Milano, 5 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno aperto la settimana in lieve rialzo, senza grandi scossoni. Dopo un inizio positivo di Wall Street, gli investitori hanno tenuto d’occhio soprattutto le notizie arrivate dal Venezuela: nel fine settimana, un blitz degli Stati Uniti ha portato alla destituzione di Nicolás Maduro. L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha guadagnato circa mezzo punto percentuale, spinto soprattutto dai titoli tecnologici e industriali, con un occhio di riguardo al settore della difesa.
Milano spinge in alto, Leonardo e Fincantieri in evidenza
A Piazza Affari, il Ftse Mib ha chiuso a 45.706 punti, con un progresso dello 0,72%. Protagonista è stata Leonardo, che ha messo a segno un balzo del 5,9%, seguita da vicino da Fincantieri. Secondo diversi analisti, il buon andamento dei titoli legati alla difesa riflette il clima geopolitico attuale e le aspettative di nuovi contratti. “Gli investitori stanno tornando a guardare con interesse questo settore”, ha commentato un operatore milanese nel primo pomeriggio.
Nel comparto energetico, brillano anche Tenaris (+4,45%) e Saipem (+3,6%), spinti dal rialzo del petrolio. Il WTI si è mantenuto appena sopra i 58 dollari al barile, mentre il Brent ha superato i 61 dollari. Un trader della City ha osservato: “Il mercato segue con attenzione le tensioni internazionali e il possibile impatto sulla produzione”.
Gas in discesa ad Amsterdam, metalli preziosi ancora al centro dell’attenzione
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del gas naturale ha registrato un calo netto. Ad Amsterdam, i contratti TTF hanno perso oltre il 6%, chiudendo a 27 euro per megawattora. Il motivo? Da un lato la concorrenza crescente degli Stati Uniti, dall’altro le previsioni di temperature più miti del previsto. “La domanda resta debole”, ha ammesso un trader olandese.
I metalli preziosi continuano invece a catturare gli sguardi degli investitori. L’argento ha superato i 76 dollari l’oncia, mentre l’oro, pur in lieve flessione oggi, si mantiene su livelli record a 4.422 dollari l’oncia. Secondo fonti di mercato, la corsa ai beni rifugio è ancora alimentata dall’incertezza geopolitica e dalle fluttuazioni valutarie.
Borse europee: Francoforte guida, Parigi resta ferma
Tra le altre piazze europee, Francoforte ha guadagnato lo 0,81%, seguita da Madrid e Londra, entrambe a +0,27%. Più fiacca Parigi, che ha viaggiato intorno alla parità per tutta la giornata. Un gestore francese ha commentato: “L’atmosfera è prudente, con pochi stimoli dopo le novità dal Venezuela”.
Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato principali sono rimasti stabili o hanno registrato lievi cali. Il decennale italiano si è fermato al 3,58%, poco sopra il livello dell’OAT francese, mentre il Bund tedesco a dieci anni è rimasto a 2,88%. Lo spread Btp-Bund si è ristretto a 70 punti base, segno – secondo alcuni esperti – di una fase di relativa calma sui mercati del debito pubblico.
Euro in difficoltà contro il dollaro
Sul mercato valutario, l’euro ha mostrato segni di debolezza nei confronti del dollaro. Nel pomeriggio la moneta unica veniva scambiata intorno a 1,1678 dollari. Gli operatori attribuiscono questo calo alle incertezze politiche internazionali e alle attese sulle prossime mosse della Federal Reserve.
In breve, la giornata sui mercati europei si è chiusa senza grandi scossoni ma con segnali chiari: tutti gli occhi puntati sugli sviluppi geopolitici e sulle materie prime, mentre gli investitori restano cauti in attesa dei prossimi dati economici.










