa si respira un’atmosfera diversa”, confida una custode degli Uffizi. “C’è chi viene per la prima volta e chi torna ogni mese”. Anche le associazioni di categoria sottolineano quanto l’evento sia importante per promuovere la cultura e il turismo locale.
Non mancano però alcuni problemi: in certe città si segnalano difficoltà nella gestione delle file e nella prenotazione online, soprattutto per chi ha meno dimestichezza con la tecnologia. Il Ministero ha garantito che sta cercando soluzioni per rendere tutto più facile.
Dove trovare le informazioni
Chi vuole partecipare alla #domenicalmuseo del 4 gennaio può trovare tutte le informazioni – dagli orari alle modalità di ingresso – sul sito del Ministero della Cultura e sull’app “Musei italiani”. L’elenco dei musei aderenti viene aggiornato spesso; in alcuni casi ci sono aperture straordinarie o visite guidate.
Anche senza i dati ufficiali sull’affluenza di questa edizione, si respira già la certezza che l’appuntamento mensile con i musei gratis sia ormai un’abitudine per tanti italiani. Un modo concreto per avvicinare sempre più persone al patrimonio artistico del Paese e mettere in luce luoghi spesso poco conosciuti.










