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La Route 66 festeggia un secolo di avventure straordinarie

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La Route 66 festeggia un secolo di avventure straordinarie
La Route 66 festeggia un secolo di avventure straordinarie
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Los Angeles, 6 gennaio 2026 – L’11 novembre 2026 la celebre Route 66, la strada che taglia in due gli Stati Uniti da Chicago a Los Angeles, spegnerà 100 candeline. Un secolo di racconti, canzoni e film che hanno fatto di questa via un simbolo di libertà e speranza, soprattutto durante la Grande Depressione. Oggi, la “Mother Road” è più viva che mai, tra vecchie auto arrugginite e motel illuminati al neon, pronta a farsi ammirare da istituzioni e viaggiatori.

La Mother Road: mito di carta, musica e pellicola

La Route 66 non è solo asfalto e cartelli stradali. È diventata un’icona della cultura pop americana, attraversando otto stati e ispirando scrittori, musicisti e registi. John Steinbeck l’ha ribattezzata “Mother Road” nel suo “Furore”. Jack Kerouac l’ha idealmente percorsa in “On the Road”. Il cinema l’ha resa immortale con film come “Easy Rider”, con Dennis Hopper, Peter Fonda e Jack Nicholson. Bob Dylan ne ha raccontato i paesaggi in versi, mentre poeti come Bob Dustwalker continuano a cantarla: “Lungo la Route 66 dormono ancora, auto arrugginite, ferme nell’ora…”

Il viaggio tra musei, stranezze e tappe imperdibili

Secondo Brand USA, i viaggi on the road sono tra le esperienze preferite dai turisti stranieri. Per festeggiare il centenario, è nato il progetto Great American Road Trip, che mette in luce più di 250 luoghi simbolo lungo le strade americane, con la Route 66 al centro. Si parte dal Route 66 Hall of Fame and Museum di Pontiac, Illinois, dove si possono ammirare pezzi storici e scattare una foto davanti al famoso murale con il cartello della Route 66.

Nel Missouri, la strada offre curiosità uniche: a Springfield si trovano la sedia a dondolo più grande del mondo e la seconda forchetta più grande. Il tratto del Kansas, breve ma intenso, custodisce il Marsh Arch Bridge (noto come Rainbow Bridge) e il Baxter Springs Heritage Center & Museum.

In Oklahoma, il Route 66 Museum di Clinton racconta le origini della strada e il suo impatto sulla società. Da segnalare la Blue Whale of Catoosa, attualmente in restauro per il compleanno della strada. A Luther, la Threatt Filling Station, costruita nel 1915, fu uno dei pochi punti di sosta per viaggiatori afroamericani; inserita nel 2021 nella lista dei luoghi più a rischio dal National Trust for Historic Preservation, oggi torna a far parlare di sé.

Arte e memoria: la Route 66 che guarda al futuro

Il viaggio continua in Texas, ad Amarillo, dove il Cadillac Ranch espone dieci Cadillac piantate nella terra, vere e proprie sculture pop. In New Mexico, il Route 66 Auto Museum di Santa Rosa raccoglie auto d’epoca e cimeli. Ad Albuquerque sta per aprire il nuovo West Central Route 66 Visitor Center, spazio multifunzione con museo, anfiteatro e sale per eventi.

Sempre ad Albuquerque, il progetto “Route 66 Remixed” – firmato da Meow Wolf, Refract Studio e artisti locali – trasformerà la Central Avenue in un percorso artistico, tra installazioni digitali e opere fisiche. La voce narrante sarà quella di Hakim Bellamy, primo poeta laureato della città.

Da parchi naturali a spiagge sull’oceano

In Arizona, la Route 66 attraversa il Petrified Forest National Park, l’unico parco nazionale che include un pezzo della Mother Road. Qui si trovano anche il Jack Rabbit Trading Post a Joseph City e Winslow, resa celebre dagli Eagles con “Take It Easy”. Kingman ospita l’Arizona Route 66 Museum e il Route 66 Electric Vehicle Museum.

L’ultimo tratto è in California, al Santa Monica Pier, dove si trova l’insegna “End of the Trail”, uno dei luoghi più fotografati della città. Poco prima di arrivare all’oceano, si possono visitare il sito del primo McDonald’s a San Bernardino e l’Elmer’s Bottle Tree Ranch nel Deserto del Mojave.

Cento anni di sogni americani lungo una strada leggendaria

La Route 66 resta un simbolo forte della cultura americana. Una strada lunga quasi quattromila chilometri che ha segnato intere generazioni di viaggiatori. Oggi come allora, chi la percorre cerca qualcosa: libertà, avventura o semplicemente una foto davanti all’insegna “End of the Trail”, con l’oceano alle spalle e la storia che scorre sotto le ruote.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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