Milano, 5 gennaio 2026 – Il prezzo dell’oro ha fatto un balzo questa mattina, superando i 4.400 dollari l’oncia sui principali mercati delle materie prime. Un aumento che ha superato il 2%, spinto dalle tensioni geopolitiche e dall’attesa per le prossime mosse delle banche centrali. Fin dall’apertura, il Gold spot – cioè l’oro con consegna immediata – è stato scambiato a 4.419,77 dollari l’oncia, con un rialzo del 2,02% rispetto al giorno precedente. Ancora più deciso il rialzo per i contratti future: l’oro con consegna a febbraio sul Comex di New York ha toccato quota 4.432,40 dollari l’oncia, in crescita del 2,37%.
Oro in volo: perché il prezzo corre
Dietro la corsa dell’oro ci sono diversi fattori, spiegano gli analisti di Piazza Affari. In cima alla lista, le tensioni internazionali che spingono gli investitori verso beni più sicuri. “Il clima è ancora incerto, tra crisi in Medio Oriente e segnali contrastanti dall’economia americana”, ha detto un trader milanese poco dopo l’apertura dei mercati. Non solo. Il metallo giallo guadagna terreno anche grazie alle aspettative di una possibile svolta nella politica monetaria della Federal Reserve. “Molti puntano a un taglio dei tassi entro la primavera”, ha raccontato una fonte di una grande banca d’affari, “e questo indebolisce il dollaro, rendendo l’oro più interessante”.
Numeri e reazioni dai mercati
I dati parlano chiaro: nelle prime ore il volume degli scambi su oro spot e future è salito di molto. A Londra, dove si concentrano gran parte delle transazioni fisiche, alcuni operatori hanno registrato ordini importanti già dalle 8 del mattino. “C’è una domanda forte da parte di fondi e investitori istituzionali”, ha riferito un broker della City. A New York, invece, il Comex ha visto una valanga di acquisti subito dopo l’apertura ufficiale delle contrattazioni alle 8:20 ora locale. “Il trend è chiaro: chi può sta aumentando la quota di oro nei portafogli”, ha ammesso un gestore statunitense.
L’effetto sull’oro, le altre materie prime e le valute
Il rialzo dell’oro non è stato un caso isolato. Nella stessa mattina, anche argento e platino hanno messo a segno qualche guadagno, seppur più contenuto. Sul fronte delle valute, il dollaro ha mostrato debolezza contro euro e yen. “Quando l’oro sale così in fretta, spesso si vedono movimenti opposti sulle valute”, ha osservato un analista di Francoforte. Gli investitori, insomma, cercano rifugio spostando i capitali verso beni considerati più sicuri.
Cosa dicono gli esperti: tra opportunità e rischi
Le previsioni restano caute. In una nota diffusa da Goldman Sachs a metà mattina si legge che “il prezzo dell’oro potrebbe restare alto nei prossimi mesi, ma non si escludono scossoni improvvisi se dovessero arrivare segnali positivi sul fronte geopolitico o sorprese dalle banche centrali”. Anche altri esperti invitano alla prudenza. “Il mercato dell’oro è da sempre molto volatile”, ricorda un docente di materie prime alla Bocconi, “basta una buona notizia per far cambiare direzione”.
L’oro, specchio della fiducia globale
In fondo, il nuovo record dell’oro è visto dagli addetti ai lavori come un chiaro segnale di maggiore cautela tra gli investitori internazionali. “Quando si teme per la stabilità dei mercati – confida un operatore romano – l’oro torna sempre protagonista”. Eppure, solo pochi mesi fa, il metallo sembrava destinato a restare sotto i 4.000 dollari l’oncia per tutto il 2025. Ora lo scenario è cambiato: tra crisi geopolitiche e attese sulle politiche monetarie, il prezzo dell’oro resta uno degli indicatori più sensibili dell’umore dei mercati globali.
Per ora – almeno secondo i dati raccolti questa mattina tra Milano, Londra e New York – la corsa non sembra voler rallentare. Ma nel mondo della finanza, come sanno bene i più esperti, le certezze durano spesso lo spazio di una notte.










