Home Soldi & Risparmi Il rame tocca nuovi vertici: raggiunti i 13 mila dollari!
Soldi & Risparmi

Il rame tocca nuovi vertici: raggiunti i 13 mila dollari!

Share
Il rame tocca nuovi vertici: raggiunti i 13 mila dollari!
Il rame tocca nuovi vertici: raggiunti i 13 mila dollari!
Share

Milano, 5 gennaio 2026 – Il prezzo del rame ha segnato oggi un nuovo record, superando i 13.000 dollari a tonnellata sui mercati internazionali. Un livello mai raggiunto prima, che segue la chiusura della scorsa settimana a 12.600 dollari. Il metallo rosso, già protagonista di un balzo del 42% nel 2025 – il più forte dal 2009 – non si ferma, spinto da una domanda mondiale in crescita e da problemi sul fronte dell’offerta.

Rame in volata: la domanda mondiale e i problemi alle forniture

Questa mattina il London Metal Exchange ha registrato un ulteriore +4% per i futures sul rame nelle prime ore di scambi. Gli operatori parlano di un mercato “teso”, dove ogni notizia sulle forniture fa subito muovere i prezzi. “La domanda resta alta, soprattutto per i data center e le batterie delle auto elettriche”, ha spiegato un analista di Citi, contattato alle 10.30. Il rame è ormai un elemento chiave nella transizione energetica e nella digitalizzazione.

Scioperi in Cile: la miniera di Mantoverde ferma la produzione

A pesare sulle quotazioni c’è anche la situazione in Sud America. Negli ultimi giorni uno sciopero alla miniera di Mantoverde, in Cile, ha interrotto ancora una volta la catena di approvvigionamento globale. La miniera, gestita da Capstone Copper, produce circa 60.000 tonnellate di rame all’anno. “Lo stop ha bloccato subito le spedizioni”, conferma una fonte sindacale cilena. E non è un caso isolato: negli ultimi mesi diverse miniere tra Cile e Perù hanno rallentato per motivi sindacali o climatici.

Dazi USA alle porte: spedizioni anticipate e offerta più scarsa altrove

Un altro fattore che pesa sul mercato è la possibile introduzione di nuovi dazi statunitensi sul rame importato. L’ipotesi, emersa nelle ultime settimane a Washington, ha spinto molti trader a far arrivare prima le spedizioni negli Stati Uniti. Secondo i dati doganali di S&P Global, tra novembre e dicembre i volumi diretti ai porti americani sono saliti del 15%. Questo ha ridotto l’offerta disponibile in altre zone, soprattutto in Asia e Europa.

“C’è una vera corsa a mettere al sicuro le forniture prima che le tariffe entrino in vigore”, spiega un operatore di Londra che preferisce restare anonimo. Il risultato è una pressione crescente sui prezzi, sia sul mercato spot che su quello a termine.

Mercato incerto: attenzione alta sugli sviluppi geopolitici

Gli esperti restano prudenti sulle prossime mosse del mercato. “Il rame è molto sensibile sia agli scossoni geopolitici sia alle dinamiche industriali”, dice Marco Ferrini, responsabile materie prime di Intesa Sanpaolo. “Se le tensioni in Sud America continueranno o se gli Usa decideranno davvero di imporre nuovi dazi, potremmo assistere a nuovi rialzi”.

Per ora, secondo l’International Copper Study Group, la domanda globale di rame raffinato dovrebbe aumentare ancora nel 2026, spinta dall’industria dell’auto e dalle infrastrutture digitali. Però l’offerta fa fatica a stare al passo: i nuovi progetti minerari richiedono anni per partire e le interruzioni, come quella di Mantoverde, rischiano di diventare più frequenti.

Prezzi in salita: l’effetto sulle aziende e sui consumatori

L’aumento dei prezzi si fa già sentire nelle imprese manifatturiere. In Italia, spiega Federmeccanica, molte aziende stanno rivedendo i contratti di fornitura per affrontare i rincari. “Il rame è in quasi tutti i nostri prodotti”, ha ricordato ieri il presidente Federico Visentin durante un incontro a Milano. “Dai cavi elettrici alle parti per l’automotive, ogni variazione di prezzo si traduce in costi maggiori”.

Anche i consumatori potrebbero presto accorgersene: dagli elettrodomestici agli impianti fotovoltaici, il costo del rame pesa su una vasta gamma di beni.

In attesa di novità dalle miniere cilene e dalle trattative commerciali tra Stati Uniti e principali esportatori, il mercato resta in allerta. E il rame continua a dettare il ritmo dell’economia globale.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

Smettere di Lavorare è un magazine che esplora stili di vita alternativi e indipendenza finanziaria con sezioni su News, Spettacolo & TV, Soldi & Risparmi, Ambiente, Trasferirsi all’estero e Lavorare all’estero.

Info & Comunicati

Per info e comunicati stampa inviare email a: info@smetteredilavorare.it

© 2025 proprietà Influencer Srls - Via Luca Bati 57 - Roma - P.IVA 14920521003

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.