Milano, 6 gennaio 2026 – Il 2026 sarà un anno ricco di grandi mostre in Italia. Dai capolavori di Giotto e Bernini alle sperimentazioni di Marina Abramović, passando per i colori di Rothko e la creatività di Rotella, le città italiane si preparano a ospitare eventi che abbracciano dall’arte antica al contemporaneo. Un’offerta pensata per un pubblico vasto e curioso, pronto a scoprire e lasciarsi sorprendere.
A Brescia il Liberty prende vita
A Brescia, dal 24 gennaio al 14 giugno, Palazzo Martinengo apre le porte alla mostra “Liberty”. Un viaggio nel primo Novecento, nei suoi primi quindici anni, tra pittura, scultura, architettura, grafica, moda, fotografia e arti applicate. Curata da Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari, la rassegna presenta oltre 100 opere: dipinti, sculture, ceramiche e affiches che immergono chi visita nell’atmosfera di quegli anni. “Non volevamo raccontare solo uno stile, ma anche il clima sociale e culturale che ha dato vita al Liberty in Italia”, ha spiegato Dotti durante la presentazione.
Milano: Macchiaioli e Kiefer protagonisti
A Milano, il 2026 parte forte con due eventi a Palazzo Reale. Dal 3 febbraio al 14 giugno, “I Macchiaioli” porta in mostra più di 90 opere di artisti come Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Raffaello Sernesi. Il percorso, diviso in nove sezioni e curato da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca, esplora il progetto risorgimentale di questi pittori, legati tanto alle idee di Mazzini quanto al Positivismo francese.
Dal 7 febbraio al 27 settembre, sempre a Palazzo Reale, arriva “Kiefer. Le Alchimiste”. La mostra, ideata da Anselm Kiefer per la Sala delle Cariatidi, è visitabile solo su prenotazione. Espone un ciclo di 38 teleri dedicati alle donne alchimiste, figure spesso dimenticate ma fondamentali per lo sviluppo del pensiero scientifico moderno. “Un omaggio doveroso a chi ha contribuito in silenzio alla storia della conoscenza”, ha detto l’artista tedesco.
Roma rende omaggio a Bernini e ai Barberini
Dal 12 febbraio al 14 giugno, le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma propongono a Palazzo Barberini la mostra “Bernini e i Barberini”. Curata da Andrea Bacchi e Maurizia Cicconi, ripercorre il legame tra Gian Lorenzo Bernini e Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII. La rassegna segue la carriera dell’artista dagli inizi fino alla maturità. Tra le opere più importanti spiccano “Le Quattro Stagioni” dalla collezione Aldobrandini e il “San Sebastiano” dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.
Tra Impressionismo e Rinascimento: dialoghi d’arte
A Rovigo, dal 27 febbraio al 28 giugno, Palazzo Roverella ospita “Zandomeneghi e Degas. Impressionismo tra Firenze e Parigi”, curata da Francesca Dini. La mostra racconta il rapporto intenso e a tratti complicato tra i due artisti, attraverso opere eccezionali che testimoniano una lunga amicizia parigina.
A Perugia, la Galleria Nazionale dell’Umbria celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco con “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento” (14 marzo-14 giugno). Curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, la mostra ricostruisce il momento in cui il carisma del santo si intrecciò con il genio di Giotto, segnando la nascita dell’arte moderna nella Basilica superiore di Assisi.
In autunno, le Gallerie degli Uffizi di Firenze presentano “Magnifico 1492”, dedicata a Lorenzo de’ Medici. Oltre 100 opere per ricostruire la collezione d’arte del celebre mecenate rinascimentale.
Il contemporaneo in primo piano: Rothko, Rotella e Abramović
Sempre a Firenze, dal 14 marzo al 23 agosto, Palazzo Strozzi ospita “Rothko a Firenze”, curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna. La mostra ripercorre tutta la carriera dell’artista americano, dalle prime opere figurative degli anni Trenta fino alle celebri tele astratte degli anni Cinquanta e Sessanta.
A Genova, dal 24 aprile al 13 settembre, Palazzo Ducale dedica una grande retrospettiva a “Mimmo Rotella. 1945-2005”. Curata da Alberto Fiz con la Fondazione Mimmo Rotella, l’esposizione raccoglie oltre cento opere che raccontano l’evoluzione dell’artista calabrese, dalle sperimentazioni astratte del dopoguerra fino alle Nuove Icone degli ultimi anni.
Infine, a Venezia, dal 6 maggio al 19 ottobre, le Gallerie dell’Accademia festeggiano gli ottant’anni di Marina Abramović con “Transforming Energy”. Curata da Shai Baitel insieme all’artista, si tiene durante la 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. La mostra riunisce opere iconiche come “Imponderabilia” (1977) e “Rhythm 0” (1974), insieme a nuovi lavori creati per l’occasione.
Il panorama delle mostre italiane nel 2026 si presenta così variegato e coinvolgente. Un viaggio tra epoche, stili e visioni che promette di appassionare chiunque, da nord a sud dello Stivale.










