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Eni Industrial Evolution: la nuova frontiera della trasformazione industriale

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Eni Industrial Evolution: la nuova frontiera della trasformazione industriale
Eni Industrial Evolution: la nuova frontiera della trasformazione industriale
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Milano, 6 gennaio 2026 – Eni ha ufficializzato un’importante novità: dal 1° gennaio 2026, il ramo d’azienda dedicato al business della raffinazione e trasformazione è passato sotto il controllo della nuova società, Eni Industrial Evolution Spa. L’annuncio, arrivato ieri dalla sede milanese, segna una svolta nella gestione degli asset tradizionali – cioè raffinerie e depositi – in Europa e Medio Oriente. L’obiettivo è chiaro: accelerare la trasformazione industriale e puntare su nuove filiere, con un occhio di riguardo all’economia circolare.

Una nuova guida per la sfida industriale

A capo di Eni Industrial Evolution Spa è stato scelto Umberto Carrara, che avrà il doppio incarico di presidente e amministratore delegato. Fonti interne spiegano che la nuova società dovrà «mantenere operativi gli impianti storici e, allo stesso tempo, spingere sulla transizione verso sistemi produttivi più sostenibili». Carrara, con un lungo percorso nel settore downstream, ha spiegato che la vera sfida sarà «unire innovazione e tradizione, valorizzando le competenze di sempre e investendo nelle nuove tecnologie».

Le infrastrutture nel nuovo perimetro

Nel portafoglio di Eni Industrial Evolution ci sono alcune delle principali infrastrutture del gruppo: la raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi (Pavia), quella di Taranto, la quota nella joint venture della Raffineria di Milazzo e l’impianto di Livorno. Oltre a questi, rientrano anche lo stabilimento di Robassomero, il Centro Ricerche Sud di San Filippo del Mela e gli asset logistici più importanti, come depositi e oleodotti fondamentali per la distribuzione dei prodotti raffinati.

Nel nuovo pacchetto sono incluse anche le partecipazioni in Ecofuel S.p.A., che si occupa di recupero e valorizzazione dei residui petroliferi, e in Costiero Gas Livorno Spa, attiva nello stoccaggio e movimentazione di prodotti energetici.

Strategia e transizione: cosa cambia davvero

La nascita di Eni Industrial Evolution Spa rientra in un quadro più ampio di riorganizzazione del gruppo. Negli ultimi anni, Eni ha iniziato a diversificare sempre di più, puntando su energie rinnovabili e soluzioni meno impattanti per l’ambiente. Questo nuovo assetto, dicono fonti vicine al dossier, «permetterà una gestione più agile degli asset tradizionali e più spazio agli investimenti nelle tecnologie legate all’economia circolare».

Il traguardo è doppio: da un lato, mantenere l’efficienza degli impianti esistenti; dall’altro, far crescere nuove filiere industriali capaci di affrontare la sfida della decarbonizzazione. «Solo così possiamo restare competitivi nel medio-lungo termine», ha sottolineato Carrara durante un incontro con i responsabili degli stabilimenti.

Lavoro e territorio sotto la lente

Il passaggio coinvolge direttamente centinaia di dipendenti sparsi tra Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia e Toscana. Nei siti di Sannazzaro, Taranto e Livorno i sindacati hanno subito chiesto garanzie sulla tutela del lavoro. La Filctem-Cgil ha ribadito che «la priorità è salvaguardare i posti e garantire continuità produttiva». Eni ha risposto chiaramente: «Non sono previsti tagli al personale, che sarà coinvolto nei nuovi progetti».

Sul fronte locale, le raffinerie restano un pilastro per l’economia. A Sannazzaro de’ Burgondi, il sindaco Roberto Zucca si è detto «cauto ma ottimista», ricordando che «la transizione deve andare di pari passo con investimenti concreti per portare benefici alla comunità».

Cosa ci aspetta nel futuro

La nascita di Eni Industrial Evolution Spa è un passo importante nella strategia del gruppo guidato da Claudio Descalzi. Questo nuovo assetto punta a concentrare le energie sulle attività principali e a rispondere più rapidamente ai cambiamenti del mercato energetico in Europa e nel mondo.

Resta però da vedere come si tradurranno le promesse in realtà: la decarbonizzazione richiede soldi e tempo. Per ora, questa nuova società è un segnale forte della trasformazione in corso dentro Eni. Gli occhi degli osservatori sono puntati sui prossimi sviluppi. Tra innovazione tecnologica e tutela del lavoro, il 2026 si apre con una partita tutta da giocare.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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