Roma, 6 gennaio 2026 – Dopo il successo travolgente di “Buen Camino” di Checco Zalone, che ha dominato il botteghino italiano nel 2025, il cinema italiano guarda avanti con grandi aspettative. Registi del calibro di Paolo Sorrentino, Gabriele Muccino, Mario Martone, Gianni Amelio, Pupi Avati e Nanni Moretti sono pronti a tornare sul grande schermo. I numeri ufficiali parlano chiaro: nel 2025 il settore ha incassato 496 milioni di euro con 68 milioni di biglietti venduti, confermando una situazione stabile rispetto agli anni precedenti.
Il cinema italiano riparte dopo Zalone
Il 2025 ha segnato una ripresa concreta per il cinema italiano. La produzione nazionale, contando anche le co-produzioni, ha portato a casa 160 milioni di euro e superato i 22,5 milioni di spettatori, pari a un terzo delle presenze totali nelle sale. Un dato che, come sottolineano gli addetti ai lavori, dimostra la forza del nostro cinema. Nicola Borrelli, direttore generale Cinema e Audiovisivo del MiC, non ha dubbi: “Il cinema italiano è vivo e lotta ancora”. Tra i film italiani più amati spiccano, oltre a “Buen Camino” (con oltre 41 milioni di euro), “Follemente” (17,9 milioni) e “Diamanti” (9,8 milioni).
Sorrentino apre il 2026 con “La grazia”
Si parte il 15 gennaio con “La grazia” di Paolo Sorrentino, già applaudito a Venezia. Il protagonista è un presidente della Repubblica immaginario, interpretato da Toni Servillo, premio Coppa Volpi, alle prese con la scelta di concedere o meno la grazia. Una commedia amara, che mette al centro il tema dell’eutanasia e della responsabilità pubblica. “È un film che parla di scelte difficili e solitudine”, ha detto Sorrentino a Venezia.
Muccino racconta i sentimenti in crisi
Il 29 gennaio arriva “Le cose non dette” di Gabriele Muccino, tratto dal romanzo “Siracusa” di Delia Ephron. Tra Roma e Marocco, il film narra la crisi di una coppia e le tensioni familiari, temi cari al regista de “L’ultimo bacio”. Nel cast, nomi noti come Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Miriam Leone e Claudio Santamaria. Muccino ha spiegato: “Volevo raccontare quei silenzi e quei non detti che spesso segnano le relazioni”.
De Sica affronta scandali e tabù
Tra i titoli più chiacchierati c’è “Gli occhi degli altri” di Andrea De Sica, presentato alla Festa di Roma. Il film prende spunto dal delitto Casati Stampa, uno dei casi più controversi della cronaca nera italiana del dopoguerra. Jasmine Trinca e Filippo Timi danno vita a una storia di voyeurismo e trasgressione ambientata negli anni Sessanta. “Volevamo raccontare un’Italia fragile e piena di contraddizioni”, ha detto De Sica.
Giovani, scuola e vecchi dilemmi
Ad aprile in sala “Un anno di scuola” di Laura Samani, che si svolge a Trieste nel 2007. La protagonista, Fred, è una diciottenne svedese, unica ragazza in una classe di soli ragazzi. Il film guarda alle dinamiche dell’adolescenza e alle difficoltà dell’integrazione. Samani ha raccontato: “Ho voluto mostrare la complessità delle amicizie giovanili”.
Genovese e Moretti tra segreti e sentimenti
Paolo Genovese torna con “Il rumore delle cose nuove”, tratto dal suo romanzo. Sette personaggi intrecciano le loro vite attorno a un segreto che spezza ogni apparenza di normalità. Nel cast Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi e altri volti noti. In primavera potrebbe arrivare anche “Succederà questa notte” di Nanni Moretti, una commedia romantica ispirata a un racconto dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Nel teaser, già virale, Moretti e il cast cantano “Incoscienti giovani” di Achille Lauro.
Montagna, tragedia e memoria
Tra le uscite più attese c’è “Bianco” di Daniele Vicari, con Alessandro Borghi nei panni dell’alpinista Walter Bonatti. Il film racconta la drammatica spedizione sul Monte Bianco del 1961, quando quattro alpinisti persero la vita. Girato tra Valle d’Aosta e Alto Adige, si basa sul libro “Freney 1961 – Tragedia sul Monte Bianco” di Marco Albino Ferrari.
Altri titoli in arrivo
Si sa ancora poco su “Scherzetto” di Mario Martone, con Toni Servillo, ispirato a un cortometraggio sperimentale degli anni Ottanta. In primavera arriveranno anche “Nel tepore del ballo” di Pupi Avati, storia umana e sentimentale con Massimo Ghini, e “Nessun Dolore” di Gianni Amelio, che racconta le conseguenze di un evento tragico nella vita di un uomo qualunque.
Il 2026 si apre così all’insegna della varietà: tra commedie, drammi sociali e storie vere, il cinema italiano prova a ritrovare il pubblico. La sfida, dopo l’onda lunga di Zalone, è appena iniziata.










